Il lavoro in Europa sarà più “green”

Dall’ultimo studio del WWF International (Low carbon jobs for Europe) emerge che i posti di lavori verdi in Europa (relazionati al settore delle energie rinnovabili, della mobilità sostenibile e dei beni e servizi per l’efficienza energetica) superano quelli legati alle industrie tradizionali più inquinanti (attività estrattive, elettricità, gas, industrie del ferro e dell’acciaio).
Tutti questi settori – eolico, solare fotovoltaico, bioenergia, trasporti pubblici ed edilizia – mostrano una crescita significativa e le previsioni dipingono un futuro in costante espansione per l’economia a basso contenuto di carbonio. Il merito va sopratttutto a scelte politiche di sostegno e di un comparto, quello delle tecnologie ‘amiche del clima’, ora in rapido sviluppo.

Per l’eolico guidano la classifica europea delle professioni verdi Germania, Spagna e Danimarca, mentre per l’energia solare Germania e Spagna sono ai primi posti. Altri Paesi stanno crescendo in tali settori, con un alto potenziale di miglioramento. Come ha spiegato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia Wwf: “L’economia pulita è pronta a prendere il via, e se la politica continuerà a supportare le industrie che invece contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, l’Europa dovrà affrontare costi altissimi sia per l’economia che per l’ambiente.” Ne consegue che i Paesi che investiranno sui settori rinnovabili e sostenibili saranno quelli che nei prossimi anni risulteranno vincenti in termini di economia nazionale, occupazione e benessere sociale e individuale, con conseguenti vantaggi in termini di riduzione di conflitti e spese sociali.

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25 agosto 2009

eco 3

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