L’EA riparte da Porano

Si è aperto con un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Italia centrale il workshop nazionale della rete italiana WEEC, l’evento che segna l’inizio della stagione di attività 2016-2017 del mondo dell’educazione ambientale e alla sostenibilità nel nostro paese.

Tra i prossimi appuntamenti, la settimana nazionale DESS di novembre

 

La stagione italiana dell’educazione ambientale 2016-2017 si è aperta con il primo evento di rilievo, il workshop nazionale organizzato dalla rete WEEC Italia, in collaborazione con l’IBAF del CNR nella prestigiosa sede storica di Villa Paolina a Porano (di fronte a Orvieto).
Numerosi e importanti i patrocini, dal Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare alle Regioni tra le più impegnate in questo campo: l’Umbria, regione ospitante, la Sardegna (capofila delle Regioni e delle Province autonome per il settore ambiente) e la Regione Lombardia, che ha istituito un Tavolo regionale e approvato recentemente delle Linee guida di grande interesse per l’ampia apertura tematica e gli obiettivi che la Regione sta portando avanti.
Dopo i saluti di apertura del Direttore dell’IBAF Angelo Massacci e di Mario Salomone, Segretario Generale della rete mondiale WEEC (quella, per intenderci, dei congressi mondiali giunti oramai alla nona edizione, programmata per il 2017 a Vancouver), che ha invitato a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle moltissime vittime provocate dal devastante terremoto in Italia centrale, i lavori sono proseguiti con la partecipazione di operatori dell’educazione ambientale di ogni parte del nostro Paese.

 

L’economia del cow boy e l’economia dell’astronauta 

Massimo Scalia, copresidente delle iniziative italiane Unesco in proseguimento del Decennio delle Nazioni Unite e in attuazione del Global Action Plan, ha illustrato il nuovo programma di attività DESS che culmineranno in una settimana di eventi in tutta Italia l’ultima settimana di novembre, dopo la COP 22 a Marrakech.
Il focus scelto per quest’anno (oltre alla lotta ai cambiamenti climatici) è il cinquantenario di una celebra immagine coniata dall’economista ecologico Kenneth Boulding. Si tratta della necessità di affermare una economia ispirata alla metafora della Terra come navicella spaziale, in contrapposizione alla illusoria e predatoria “economia del cow boy”, che scavalca alla conquista di spazi apparentemente confinati.

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