Chi vivrà vedrà

Vedremo l’alba del giorno dopo, questo è certo. Ce lo spiegano Pietro Greco, Ugo Leone, Massimo Polidoro, Telmo Pievani e Mario Tozzi in un numero “super” di .eco (dicembre 2012) dedicato a apocalissi, profezie, superstizioni, ciarlatanerie. La bolla mediatica del 21.12.12 si sgonfierà il 22 dicembre, ma il problema di come vediamo il futuro resta ed è ben più importante di qualsiasi profezia. C’entra con gli scenari, che sono cosa ben diversa, scientficamente fondati, ma non ineluttabili né misteriosi. Gli scenari non sono nient’altro che proiezioni delle possibili conseguenze delle nostra scelte. “Siamo ad un bivio”, dice un nostro slogan, e “cambiare strada è possibile”.

Il numero di .eco di dicembre, insomma, è un numero speciale che apre la strada a una serie di .eco che nel 2013 affronterà il tema del futuro.

 

Vivremo e vedremo un modo migliore. Ma per poter lasciare in eredità ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato noi dai nostri genitori dobbiamo lavorare qui e ora. Nel presente, infatti, noi costruiamo quello che domani diventerà storia.
Parliamo di apocalisse proprio per non essere apocalittici, di catastrofi per combattere il catastrofismo: educhiamo al futuro perché il futuro è aperto e sta a noi renderlo più vivibile.

Immagine: rivisitazione del manifesto della mostra “Nell’attesa di una catarsitrofe” di Franco Sacchetti. Lubiana (Slovenia) 14-26 settembre 2012, Nicosia (Cipro) 26-28 novembre 2012, Sulmona (Italia) 19-31 dicembre 2012

20/12/2012

Mario Salomone

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