Per i più curiosi ecco una “raffica” di notizie, alcune curiose altre semplicemente interessanti, sul mondo dell’energia. Iniziamo da Trieste, definita capitale dell’innovazione energetica, in seguito ad un accordo che l’Area science park, noto parco scientifico triestino, ha firmato con il Ministero dell’Ambiente. L’accordo riguarda il progetto Enerplan, che prevede di realizzare una strategia innovativa […]
Per i più curiosi ecco una “raffica” di notizie, alcune curiose altre semplicemente interessanti, sul mondo dell’energia. Iniziamo da Trieste, definita capitale dell’innovazione energetica, in seguito ad un accordo che l’Area science park, noto parco scientifico triestino, ha firmato con il Ministero dell’Ambiente.
L’accordo riguarda il progetto Enerplan, che prevede di realizzare una strategia innovativa per una produzione ed utilizzo energetico più efficiente. Sarà il primo parco a livello nazionale in cui verranno realizzati laboratori ed impianti dimostrativi, per “collaudare” soluzioni innovative in settori quali la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’edilizia ecosostenibile e il recupero energetico nelle attività produttive. I risultati ottenuti, in termini di tecnologie e sistemi gestionali, rappresenteranno le linee guida per l’intero sistema energetico italiano. Verranno valorizzate le idee più innovative, ed il tutto sarà messo a disposizione di Università, scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese ed amministrazioni pubbliche. Per info AREATRIESTE
Ed invece a Cagliari è stato firmato un decreto che consentirà di produrre energia in serra con il fotovoltaico. E’ stato l’Assessore all’agricoltura, Andrea Prato, a presentare la regolamentazione specifica che sarà adottata per realizzare i mini impianti non invasivi nelle serre fotovoltaiche adibite a coltivazione orticola o florovivaistica. Il progetto prevede la produzione di 500 megawatt su circa 700 ettari di serre, che sarà in grado di soddisfare i consumi di 200mila famiglie, che rappresentano la metà degli abitanti dell’isola, consentendo il risparmio di 181 tonnellate di petrolio e 543 tonnellate di CO2.
E dal mondo..
La notizia arriva da New York, dove l’americana Cornell University ha pubblicato sulla rivista “Nature chemistry” i risultati dei sui studi. Secondo la studiosa, le molecole impiegate nella produzione de blue jeans e degli inchiostri colorati delle penne biro, potrebbero essere utilizzate per assemblare il reticolo organico covalente, una struttura in grado di contribuire alla creazione di celle solari a costi più contenuti. La molecola “incriminata” è la ftalocianina, un comune colorante industriale, dotato di una struttura ben definita simile a quella della clorofilla, e capace di assorbire quasi l’intero spettro della luce visibile. In questo modo sarebbe possibile realizzare delle celle solari con costi notevolmente ridotti.
8 settembre 2010
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