Il Club che costruisce il futuro

Frutto dell’intuizione e dell’opera instancabile di Aurelio Peccei, una delle più grandi e sottovalutate figure – non solo italiane – del secolo XX, nel 1968 nasceva il Club di Roma, all’indomani di una conferenza tanto storica quanto apparentemente fallimentare all’Accademia dei Lincei, il 7 e 8 aprile 1968.
Peccei scomparve prematuramente nel 1984. Mancavano meno di seimila giorni all’anno 2000, ma al momento della morte stava già scrivendo per il Club di Roma una “Agenda per la fine del secolo”. Il circolo di economisti e scienziati è fortunatamente sopravvissuto alla morte del suo fondatore ed è tuttora una fucina di proposte per guardare al futuro, come testimoniato dalla continua uscita di “rapport al Club di Roma” e dal grande convegno internazionale organizzato a Roma il 17 e 18 ottobre 2018 in occasione del cinquantenario del Club.
Questa rivista, e la Onlus che ne assicura le pubblicazioni fin dal lontano 1989, hanno sempre dedicato un grande attenzione a Peccei e al suo ruolo nel promuovere una serie di stimolanti rapporti, tra cui il celebre “The limits to growth” (recentemente restituito al titolo originario da una nuova edizione italiana).
Nel 2008, centenario della nascita di Aurelio Peccei, ci siamo fatti sostenitori della creazione del Comitato per le celebrazioni dell’anniversario. Tra i prodotti di quelle celebrazioni, citiamo un toccante documentario (“L’utopia di una impresa umana”), un libro di Mario Salomone con testi di Peccei e testimonianze di molti che lo hanno conosciuto e amato e alcuni numeri speciali di “.eco”, che continua a pubblicare analisi e commenti.
In questo dossier speciale raccogliamo alcuni degli articoli e degli altri materiali usciti sulla rivista e sul sito: un “work in progress” aperto a nuovi contributi.

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