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ActionAid: come cambia il volontariato giovanile tra clima, diritti e partecipazione

| Redazione, Angelo Mineo

Tempo di lettura: 6 minuti

ActionAid: come cambia il volontariato giovanile tra clima, diritti e partecipazione
Grazie alla collaborazione tra l’Unità Community Engagement and Campaigns di ActionAid e “.eco”, una riflessione sul ruolo, il senso dell’attivismo, e sui rischi che potrà subire l’attivismo del domani.

Nata nel 1972, ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente, oggi presente su quasi tutti i continenti, che opera con un approccio basato sui diritti umani, sostenendo le comunità più vulnerabili affinché possano rivendicare i propri diritti, partecipare ai processi decisionali e costruire condizioni di vita più dignitose e sostenibili.

In Italia, ActionAid è attiva sia attraverso programmi di cooperazione internazionale sia mediante iniziative rivolte al contesto nazionale, occupandosi di inclusione sociale, contrasto alle disuguaglianze educative, sostegno alle persone in condizione di vulnerabilità economica e promozione della cittadinanza attiva. 

L’organizzazione collabora con enti locali, scuole, università, associazioni e gruppi di cittadini, nella convinzione che il cambiamento possa essere costruito soltanto attraverso un impegno condiviso e una partecipazione diffusa.

L’azione di ActionAid si fonda sulla convinzione che la povertà non sia soltanto una mancanza di risorse economiche, ma il risultato di sistemi sociali, politici ed economici che producono esclusione, discriminazione e disuguaglianza. Per questo motivo, l’organizzazione lavora al fianco delle comunità locali e delle istituzioni, promuovendo percorsi di partecipazione attiva e di rafforzamento delle capacità delle persone affinché possano diventare protagoniste del cambiamento. 

ActionAid

In Italia, ActionAid è attiva sia attraverso programmi di cooperazione internazionale sia mediante iniziative rivolte al contesto nazionale, occupandosi di inclusione sociale, contrasto alle disuguaglianze educative, sostegno alle persone in condizione di vulnerabilità economica e promozione della cittadinanza attiva. L’organizzazione collabora con enti locali, scuole, università, associazioni e gruppi di cittadini, nella convinzione che il cambiamento possa essere costruito soltanto attraverso un impegno condiviso e una partecipazione diffusa.

L’obiettivo ultimo di ActionAid è quindi contribuire alla costruzione di società più giuste, inclusive e democratiche. Per questo motivo, grazie alla collaborazione dell’Unità Community Engagement and Campaigns di ActionAid e in occasione dell’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile, promosso dall’Onu, abbiamo avuto l’opportunità di porre alcune domande a Claudia Squadroni, responsabile della comunicazione di ActionAid. Ecco quanto ci ha raccontato.

L’azione di ActionAid, dal ‘72 ad oggi

Fondata 55 anni fa, ma operante in oltre 70 Paesi e presente in Italia dal 1989, ActionAid ha come missione contrastare povertà, discriminazioni e disuguaglianze attraverso un approccio basato sui diritti umani, sostenendo le persone e le comunità più esposte a condizioni di esclusione sociale ed economica.

C’è un elemento che attraversa quasi in filigrana le riflessioni di ActionAid sull’attivismo contemporaneo: l’idea che partecipare non significhi semplicemente dedicare tempo libero a una causa, ma assumere una posizione nel mondo. 

Dietro le campagne, i percorsi formativi e le reti territoriali costruite dall’organizzazione emerge infatti una visione del volontariato e dell’impegno civico come strumenti di trasformazione sociale, capaci di incidere sulle cause profonde delle disuguaglianze e non soltanto sulle loro conseguenze immediate.

Dalla fondazione nel secolo scorso, ActionAid ha progressivamente modificato il proprio approccio, passando da un modello prevalentemente assistenziale a un’impostazione fondata sui diritti umani. 

ActionAid free

La sua missione si concentra oggi sul rafforzamento del potere delle persone e delle comunità che vivono situazioni di marginalità, discriminazione o esclusione, definite dall’organizzazione stessa come rights-holders: soggetti portatori di diritti e non semplici destinatari di aiuti. In questo quadro, il cambiamento sociale non è concepito come un processo calato dall’alto, bensì come un percorso collettivo di emancipazione e partecipazione. Il volontariato assume dunque un significato diverso rispetto all’immagine tradizionale associata alla beneficenza o al sostegno occasionale.

Il ruolo dell’impegno civico,  dell’attivismo delle nuove generazioni

 Per ActionAid, l’impegno civico è un terreno in cui si intrecciano il mutualismo, la solidarietà, la formazione politica e la costruzione di relazioni. Aiutare una comunità in difficoltà, organizzare momenti di confronto, presidiare uno spazio sociale o promuovere iniziative ambientali può rappresentare il primo passo verso un percorso di consapevolezza più ampio, capace di trasformare l’esperienza individuale in partecipazione collettiva.

