Earthink Festival: quando la sostenibilità si fa spettacolo
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L’arte performativa al servizio dell’educazione ambientale secondo Tékhné
In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale si impone come un’urgenza globale, il linguaggio dell’arte e della cultura si fa strumento potente per veicolare messaggi, risvegliare coscienze e generare partecipazione. In questa direzione si muove Earthink Festival, giunto nel 2025 alla sua quattordicesima edizione, riconosciuto come il primo e unico festival in Italia dedicato alle arti performative legate alla sostenibilità ambientale.
Nato nel 2012 a partire dalla visione dell’associazione Tékhné, Earthink Festival ha saputo crescere e consolidarsi come progetto culturale d’avanguardia, distinguendosi per la sua capacità di connettere spettacolo dal vivo, formazione e impegno concreto verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.
Dal 2016, infatti, il festival si è fatto promotore attivo dell’Agenda 20/30, proponendo un decalogo di buone pratiche e sensibilizzazione diffusa, al punto da essere oggetto di studi accademici e tesi di laurea, come quella firmata dalla Dott.ssa Roberta Sciortino all’Università Ca’ Foscari. La reputazione di Earthink Festival si estende inoltre alla partecipazione in convegni, panel e incontri nazionali e internazionali, e viene oggi portata in cattedra anche in corsi universitari come quello di Etica dell’Ambiente all’Università Federico II di Napoli.
Chi organizza Earthink Festival
La regia del festival è firmata dall’Associazione Tékhné, realtà torinese affiliata all’ARCI, iscritta al registro delle associazioni della Città di Torino, parte attiva della rete WEEC (World Environmental Education Congress) e del C.Re.S.Co (Coordinamento delle realtà della scena contemporanea). L’associazione, che opera in stretta collaborazione con enti, università, scuole e altre organizzazioni sensibili alle tematiche ambientali, si caratterizza per una progettazione culturale orientata alla sostenibilità non solo attraverso la direzione artistica del festival, ma anche grazie a una costellazione di laboratori, proposte formative, progetti di rigenerazione urbana e interventi di educazione ambientale.
Tékhné si avvale di un gruppo eterogeneo di artiste, educatori, progettiste, comunicatori, e si affida, per le diverse attività, a professionisti esterni qualificati. Dal 2016 il festival si è distinto come promotore delle buone pratiche dell’Agenda 2030, mettendo al centro della propria azione la diffusione di una cultura della sostenibilità accessibile, coinvolgente e condivisa. Questa filosofia è valsa a Tékhné menzioni speciali, come quella ricevuta per il bando TOC (Teatro di Origine Certificata) dal Tavolo Etico.
Tra i progetti più significativi che l’associazione porta avanti anche al di fuori del festival, spiccano “Dalla Terra alle Madri”, “I Luoghi del Bello”, “Enzima” e “OrtiCreativi”, tutti accomunati dall’obiettivo di utilizzare la cultura come leva di attivazione sociale e strumento di riqualificazione in contesti a rischio. L’offerta di Earthink unisce alle proposte teatrali momenti di formazione, divulgazione e partecipazione, con una forte attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale degli eventi stessi.
Le parole di Serena Bavo
A guidare Earthink Festival fin dalla sua fondazione è Serena Bavo, direttrice artistica ed esperta nell’ambito dell’educazione e della progettazione culturale. Il suo messaggio per l’edizione 2025 tocca corde profonde, invitando il pubblico a un nuovo innamoramento per il pianeta e per le comunità che lo abitano:
“TERRA è il tema guida della XIV edizione di Earthink Festival, è il filo che unisce tutti gli artisti dell’edizione 2025. C’è chi la guarda da lontano, come i due ‘Lunatici’ di Amata Compagnie, attratti da un pianeta che non hanno mai toccato, ma che al tempo stesso li intimorisce per la sua fragile bellezza e c’è chi la setaccia ogni giorno, trasformando la raccolta differenziata in un rito poetico come Sara Lisanti e il suo trapezio aereo in Sette.
TERRA è anche il corpo che cambia dell’essere “più che umano” Ruth, è la botanica che si fa drag in Botanica Queer (dove una regale guida sui tacchi ci svela il lato fluido, cooperativo e ribelle delle piante) ed è il tentativo di connessione profonda con la natura de ‘Il mio corpo è (come) un monte’ del Collettivo EFFE che ci invita a spostare lo sguardo verso le cime.
Ma TERRA è anche la visione di ARCA, che proietta l’umanità in una nave-cosmo pronta a rifondare civiltà e biodiversità, ricordandoci quanto sia prezioso ciò che stiamo rischiando di perdere , ed è il cuore che batte nel ritmo antico di Tamburo è Voce di Nando Brusco. Ho scelto questi sguardi perché, sebbene diversi, condividono un’urgenza: riconoscere la Terra come un’entità viva, plurale, narrabile solo attraverso molte voci. Dalle Alpi alla Sicilia, dalle miniere di Traversella ai laghi della Valchiusella fino ai filari di Casabianca, ETHF25 ospita compagnie under 35 e maestri affermati per intrecciare teatro, circo, musica, arti visive e pratiche partecipative. Così i territori che ci accolgono non sono semplici fondali, ma protagonisti in dialogo con chi li attraversa.
Dirigere Earthink da quattordici anni significa per me custodire uno spazio d’ascolto e questa molteplicità di linguaggi, affinché il pubblico possa uscire con i sensi risvegliati e il cuore radicato in nuove possibilità di appartenenza, per condividere, passo dopo passo il cammino di un festival fatto di radici profonde e visioni future. TERRA è il mio invito a re-innamorarci del pianeta, dei paesaggi interiori e delle comunità che lo abitano.”
Il festival va dal 28 al 31 agosto 2025 Valchiusella, dal 4 al 6 settembre 2025 Torino e infine dal 12 al 14 settembre 2025 a Casabianca di Asti.
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