Skip to main content

La periferia nell’antichità: oltre Grecia e Roma, un mondo globalizzato

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 2 minuti

La periferia nell’antichità: oltre Grecia e Roma, un mondo globalizzato
Spesso pensiamo al mondo antico solo attraverso il prisma di Grecia e Roma. Ma questa visione, che pone al centro le loro civiltà, relega altre culture in una “periferia” priva di importanza. Tuttavia, queste aree di confine non erano vuote, ma luoghi pulsanti di vita. La storia che si svolge ai margini — dal Vallo di Adriano alla città di Gelonus, fino ai siti in Pakistan e Vietnam — rivela un mondo antico profondamente interconnesso. In queste zone, il multiculturalismo e il meticciamento non erano rari, ma elementi essenziali per la sopravvivenza delle società. Riconoscere l’importanza di queste “periferie” non sminuisce Grecia e Roma, ma ci aiuta a comprendere un’antichità più ricca e complessa, che ha plasmato il nostro presente in modi che stiamo ancora scoprendo.

L’idea di periferia nell’antichità

La nostra comprensione del mondo antico è spesso distorta da una prospettiva eurocentrica che privilegia le civiltà greca e romana. Queste culture, le cui testimonianze sono le più abbondanti, hanno definito il concetto di “centro”, relegando altre regioni e popoli a uno status di “periferia” o “barbarie”. Tuttavia, le aree descritte come marginali non erano spazi vuoti, ma pulsanti di vita, con proprie storie e culture.

Concentrarsi su queste zone di confine interattive permette di superare la dicotomia tra “civiltà” e “barbarie” e di riconoscere il mondo antico come un ambiente globale e interconnesso, un vero e proprio ecosistema di società diverse e complesse. Questo approccio ci spinge a riconsiderare i testi storici antichi, come quelli di Erodoto, per correggere le prime descrizioni in base a nuove ricerche e a una prospettiva più aperta e inclusiva.

Esplorare i margini: l’approccio di Owen Rees

Lo storico Owen Rees, nel suo volume, offre una prospettiva innovativa, esplorando territori e aspetti che la storiografia convenzionale ha spesso trascurato. Il suo lavoro non segue una rigida cronologia, ma si snoda attraverso la geografia, concentrandosi su diverse sfere di influenza.

L’autore inizia dalla preistoria, spostandosi dall’Africa subsahariana (Kenya e Kush) alla Mesopotamia e al Mediterraneo (Megiddo). Poi si concentra sul mondo greco e la sua espansione in luoghi come Olbia Pontica, Naucrati e Massalia. Successivamente, Rees analizza le rigide demarcazioni dell’Impero Romano in siti come il Vallo di Adriano, Volubilis e Karanis. Questa esplorazione dei confini non solo getta luce su storie meno note, ma sfida anche la nostra percezione di culture classiche monolitiche, rivelando un mondo antico più variegato e interconnesso di quanto si creda.

Multiculturalismo e interconnessione

Il viaggio di Rees si spinge ulteriormente oltre i confini del mondo classico per dimostrare la natura globale dell’antichità. Esplora insediamenti come la mitica città di Gelonus, i siti di Texila in Pakistan e Cổ Loa in Vietnam, e il regno di Aksum in Etiopia ed Eritrea. Quest’ultimo, in particolare, illustra perfettamente come il mondo nel VII secolo d.C. fosse già profondamente interconnesso.

La storia delle popolazioni ai margini, siano essi soldati, civili, liberi o schiavizzati, rivela società straordinarie che vivevano ai presunti confini di Grecia e Roma. Rees dimostra come il multiculturalismo e il meticciamento fossero elementi necessari per la sopravvivenza e la riproduzione delle società antiche, un concetto che rimane fondamentale anche per la nostra comprensione del presente.

Ai confini degli antichi imperi. Una nuova storia delle civiltà del passato

Owen Rees

Storia antica

Traduzione di Bianca Bertola

Bollati Boringhieri Milano

2025 (Orig. The Far Edges of the Known World. A New History of the Ancient Past, 2024)

Pag. 299 euro 28

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.