È soprattutto tra le giovani generazioni che questa trasformazione appare evidente. I giovani attivisti descritti da ActionAid si muovono in un contesto segnato dalla precarietà economica, dalla crisi climatica, dall’aumento delle disuguaglianze e dal progressivo restringimento degli spazi democratici. L’attivismo assume quindi forme nuove: è meno legato alle appartenenze tradizionali e più orientato verso reti fluide, campagne tematiche e alleanze trasversali. La giustizia climatica dialoga con il femminismo, i diritti sociali si intrecciano con le mobilitazioni internazionali, mentre cresce l’attenzione alle pratiche della cura, alla creazione di spazi sicuri e alla condivisione dei processi decisionali.

ActionAid non ha intenzione di formare attivisti “di organizzazione”, bensì di contribuire alla costruzione di un ecosistema partecipativo, aperto e plurale. Un ruolo centrale è svolto dalla Global Platform, concepita come uno spazio di formazione, accompagnamento e connessione tra giovani con esperienze differenti. L’obiettivo non è quello di produrre leadership verticali, ma di favorire la nascita di percorsi di leadership diffusa, capaci di valorizzare competenze, sensibilità e vissuti diversi.

L’attivismo dei giovani si sviluppa inoltre in una dimensione sempre più ibrida. Il digitale è uno strumento fondamentale per informarsi, creare reti, organizzare campagne e amplificare i messaggi, ma non sostituisce l’incontro fisico. 

Le assemblee, le manifestazioni, le iniziative territoriali e le esperienze comunitarie continuano a rappresentare momenti decisivi di costruzione identitaria e politica. È nel passaggio dal singolo schermo alla piazza, dal contenuto condiviso online alla presenza nei territori, che l’impegno assume spesso una dimensione trasformativa.

Le sfide per gli attivisti del domani

Accanto alle opportunità, emergono però anche sfide significative. ActionAid sottolinea il rischio di una crescente criminalizzazione dell’attivismo, spesso rappresentato nel dibattito pubblico come un problema di ordine pubblico anziché come un’espressione fondamentale della partecipazione democratica. In un contesto caratterizzato da sfiducia istituzionale e frammentazione sociale, partecipare significa allora ricostruire legami, contrastare l’isolamento e riaffermare la possibilità di incidere sulle decisioni collettive.

Il consiglio che ActionAid rivolge a chi desidera avvicinarsi al volontariato o all’attivismo appare semplice, ma contiene un messaggio profondo: non aspettare di sentirsi pienamente preparati. L’impegno può iniziare da un gesto piccolo, da un’iniziativa locale, da un gruppo informale o da una realtà già attiva sul territorio. 

FFF Torino
Foto presa da TorinoToday

La condizione essenziale è non restare soli. Cercare una comunità, ascoltare chi ha esperienze diverse, approfondire la complessità dei problemi e sottrarsi al cinismo sono passaggi indispensabili per trasformare un interesse individuale in un percorso di partecipazione consapevole.

Come costruire una eco-comunità digitale?

Forse però, la domanda non è più se i giovani abbiano voglia di impegnarsi, ma quali spazi trovino per farlo. In una generazione cresciuta tra emergenze climatiche, instabilità economica e sfiducia nelle istituzioni, l’attivismo sembra assumere sempre meno i contorni di una scelta straordinaria e sempre più quelli di un bisogno di comunità, di confronto e di possibilità di incidere sulla realtà che si abita ogni giorno. 

Non servono competenze perfette né percorsi già definiti: spesso basta trovare un luogo in cui sentirsi ascoltati, una causa da condividere e altre persone con cui provare, insieme, a immaginare il cambiamento.

Con l’aiuto e il supporto di chi sa meglio come organizzare e far espandere le organizzazioni, anche internazionali, che, ancora oggi, supportano numeri così grandi di persone che si faticherebbe a visualizzarle tutte. 

Ad ogni modo, le nuove generazioni, con le loro tattiche e missioni (ognuna specifica), portano o provano a portare un volontariato vero, ma senza la conoscenza delle “vecchie” lotte giovanili e delle persone che animano quelle organizzazioni, risulta difficile organizzare un volontariato vero e organizzato.

Spot ActionAid

La collaborazione, la fiducia tra le associazioni cittadine e la conoscenza di ogni membro, senza discriminazioni e con il giusto rispetto: questo potrebbe definire le risoluzione alla creazione di quei spazi ibridi, metà assemblea-metà sala Zoom; l’unica cosa che importa è che non manchi la conversazione umana, anche per lo sviluppo di un attivismo coinvolgente ma sotto mira. 

In tal senso, il lavoro di sensibilizzazione di ActionAid sta avendo seguito anche grazie alle scelte di affiancarsi a figure “giovani” ma “vip”. Quello che non si potrà spiegare in una pubblicità lo si potrà scoprire informandosi su ActionAid o recandosi presso le sedi dell’organizzazione.

Se volete saperne di più o consultare le prossime attività di ActionAid potete cliccare qui!

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.