Dante dì. Insegnare Dante oggi. Con quali occhi?

Un poeta insieme lontanissimo e vicinissimo, né antico né moderno. Profondità intellettuale, ansia di conoscenza, sapienza stilistica sono qualità di Dante Alighieri da scoprire e assaporare a poco a poco sui banchi di scuola. La straordinaria profondità dei significati culturali e umani acquisiti nel corso dei secoli dall’opera di Dante, benché uomo totalmente immerso nelle idee, nei valori, nei pregiudizi del Medioevo, spiegata in una intervista a tre degli autori di uno dei principali corsi di letteratura italiana per le scuole superiori: Guido Armellini, Luigi Bosi e Matteo Marchesini.

“.eco”, dal 1989 voce dell’educazione ambientale italiana, intervista gli autori di uno dei più diffusi corsi di letteratura per le scuole secondarie di secondo grado.

Guido Armellini, Luigi Bosi e Matteo Marchesini sono profondi conoscitori della scuola e dell’insegnamento dell’italiano. È loro, ad esempio, uno dei corsi più stimolanti e più diffusi nelle superiori: Con altri occhi. La letteratura e i testi, edito da Zanichelli.

Lo hanno realizzato insieme a un quarto autore, Adriano Colombo, che purtroppo è scomparso prematuramente, lasciando un grande vuoto, oltre che negli affetti dei colleghi, nel campo dell’educazione linguistica del nostro Paese. Il contributo di Adriano Colombo al corso della Zanichelli (integrato da un imponente apparato multimediale) era stato molto importante, fra l’altro anche proprio nel campo della storia della lingua italiana e quindi nella parte su Dante.

Guido Armellini, Luigi Bosi e Matteo Marchesini hanno risposto (collettivamente) ad alcune nostre domande sull’attualità di Dante e sulle sfide dell’insegnamento della letteratura italiana nel XXI secolo.

«Ci troviamo in una strana situazione – premettono Armellini, Bosi e Marchesini -. Da un certo punto di vista, Dante è lontanissimo da noi. Niente è più esotico, nel Duemila, di un poema enciclopedico in terzine dove il significato della vita viene svelato nell’aldilà. Né antico né moderno, l’autore della Commedia fa coincidere poesia, narrativa, filosofia e religione all’interno di un’architettura formale che ai nostri occhi è davvero di un altro mondo. Ci sembra di capire meglio non solo il mondo fuori squadra di Shakespeare, ma anche quello di Omero, altrettanto vario e irriducibile a unità.

Eppure, al tempo stesso, Dante ci appartiene…

Leggi il resto sul numero di marzo di “.eco”

Parliamone ;-)