Appello al Teatro alla Scala di Milano: palcoscenico per la pace nella tragedia della Striscia di Gaza

La guerra in corso nella Striscia di Gaza è una tragedia segnata da tensioni politiche, storiche e culturali, con migliaia di vite intrappolate in un conflitto devastante. L’appello per la pace di un gruppo di milanesi al Teatro alla Scala di Milano sottolinea l’urgente necessità di un impegno collettivo per fermare la sofferenza umana e porre fine a questa tragedia e crisi umanitaria

La tragedia della guerra in corso nella Striscia di Gaza è un grido di sofferenza che si leva dalle vite di migliaia di persone intrappolate in un conflitto devastante. La serie di tensioni politiche, storiche e culturali si sono tradotte in un conflitto armato, il cui prezzo più alto è pagato dagli innocenti.

Le popolazioni della Striscia vivono in condizioni estreme, con le infrastrutture distrutte, l’accesso limitato ai servizi essenziali, e una costante minaccia di violenza. La guerra ha causato perdite umane significative, gli oltre cinquemila bambini tra le vittime sono testimonio della portata devastante del conflitto sulle generazioni più vulnerabili.

Inoltre, milioni di persone sono costrette a fuggire dalle proprie case, cercando rifugio in luoghi più sicuri, spesso con risorse limitate. Questa situazione di sfollamento forzato contribuisce a una crisi umanitaria su larga scala, con la popolazione civile che vive nell’angoscia quotidiana di perdere i propri cari e di vedere distrutti gli ambienti in cui hanno vissuto per generazioni.

La sofferenza umana si estende anche a coloro che, in un modo o nell’altro, sono stati coinvolti direttamente nel conflitto. Rapimenti, prigionie, e la privazione della libertà segnano la vita di molti israeliani e palestinesi, creando cicatrici profonde che si estendono ben oltre il periodo di combattimento.

Il Don Carlo di Giuseppe Verdi apre la stagione lirica 2023-2024 alla Scala di Milano.

L’appello per la pace in Medio Oriente rivolto al Teatro alla Scala di Milano richiama l’attenzione su questa tragedia, sperando di mobilitare la comunità internazionale per fermare il conflitto e promuovere una soluzione pacifica. La volontà di porre fine alla sofferenza delle persone coinvolte, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o nazionale, è centrale in questo appello, che mira a sottolineare l’urgenza di un impegno collettivo per porre fine a questo massacro.

Il 7 dicembre l’attenzione del mondo della cultura e di tantissime donne e uomini in tutto il pianeta sarà rivolta alla Scala. La musica e l’opera uniscono storie, culture, popoli diversi.
Ma in molte, troppe parti del mondo nelle stesse ore sarà la guerra, il clamore delle armi, a farsi sentire.
Il Teatro alla Scala nella sua storia gloriosa è stato spesso interprete delle passioni che agitano i contesti politici…La Scala del Viva Verdi, la Scala di Toscanini che non si piega al fascismo, la Scala della Milano che rinasce dopo le distruzioni del conflitto mondiale.
A noi piacerebbe che ancora una volta la Scala esercitasse il suo ruolo di guida morale e civile della città dicendo un forte no alla guerra. Chiamando tutti a lavorare per la pace.
Se condivide quanto noi auspichiamo, troverà Lei le parole giuste da dire prima che si apra il sipario.
Un pressante appello lanciato dal Teatro alla Scala affinché si ponga fine alla tragedia che stanno subendo le popolazioni della striscia di Gaza, alle morti di innocenti, tra i quali oltre cinquemila bambini, alla fuga senza meta di milioni di persone obbligate ad abbandonare le loro case distrutte, alla sofferenza di chi, israeliano o palestinese, rapito o imprigionato, è privato della propria libertà … avrebbe una forza e un valore inestimabile.
Si unirebbe alle parole accorate ed al tempo stesso severe di Papa Francesco e del Segretario dell’ONU António Guterres.
Sarebbe una bella pagina per la Scala e per Milano ed interpreterebbe, crediamo, il pensiero di molti che vivono nella nostra città.
Quanto sta accadendo in quell’area del mondo, così piena di storia e di significati, è destinato a segnare profondamente il nostro tempo; tutti noi, nessuno escluso, saremo chiamati a rispondere di ciò che avremo fatto o di ciò che avremo scelto di non fare.
Grazie per l’attenzione.

Milano, 27 novembre 2023

p. Associazione CostituzioneBeniComuni APS

Vittorio Agnoletto
Elena Basso
Leonardo Fiorentino
Emilio Molinari
Silvano Piccardi
Basilio Rizzo
Angelo Solazzo
Guglielmo Spettante
Mariangela Villa

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".eco" dal 1989 è la rivista non profit italiana di riferimento per l'educazione ambientale e l'educazione sostenibile, che è la coerenza e sinergia di tutti gli aspetti dei sistemi e processi educativi: educazione sostenibile significa ecologia delle strutture fisiche, degli ordinamenti, dei contenuti, degli obiettivi e dei metodi educativi.

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