Umberto Eco, una vita per il libro

Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016. Il Caffé filosofico di educazionesostenibile.it ricorda il grande scrittore scomparso
 
Umberto Eco ha rappresentato per chiunque si sia mosso nelle discipline filosofiche negli anni ’60, ’70 e ’80 dello scorso secolo, l’estrema agilità nel muoversi per problemi e, quindi, rompendo gli steccati disciplinari e mostrando nel concreto nel lavoro di ricerca (e di creazione: molti ricorderanno Il nome della rosa, romanzo filosofico del nominalismo tardo-medievale, Premio Strega 1981, 14 milioni di copie vendute, tradotto in tutto il mondo) che “se incontri il senso giusto delle cose, cancelli il vero e il falso, se hai larghezza di ingegno, scordi tracciati e formule”, come scriveva Il poeta cinese Wei Ying-wu. Anche se, poi, larga parte della sua attività di studioso è stata dedicata allo studio di “tracciati” e “formule”: ha sviluppato, come disciplina autonoma, la semiologia come scienza dei segni e delle significazioni.
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