La crisi umanitaria a Gaza: riflessioni sulla responsabilità degli intellettuali

Condanna categorica della guerra in Palestina, sottolineando la necessità di mantenere la fede nell’umanità e praticare la pace. Appello all’unione delle voci contro l’ingiustizia, la violenza strutturale e l’ignoranza delle istituzioni internazionali, con richiesta di impegno degli intellettuali per promuovere la nonviolenza e il rispetto del diritto internazionale

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Appello al Teatro alla Scala di Milano: palcoscenico per la pace nella tragedia della Striscia di Gaza

La guerra in corso nella Striscia di Gaza è una tragedia segnata da tensioni politiche, storiche e culturali, con migliaia di vite intrappolate in un conflitto devastante. L’appello per la pace di un gruppo di milanesi al Teatro alla Scala di Milano sottolinea l’urgente necessità di un impegno collettivo per fermare la sofferenza umana e porre fine a questa tragedia e crisi umanitaria

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Da Vienna a Vilnius, il confronto a distanza fra forze di pace e di guerra

I movimenti per la pace europei si sono ritrovati a Vienna per fare quadrato in questo delicatissimo momento storico e per analizzare la situazione e proporre una linea per contrastare la deriva bellicista. Il momento scelto non è casuale: a luglio, infatti, i vertici NATO si riuniranno a Vilnius per un incontro che potrebbe essere decisivo nell’ottica del conflitto ucraino.

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La globalizzazione oggi

Un fenomeno contradittorio, che “divide mentre unisce” (Bauman), non ha reso il mondo più pacifico. Il risultato della globalizzazione è ad alto potenziale polemogeno, perché i fattori dominanti delle relazioni internazionali sono economici, radicati in alcuni grandi complessi statali.

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“Maledetti pacifisti”: la pace passa anche attraverso il racconto della guerra

“Maledetti pacifisti” è il titolo dell’ultimo libro del giornalista e reporter di guerra Nico Piro. Un titolo provocatorio che vuole sottolineare come un’informazione equa, obiettiva e libera sulla guerra sia uno strumento di pace fondamentale per contrastare una deriva bellicista che oggi si sta espandendo non solo sul piano politico, ma anche su quello culturale.

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L’ultimo decennio del territorio del Sahel

Sahel. Conflitti, migrazioni e instabilità a sud del Sahara

Camillo Casola

Presentazione di Giovanni Carbone

Politica internazionale

Il Mulino Bologna

2022

Pag. 186, euro 15

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Abbasso la guerra: una mostra itinerante da dieci anni diffonde la cultura di pace

Dal 2013 la mostra “Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall’800 ad oggi” viaggia in giro per l’Italia mostrando e diffondendo la cultura della pace e della nonviolenza. Un’iniziativa preziosa che si rivolge soprattutto ai più giovani per costruire un pensiero e un’azione alternativi al preoccupante militarismo che sta dilagando in questa epoca storica.

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Alla ricerca dell’ordine mondiale. Alcune riletture

La guerra è un complesso di azioni criminali, in cui l’essere umano è ridotto a mezzo, come esito, anche nella via civile, di una economia orientata al profitto. Dunque, lo sviluppo dei rapporti economici e commerciali non porta la pace e, infatti, tra XVI e XXI secolo è aumentato il militarismo. Il quadro sempre più instabile minaccia anche la biosfera. Occorrerebbe un’autorità mondiale capace di conciliare gli interessi di tutti, controllata, “dal basso”, da cittadini formati alle competenze necessarie per giudicare l’operato delle classi politiche: competenze umanistiche e competenze scientifiche.

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Il circolo vizioso della guerra. Su Edgar Morin, “Di guerra in guerra”

La guerra è un conflitto dove politica e interessi economici giocano un ruolo cruciale: un demone che si ripresenta ostinatamente, sicché un testimone del XX secolo come Edgar Morin può intitolare il suo ultimo lavoro Di guerra in guerra. Dal 1940 all’Ucraina invasa.

