Vivere slow. Apologia della lentezza

Maria Novo
Vivere slow. Apologia della lentezza

Edizioni Dedalo, 2011pp. 144, 14 euro

Maria Novo, titolare a Madrid della Cattedra Unesco di Educazione ambientale e sviluppo sostenibile e presidente dell’associazione Slow People, è una buona conoscitrice dell’Italia. Questo spiega la presenza, in questo suo libro, di molte esperienze italiane che vedono protagonisti singoli, gruppi, città o organizzazioni.
La velocità, come ci ricorda anche Wolfgang Sachs, è antiecologica (consuma energia e quindi risorse), socialmente discriminante e associata a disvalori ambientali. Muoverci più velocemente non ci rende più felici, né ci regala più tempo di vita, che anzi si satura sempre più.
Lo scopo principale del volume è riproporre la lentezza in una società dominata dalla fretta. Un uso appropriato del tempo è fondamentale per la sostenibilità (oltre che per “ritrovare l’anima”, la quale, come osserva Maria Novo, si muove lentamente).
La velocità, infatti, ci sta uccidendo: accelerazione improvvisa e impressionante nella crescita della popolazione, nella emissione di gas climalteranti, nella perdita di biodiversità e nel degrado degli ecosistemi, nella metastasi delle agglomerazioni urbane, nell’inquinamento, nelle disuguaglianze, nei conflitti, nell’agricoltura forzata da chimica, ormoni e manipolazioni genetiche… Tutto questo è frutto della velocità delle macchine, a sua volta imposta dall’insaziabile bisogno di crescita continua e possibilmente veloce del PIL di un sistema economico che è come la bicicletta (sta in piedi solo a una certa velocità, se rallenta traballa).
Negli ultimi secoli una “cultura del fare” (ahi, ci ricorda qualcosa…) si è sostituita alla “cultura dell’essere” e dal mondo occidentale si è propagata in tutto il pianeta, contagiando i cinque continenti. Ma, sottolinea l’autrice, la realtà è fatta da una diversità di ritmi e, ad esempio, i tempi della produzione (Marchionne docet, ma l’immagine immortale resta quella di Charlie Chaplin in Tempi moderni) non tengono conto dei tempi biologici dell’essere umano. I tempi naturali dovrebbero quindi essere incorporati nella vita individuale e sociale (tema interessante e fondamentale per l’educazione ambientale).
Per un futuro sostenibile, l’umanità deve ridurre la velocità, ritrovare il senso del limite.

 

Mario Salomone

 

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