L’università dopo la Moratti

L’Università si lancia sul mercato
Anche per le università italiane la sfida è ormai rappresentata più dal mercato che non dalla qualità dei sempre più numerosi corsi offerti. Per distinguersi tra la massa anche i vecchi atenei italiani hanno dovuto dismettere la loro veste puramente accademica e diventare concreti attori del mercato.
E poiché non tutti i giorni capita di poter contare tra i propri studenti un Erasmo da Rotterdam arrivato di sua spontanea volontà da lontano per laurearsi in un’università nostrana, gli atenei dello stivale si sono dovuti tirare su le maniche e puntare sempre di più sul loro appeal e su attente strategie di marketing per rimpinguare le loro iscrizioni.
Visto poi che molto spesso il pezzo di carta conquistato con tanta fatica può assumere un peso diverso a seconda dell’università in cui è stato conseguito, gli atenei italiani hanno iniziato negli ultimi anni ad investire sempre maggiori risorse ed energie in attività di promozione e di marketing, il tutto secondo le più consuete regole del mercato.
E allora via con gli spot pubblicitari, lauree ad honorem attribuite a personaggi famosi e infine la proposta di corsi di studio innovativi se non addirittura introvabili altrove. Mossa, quest’ultima, che rappresenta il vero valore aggiunto di un’offerta che punta ad un nuovo posizionamento rispetto alla “concorrenza”. Casi esemplari sono quello del Politecnico di Torino, che già negli anni scorsi aveva proposto un corso come Ingegneria dell’Automobile, unico in Italia nel suo genere e che oggi rinnova la sfida attribuendo enorme importanza ai corsi di cinese, per favorire gli scambi con i Paesi dell’Estremo Oriente.
Ma non si tratta solo di un fattore di distinzione: a mobilitare gli sforzi degli atenei spingendoli talvolta persino ad adottare un brand vincente è la necessità di garantire standard il più elevati possibile, garanzia a loro volta di finanziamenti da parte di organizzazioni private interessate ad investire in formazione e ricerca. Una questione questa niente affatto secondaria, visto lo stato di salute in cui versa oggi l’università italiana, stretta nella morsa dei tagli a cui sono sottoposte molte istituzioni.
La nuova finanziaria dovrebbe destinare 1,5 miliardi di euro per università e ricerca su 14 destinati allo sviluppo. Una cifra che il vicepresidente di Confindustria Rocca in un’intervista al Corriere della Sera definisce irrisoria, “da impresa più che da paese”. Eppure investire nella ricerca è un determinante per il futuro economico del nostro paese, perché solo attraverso un avanzamento del portafoglio tecnologico italiano saremo in grado di competere con le altre nazioni.
Se poi l’università è già lanciata sul mercato, Rocca vede anche per la sua governance una gestione quasi imprenditoriale: “Le università che hanno registrato i maggiori avanzamenti nelle classifiche internazionali sono quelle che hanno cambiato la governance e non sono più basate su logiche assembleari. Non chiediamo di privatizzarle, ma devono diventare imprese culturali, rette da un consiglio di amministrazione. I rettori devono diventare figure professionali sofisticatissime capaci di guidarle nella competizione, con l’obiettivo di attrarre gli studenti e i docenti migliori, di avere accesso ai fondi per la ricerca, di produrre brevetti e licenze e anche premi Nobel, di creare spin-off che sappiano stare sul mercato”. (Corriere della Sera, 24/9/06, p. 25).

Anche i finanziamenti ad esse rivolte, dovrebbero a suo avviso, essere erogati secondo una logica meritocratica che premi coloro che riescono a superare determinati obiettivi. Impostazione questa a cui l’università avrebbe dovuto tendere secondo la precedente riforma Moratti ma messa ora in forse dal nuovo governo.
Se l’idea di un’università-azienda potrebbe far storcere il naso a molti, sicuro è che il rafforzamento dei rapporti tra atenei e mondo del lavoro, nonchè un taglio sempre più internazionale dell’offerta formativa, sono due delle sfide che l’università italiana si troverà a dover fronteggiare nel prossimo

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