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Ghiacciai, sentinelle del clima: la mostra fotografica di Salgado a Trento e Rovereto

| Redazione

Tempo di lettura: 5 minuti

Ghiacciai, sentinelle del clima: la mostra fotografica di Salgado a Trento e Rovereto
I ghiacciai sono custodi di informazioni preziose, conservano tracce del passato della Terra e segnali del suo futuro. Coprono circa il 10% della superficie terrestre, ma sono fondamentali regolatori del clima e di ecosistemi che ospitano una biodiversità unica, minacciata di estinzione a causa di un tasso di fusione senza precedenti. Sebastião Salgado sarà protagonista di un nuovo grande progetto espositivo: Ghiacciai

Tre grandi istituzioni culturali trentine presentano Ghiacciai, l’ultimo progetto di Sebastião Salgado. Tra gli artisti più noti del mondo, fotografo, attivista e umanista, nel corso della sua lunga carriera Sebastião Salgado ha raccontato profondi cambiamenti sociali, ambientali ed economici, dando voce agli ultimi del pianeta. Con l’obiettivo di sensibilizzare la società sul ruolo essenziale nel sistema climatico e idrologico globale, l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha proclamato il 2025 Anno internazionale della conservazione dei ghiacciai. 

Tra Rovereto e Trento, dal museo di arte al museo di scienze, oltre 60 fotografie in grande e grandissimo formato costituiscono una mostra-manifesto che celebra i ghiacciai del mondo nell’anno a loro dedicato. Nata da un’idea del Trento Film Festival, la mostra è a cura di Lélia Wanick Salgado ed è prodotta in collaborazione con Contrasto e Studio Salgado, con il coordinamento di Gabriele Lorenzoni (Mart) e Luca Scoz (MUSE).

Dal 12 aprile al 21 settembre 2025 al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto e dal 12 aprile al all’11 gennaio 2026 al Muse – Museo delle Scienze di Trento.

Le foto presenti nell’articolo sono prese dal sito del MUSE (Museo delle Scienze di Trento)

Il lavoro di Sebastião Salgado e Lélia Wanick Salgado

Sebastião Salgado è nato nel 1944 a Minas Gerais, Brasile, e vive a Parigi. Economista di formazione, inizia la carriera di fotografo professionista nel 1973; lavora con diverse agenzie fotografiche fino al 1994, anno in cui fonda con Lélia Wanick Salgado la Amazonas Images.

Salgado ha viaggiato in più di cento paesi per i suoi progetti fotografici, che, oltre a essere pubblicati sulla stampa internazionale, sono stati raccolti in libri come Altre Americhe (1986), Sahel. L’homme en détresse (1986), Sahel. El fin del camino (1988), Un incerto stato di grazia (1990), La mano dell’uomo (1993), Terra (1997), In cammino e Ritratti di bambini in cammino (2000), Africa (2007), Genesi (2013), Profumo di sogno (2015), Kuwait. A Desert on Fire (2016), Gold (2019) e Amazônia (2021). 

Le mostre realizzate a partire da questi lavori sono state e continuano a essere presentate nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo. Lélia Wanick Salgado, la curatrice, ha ideato la maggior parte di queste esposizioni.  

Sebastião e Lélia lavorano inoltre recupero ambientale di una parte della Foresta Atlantica brasiliana, nella valle del Rio Doce, nello stato di Minas Gerais, dove dagli anni Novanta hanno restituito alla natura un appezzamento di terreno di loro proprietà, che nel 1998 è diventato una riserva naturale. Nello stesso anno hanno creato l’Instituto Terra, con l’obiettivo di promuovere la riforestazione, la conservazione e l’educazione ambientale. Oggi l’Instituto Terra ha dato vita a una foresta ricca di varie specie di fauna e flora endemiche della foresta atlantica.

Tra i principali riconoscimenti ricevuti da Sebastião Salgado figurano il Premio Primo Levi (Italia); la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana (Centro Internazionale di Ricerca Pio Manzù, Italia); il Premio Príncipe de Asturias per le Arti (Spagna), il Premio Internazionale per la Pace degli Editori Tedeschi e il Premio Praemium Imperiale della Japan Art Association, considerato il Nobel delle Arti.

