EA: in Italia il centro di coordinamento mondiale
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Di potenziare le reti internazionali c’è un grande bisogno, ma, osserva un po’ amaramente il mensile .eco, sembra che nel nostro paese non ci sia grande interesse per lo sviluppo, grazie all’apertura al mondo, di un’educazione all’ambiente e alla sostenibilità culturalmente e scientificamente fondata, nutrita di ricerca, arricchita dal confronto tra chi la pratica o sviluppa elaborazione teorica in qualsiasi ambito.
Nel suo editoriale, la rivista lancia un appello a chi (Governo, amministrazioni locali, fondazioni di origine bancaria, magari qualche ricca azienda che pratica la Responsabilità Sociale) può dare una mano a iniziative (come quelle del WEEC) “di studio e di dibattito autorevoli, internazionali, non propagandistiche e non autoreferenziali”, anche in considerazione del ruolo centrale svolto dall’Italia e ai contatti e alle opportunità offerte dall’essere sede del Segretariato Permanente WEEC.
18 ottobre 2011
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