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Conferenza dei Popoli sui Cambiamenti Climatici

| Redazione

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Conferenza dei Popoli sui Cambiamenti Climatici

Il 22 aprile si è conclusa a Cochabamba, in Bolivia, la Conferenza mondiale dei Popoli sui Cambiamenti climatici e Diritti della Madre Terra, convocata dal governo di Morales per dare risposte concrete dopo il fallimento del vertice dei governi sul Clima svoltosi a dicembre a Copenaghen.

Il 22 aprile si è conclusa a Cochabamba, in Bolivia, la Conferenza mondiale dei Popoli sui Cambiamenti climatici e Diritti della Madre Terra, convocata dal governo di Morales per dare risposte concrete dopo il fallimento del vertice dei governi sul Clima svoltosi a dicembre a Copenaghen.

Hanno partecipato circa 30000 persone, tra attivisti, sindacalisti, esperti,scienziati, intellettuali e governi di tutto il mondo, per avviare un momento di consultazione e di confronto che porti alla costruzione di un’alleanza più ampia possibile sul clima, emergenza globale dalla cui risoluzione non possiamo prescindere per garantire un futuro al pianeta e alle generazioni a venire.
L’evento, che si è svolto dal 19 al 22 aprile nel campus dell’Università di Tiquipaya, a Cochabamba, ha visto i partecipanti riuniti in 18 gruppi di lavoro tematici, in cui si è individuato il colpevole principale  della crisi climatica in atto, e cioè il modello di sviluppo capitalista, la sua corsa infinita al progresso e la sua voracità nel fagocitare risorse non rinnovabili. L’alternativa sostenibile è stata individuata in un modello più equo e solidale, basato sul benessere collettivo e in armonia con l’ambiente naturale.
L’obiettivo è quello di arrivare alla prossima Conferenza delle Parti sul clima – COP16, che si terrà tra novembre e dicembre a Cancun, in Messico, con una posizione concertata che sia frutto di un percorso largamente condiviso, rappresentativo delle realtà sociali ed istituzionali degli oltre 170 paesi presenti a Cochabamba.
Tra i principali punti discussi in Bolivia: la proposta di creare un Tribunale di Giustizia Climatica come istanza giuridica vincolante; l’approvazione di una Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra da sottoporre all’Assemblea delle Nazioni Unite, il lancio di un Referendum Mondiale sul Cambiamento Climatico e la richiesta di riconoscimento di un debito ecologico e climatico del Nord nei confronti del Sud del mondo.
 Cancun sarà un momento cruciale nel cammino verso la giustizia climatica. Per questo, In chiusura dei lavori Morales ha detto: “Sento che sta arrivando la grande battaglia. La prima è stata convocare questo appuntamento, la seconda realizzare questo grande dibattito. La terza sarà convincere, persuadere o in ultima istanza, se non saremo ascoltati, organizzarci e rafforzarci socialmente in tutto il mondo affinchè i paesi industrializzati ascoltino e rispettino le decisioni dei governi e dei popoli del mondo“.
Per maggiori informazioni: www.ong.agimondo.it
Giulia Maringoni
8/05/2010