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Cultura del consumo, analisi critica e impatti socio-ambientali di Bruno Maria Mazzara

| Mariangela Carpenzano

Tempo di lettura: 3 minuti

Cultura del consumo, analisi critica e impatti socio-ambientali di Bruno Maria Mazzara

Bruno Maria Mazzara, professore di Psicologia Sociale alla Sapienza di Roma, esamina la pervasiva cultura del consumo occidentale nel suo libro del 2023, offrendo un’analisi critica delle sue implicazioni sulla società e sull’ambiente. Attraverso l’uso della psicologia sociale, Mazzara esplora le interconnessioni tra consumi, sostenibilità e identità individuale, invitando alla riflessione su un sistema economico senza limiti che spesso ignora le risorse naturali finite.

Bruno Maria Mazzara è professore ordinario di Psicologia sociale presso l’Università Sapienza di Roma. Tra i suoi studi, ha approfondito il concetto di pregiudizio, le relazioni intergruppi e i processi di costruzione sociale della conoscenza. Lavora a diversi progetti di ricerca, quali quelli legati alla conoscenza dell’inimmaginabile e all’analisi delle relazioni tra i cambiamenti climatici e la costruzione sociale della consapevolezza ambientale.

Analisi critica della società dei consumi e della cultura del consumo

Nel suo libro “Società dei consumi e sostenibilità. Una prospettiva psicoculturale” (Carocci, Roma 2023), Mazzara analizza la cultura del consumo e come essa pervada la nostra società, in particolare la società occidentale. Questa cultura si basa sull’idea che la prosperità sia legata all’aumento costante della quantità di beni di cui disponiamo. Non si tratta solo di possedere e utilizzare beni di consumo, ma di un vero e proprio sistema culturale che influenza gli stili di vita e la percezione di sé e degli altri.

Intersezione tra economia e identità individuale

Viviamo in una società nella quale i valori e i modelli di pensiero si sono sempre più intimamente legati a un sistema economico (definibile oggi come neoliberismo), che indica il possesso e/o il controllo di cose, di informazioni, di persone e la continua sostituzione degli stessi come strumento per raggiungere sempre nuovi gradi di “felicità” e di “benessere”, e nel momento che tali obiettivi non vengono raggiunti, o li raggiungono altre persone, si perviene ad un profondo senso di frustrazione. Uno degli aspetti maggiormente critici di questo approccio è la mancanza di limiti, nel senso che si instilla nelle persone l’idea che le risorse naturali siano illimitate e che quindi si possa idealizzare uno sviluppo continuo senza vincoli esterni (che sono poi i vincoli determinati dalla finitezza del mondo fisico).

Approccio teorico e metodologico di Mazzara

Molto interessante è l’approccio teorico che Mazzara utilizza per studiare le relazioni tra consumi, sostenibilità e società. L’autore si avvale degli strumenti della psicologia sociale (suo campo di studi), e più precisamente analizza le modalità di articolazione tra gli aspetti individuali della vita psicologica e il livello della vita sociale. Questo campo di ricerca si concentra sulle interazioni tra le persone e considera anche il contesto socio-culturale. In altre parole, la psicologia sociale indaga come le persone influenzano e vengono influenzate dagli altri e dall’ambiente in cui vivono.

Nei sette capitoli lungo i quali si snoda il testo, si affrontano diversi aspetti relativi alle interconnessioni tra società, consumi e psicologia: le origini della società dei consumi, lo slittamento dal piano dei bisogni a quello dei desideri, consumi e alienazioni nella società di massa, nuovi scenari della società contemporanea, la cultura del consumo e le dinamiche psicosociali, i processi psicologici e le scelte di consumo, la comunicazione della crisi ambientale.

Meccanismi della cultura del consumo

Si possono individuare alcuni meccanismi intrinsecamente correlati alle pratiche del consumo:

  • La necessità, imposta dal sistema produttivo, di un ricambio veloce delle “entità” oggetto del commercio (siano esse oggetti fisici, o “prodotti” dell’industria culturale, o addirittura relazioni tra persone);
  • L’intenzione di anestetizzare il “pubblico” con tecniche di comunicazione che puntino alla spettacolarizzazione, al divertimento fine a sé stesso, evitando accuratamente l’approccio critico e l’approfondimento;
  • La sollecitazione alla massima competitività a tutti i livelli, spingendo le persone a gareggiare al fine di acquistare l’ultimo modello di ogni oggetto “desiderato”, con conseguenti ricadute negative sull’ambiente (produzione sproporzionata di rifiuti, consumi di risorse per sostituire un modello di oggetto ancora funzionante con uno analogo ma più accattivante o comunque più recente di quello posseduto da amici e conoscenti).

Mazzara ci invita a riflettere sulla cultura del consumo e a considerare come essa influenzi la nostra identità, il nostro sentire, il nostro comportamento e il nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Il suo lavoro offre una prospettiva critica sulla complessità di questo fenomeno sociale. Si tratta di un testo che può essere di sicuro interesse per gli studiosi e gli studenti che desiderino avere un quadro di insieme dei passaggi storico-politici che hanno portato le società occidentali allo stato di disequilibrio attuale.