E loro non stanno più a guardare… Le pro-vocazioni degli studenti, ovvero “chiamare fuori”: un legittimo risveglio

Si moltiplicano occupazioni di scuole e manifestazioni. I giovani vogliono soltanto una scuola che ritorni ad essere luogo formativo di cultura, e quindi di studio, di ricerca. Rifiutano la prospettiva di un futuro robotico, improntato al solo incremento economico, tecnologizzato al punto di essere uomini e donne al servizio della macchina e della moneta.

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Lorenzo aveva dei sogni… La scuola: azienda o dimora intellettuale?

La morte dello studente diciottenne Lorenzo Parelli non può lasciare indifferente la comunità educante e merita una riflessione. In una società fortemente in crisi, si corre il rischio di abituarsi alle tragedie, alla morte, al dolore degli altri. La rabbia dei giovani che dicono “adesso basta” è un’emozione che va ascoltata. I percorsi scuola-lavoro spesso deludono le aspettative e una grande disomogeneità organizzativa nelle regioni. E spesso nascondono una subdola selezione sociale. Cui contrapporre un’educazione ecologica a tutto tondo.

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I social network: predatori o risorse per i nostri giovani?

“.eco” e la Rete WEEC sono impegnate per il rinnovamento del sistema educativo. Per partecipare scrivere a redazione@rivistaeco.it

I social network: predatori o risorse per i nostri giovani? Che cosa assorbono, silenziosamente e fino all’assuefazione, i nostri bambini e i nostri giovanissimi? Ma anche gli adulti sono dipendenti dai social media. Gli adulti sono dunque chiamati a una maggiore responsabilità educativa: l’agire educativo deve essere mosso da un’etica della responsabilità.

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Generazioni invisibili… a rischio di futuro e di anonimia

“.eco” e la Rete WEEC sono impegnate per il rinnovamento del sistema educativo. Per partecipare scrivere a redazione@rivistaeco.it

“Certamente la competenza tecnica è essenziale per svolgere qualsiasi professione, compresa quella educativa, ma non basta per abitare con sensatezza il mondo dell’educazione”[i] (L. Mortari). Ci vogliono, diceva Paulo Freire, rigore metodologico, capacità di ricerca, rispetto degli alunni, spirito critico, gusto estetico ed etico, coerenza, coraggio di rischiare e tanto altro ancora.

[i] Luigina Mortari, Apprendere dall’esperienza, Roma 2003, p.19.

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DaD, DDI oggi. E domani? Qual è la scuola di domani?

“.eco” e la Rete WEEC sono impegnate per il rinnovamento del sistema educativo. Per partecipare scrivere a redazione@rivistaeco.it

La pandemia ha drammaticamente posto in risalto annose criticità della scuola italiana. Occorre un progetto e ogni modalità didattica, vecchia o nuova che sia, DaD o DDI dovrà riferirsi a saldi principi pedagogici. Ricerca, sperimentazione, monitoraggio sono necessarie anche per la didattica distanza, che come spiega un recente libro, se fatta bene può servire e divertire.

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Un tavolo di lavoro istituzionale per la scuola che verrà

Studentesse protestano contro la DAD di fronte a una scuola di Torino

Quale futuro ci attende? Quanto ci importa realmente di costruirne uno sufficientemente buono? Pensando ai posteri, sapendo che è il presente a disegnare il futuro di cui siamo responsabili. Negli anni ’70 del secolo scorso Lorenzo Milani, Mario Lodi, Gianni Rodari, Danilo Dolci tentarono un rinnovamento. E oggi? Un invito a esperti dell’educazione e della formazione, maestri, dirigenti scolastici, psicologi dell’educazione per iniziare a gettare i semi della scuola che verrà.

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Scuola, Didattica a distanza, pandemia e…valutazione degli alunni

Le riflessioni dell’esperta di pedagogia Luisa Piarulli sul mondo della didattica. Ogni crisi permette un’opportunità di cambiamento, ma questo deve essere reale, stimolato e non dettato dall’emergenza. Formazione globale degli studenti in ottica bio-psico-sociale, etica della valutazione e “cum-divisione” concreta: ecco alcuni tra gli aspetti da tenere in considerazione per ripartire dopo la DAD.

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