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La sanità pubblica abbandona gli anziani e i più deboli

Lo smantellamento della sanità pubblica, una autentica vergogna per il nostro Paese, mentre aumenta la spesa per le armi, in un post di Laura Tussi dedicato alla madre malata di Alzheimer.

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Ecologia, ecologia sociale e democrazia liberale

Il discorso di fine anno 2022 del presidente della Repubblica: pace nella giustizia e nella libertà, battaglia ecologica, importanza della scienza, sanità, riequilibrio tra Nord e Sud, ruolo dei giovani, partecipazione, tutto alla luce della Costituzione che ha appena compiuto 75 anni. E quanto si potrebbe aggiungere: i condizionamenti geopolitici, la mancanza di controlli da parte del potere pubblico, la mano degli interessi privati sulla ricerca, i movimenti giovanili senza sponda politica, gli interrogativi su formazione e digitalizzazione (sempre più intrecciati). La Costituzione non meno che la scuola, insomma, hanno di fronte avversari difficili da fronteggiare.

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Insegnare ai ragazzi a guardare oltre: parlare di guerra ai più piccoli si può fare

Aumenta il numero di libri di narrativa per ragazzi sul tema della guerra e della pace. Parlare di conflitti, in questo periodo storico, diventa un dovere per le nuove generazioni. Ecco un po’ di titoli, alcuni dei quali hanno vinto premi importanti.

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È cosa buona che tu esista! Alla ricerca di un nuovo umanesimo

Un Campo MIR – Movimento Internazionale Riconciliazione tra popoli. All’Eremo di Betania, Padenghe Sul Garda (BS) il 5 agosto 2022, alle ore 15:00, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici parleranno della “tempesta perfetta” che sembra addensarsi sul nostro futuro, ma anche della speranza di un nuovo mondo possibile. 

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Rileggere i classici: Herbert Marcuse, sogno di una società liberata

L’uomo a una dimensione mostra il legame esistente fra guerra e economia dell’abbondanza e la violenza totalitaria di una società apparentemente pluralista. Eppure, si potrebbe vivere felicemente e ricongiungersi in modo non distruttivo alla natura, realizzando pienamente la propria creatività.

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Se i morti sono tanti, i profitti aumentano

La guerra è una catastrofe, ma non per tutti: c’è chi può guadagnarci. Come ha scritto più di venti anni fa Mike Davis, “le catastrofi naturali sono occasioni ghiotte per i superprofitti del capitale, meglio se corredati da un alto numero di morti”. Ogni anno si verificano nel mondo tra 350 e 500 catastrofi, che per la maggior parte ricevono poca attenzione.

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Terzo millennio: i bambini chiedono e vogliono la pace. È ora di rispettare i loro diritti

“Costruire la pace è un problema pedagogico, evitare la guerra è il lavoro dei politici” (Maria Montessori). Basta con le vuote parole: ancora non abbiamo imparato a “vedere” i nostri bambini. Pedagogisti, educatori, maestri “urlino” i diritti dei bambini, il rispetto per le loro intelligenze e la salvaguardia della loro integrità fisica e mentale. Che sia autentico “I Care”.

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Se la pace diventa una casa al Salone del libro di Torino

È proprio Nicola Lagioia a svelare uno dei successi della XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino: si sono portati i problemi che dalla guerra alla crisi climatica tuonano fuori dal Salone, al suo interno, facendone oggetto di discussioni. «Parlare dei problemi ci fa sentire meno soli.» È su questa idea che è nata, come grande novità di quest’anno, La Casa della Pace.

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Ritorno al passato

Carlo Rovelli: “È la guerra il nostro nemico”. Civili vittime della guerra vera, il linguaggio di quella mediatica. Con la certezza di una crescente devastazione ambientale, geopolitica, geoeconomica, sociale.

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Le false ragioni di Putin e il diritto internazionale

Guerra in Ucraina: un seminario all’università del Piemonte Orientale aiuta a orientarsi tra i “classici” e le norme del diritto che si occupano di regolare i “rapporti di forza” tra nazioni. E una utile bibliografia.

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