Skip to main content

L’ambiente buca lo schermo?

| Redazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Roma. In arrivo il 2° rapporto Eco-Media. Una dichiarazione di Mario Salomone A Roma (LUMSA – Via di Porta Castello, 44) il 27 novembre, dalle 9 alle 14, viene presentato il secondo rapporto Eco-Media. Frutto della collaborazione tra Pentapolis Onlus, Università Lumsa e Osservatorio di Pavia, presenta i risultati del rapporto 2015 sulla copertura delle […]
Roma. In arrivo il 2° rapporto Eco-Media. Una dichiarazione di Mario Salomone
A Roma (LUMSA – Via di Porta Castello, 44) il 27 novembre, dalle 9 alle 14, viene presentato il secondo rapporto Eco-Media. Frutto della collaborazione tra Pentapolis Onlus, Università Lumsa e Osservatorio di Pavia, presenta i risultati del rapporto 2015 sulla copertura delle notizie ambientali da parte dei principali media italiani. Obiettivo: evidenziare livello e qualità delle notizie trattate e fornire indicazioni per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sui temi ecologici.
La domanda è cruciale perché un’adeguata informazione ambientale è il solo mezzo per aumentare la consapevolezza e l’interesse dell’opinione pubblica su tali tematiche.

 

Manca l’approfondimento

Già nella prima edizione del Rapporto, nella quale l’attenzione dell’Osservatorio Eco-Media si era concentrata sulle coperture dei temi ambientali effettuate da Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Sole 24 Ore, era emerso che appena il 9% degli articoli era costituito da approfondimenti, dossier e inchieste.

Quasi il 60%, invece, presentava un taglio cronachistico fortemente legato a incidenti, disastri, calamità naturali. E in un articolo su due la tematica ambientale era trattata in maniera solo marginale, messa in secondo piano rispetto alla stringente attualità.
La 2a edizione aggiorna l’analisi. «L’Osservatorio Eco-Media – spiega Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Onlus – vuole offrire una fotografia di come oggi i temi ecologici vengono effettivamente coperti dai media, per stimolare sia il sistema mediatico ad aumentare livello e qualità delle coperture offerte sia il decisore pubblico. Ma vogliamo anche dare indicazioni ad associazioni e imprese su quali sono gli aspetti dei fatti ambientali che maggiormente riescono a essere trasformati in notizia».

Per illustrare e commentare i risultati del rapporto interverranno tra gli altri Bernardo De Bernardinis, Presidente di ISPRA, Stefano Mosti, presidente dell’Osservatorio di Pavia; Walter Ganapini, membro onorario Agenzia Europea dell’Ambiente; Raffaele Lorusso, segretario generale FNSI; Marco Frey, presidente Fondazione Global Compact Network Italia; Mario Salomone, direttore di .eco, Diego Crivellari, deputato, Componente IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni; Alfonso Cauteruccio, presidente dell’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus; Fulvio Rossi, Presidente CSR Manager Network, Carlo Maria Medaglia, Capo segreteria tecnica Ministero dell’Ambiente.

 

L’informazione ambientale dà voce a ciò che non ha voce

«L’informazione ambientale ha un ruolo fondamentale, perché tratta le questioni veramente importanti per il nostro futuro – afferma Mario Salomone -. Alla luce dei terribili fatti di Parigi, viene da affermarlo ancora di più. Da tempo, ormai, molti dati confermano la stretta relazione tra crescente sovrasfruttamento delle risorse e un quadro internazionale fatto di violenza, conflitti, drammi sociali. Tra riscaldamento globale, picco dell’acqua (e non solo del petrolio), scarsità di cibo, energia e materie prime, perdita di biodiversità, consumo di suolo da un lato e migrazioni bibliche, guerre civili e regionali, crisi, dall’altro, esiste una stretta relazione».

«Un’informazione tempestiva, completa, continuativa – continua Mario Salomone – è uno strumento chiave di cittadinanza e di comprensione delle sfide del nostro tempo, di qui la grande responsabilità di chi fa informazione ambientale, che è una informazione difficile, complessa, trasversale, ancorata a evidenze scientifiche ma anche alla dovuta considerazione delle interconnessioni con gli aspetti sociali. Insomma, facendo informazione ambientale si dà voce a elementi che non hanno voce: il futuro (un futuro più vivibile, equo e sostenibile) e il pianeta vivente e non vivente (animali, piante, fiumi, venti, mari,…)».

Il programma completo della conferenza del 27 novembre è disponibile sul sito

http://www.pentapolis.eu/

La partecipazione all’incontro permetterà ai giornalisti presenti di conseguire 4 crediti formativi, previa registrazione al portale Sigef dell’Ordine dei giornalisti.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.