Ghiacciai, la mostra a Rovereto e Trento

I ghiacciai si formano dove la neve si accumula durante la stagione fredda e umida senza fondere totalmente nel corso della stagione calda e secca, andando incontro, negli anni, a una serie di trasformazioni. Prima si accumula, strato su strato, aumentando gradualmente la sua densità, poi si trasforma in una neve più vecchia, granulare, fortemente compattata, e infine diventa ghiaccio. In montagna tali processi avvengono nella cosiddetta “zona di accumulo” del ghiacciaio, in alta quota, da dove il ghiaccio inizia il suo lento movimento verso le zone a più bassa quota, dette di “ablazione”, in cui può andare incontro a fusione. 

ghiacciai

Il movimento del ghiacciaio – un lento scorrere dalla zona di accumulo a quella di ablazione, spinto dalla forza del suo peso – è segno che il ghiacciaio è vivo. È vivo perché si muove. Il passaggio dalla zona di accumulo a quella di ablazione corrisponde a una linea immaginaria, chiamata linea di equilibrio del ghiacciaio, dove il bilancio fra l’accumulo di ghiaccio e la sua perdita è pari a zero. 

Quando un ghiacciaio rimpicciolisce troppo, come sta accadendo in questi tempi di riscaldamento globale, non ha più la forza di muoversi, di scorrere, e questo, spesso, decreta la sua morte.

L’accelerata fusione delle masse glaciali rappresenta uno degli effetti più gravi del rapido innalzamento delle temperature medie globali, con impatti profondi sugli ecosistemi, sulle economie locali e sulla dimensione simbolica e culturale a esse connessa.

I ghiacciai sono importanti, per il clima e per noi. In primo luogo, regolano il clima terrestre: riflettendo efficacemente la radiazione solare, fanno sì che la superficie del pianeta non si scaldi troppo. Sono, inoltre, le “torri d’acqua” per le regioni di pianura: dai ghiacciai dipendono l’approvvigionamento di acqua potabile di due miliardi di persone e due terzi dell’agricoltura irrigua mondiale. 

ghiacciai in estinzione, un dramma climatico documentato da una Mostra a Trento e Rovereto

I ghiacciai sono sentinelle del cambiamento climatico e la loro recente fusione testimonia che il mondo si sta scaldando a una velocità mai vista prima.

Dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud alla Russia, le fotografie ritraggono, in un bianco e nero ricco di contrasti, alcuni dei luoghi più studiati da ricercatori che indagano la storia geologica della Terra, così come le conseguenze a breve e lungo termine della crisi climatica e del riscaldamento globale. 

Ghiacciai, l’ultimo progetto di Sebastião Salgado, cattura la bellezza mozzafiato delle masse glaciali in una galleria di immagini esclusive, in gran parte inedite, selezionate per questa occasione. La mostra è un nuovo tributo visivo con il quale l’artista invita ancora una volta a riflettere sulla vita, sulla salvaguardia degli ecosistemi, sui comportamenti rispettosi e consapevoli.

Fin dai primi monitoraggi scientifici negli anni Sessanta, è emerso con chiarezza come di decennio in decennio si possa registrare una costante, drammatica, riduzione di volume e superficie dei ghiacciai di tutto il mondo, alcuni dei quali sono già, di fatto, estinti. La scomparsa dei ghiacciai comporta in primo luogo la perdita culturale di panorami inestimabili, accecanti nella loro maestosità, capaci di affascinare generazioni di viaggiatori, artisti e poeti. I ghiacciai sono elementi fondamentali nella regolazione del ciclo idrologico e del clima locale e globale, sono vivi e fautori di vita, da loro dipendono l’approvvigionamento di acqua potabile di due miliardi di persone e due terzi dell’agricoltura irrigua mondiale.

Per il Mart di Rovereto Salgado ha scelto oltre 50 fotografie di ghiacciai di tutto il mondo che costituiscono un percorso unico, emozionante e suggestivo. Al MUSE di Trento le fotografie di Salgado costituiscono invece una grande installazione site specific sospesa nel “Grande Vuoto”, lo spazio che l’architetto Renzo Piano ha immaginato come cuore pulsante del museo. Scattate tutte in Canada, nel Parco nazionale e riserva di Kluane, costituiscono un unico grande ciclo fotografico. Per l’occasione, è stata inserita in apertura del catalogo Ghiaccai, una poesia di Primo Levi del 1946 pubblicata da Einaudi.

La mostra è un segnale dell’impegno con cui il Trento Film Festival si interessa alla difesa dell’ambiente e degli ecosistemi naturali. 

 

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.