Il pensatore che guardava al futuro. Per non farci precipitare nell’abisso

ll 17 e il 18 ottobre 2018 si tiene all’Istituto Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25) il Summit per il 50esimo Anniversario del Club di Roma, organizzato dal Club of Rome in collaborazione con la Fondazione Aurelio Peccei, il WWF, Novamont e Asvis. Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato delle policy e dei trend ambientali ed economici su scala mondiale, sulle sfide della sostenibilità per un mondo che si avvia a ospitare 10 miliardi di persone. Tra i relatori, i maggiori esperti mondiali dello sviluppo sostenibile.
I 50 anni di vita del Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, sono stati 50 anni di crescita economica e della popolazione, con un forte aggravamento delle crisi sociali e ambientali. La celebrazione del cinquantenario è l’occasione per riconoscere la giustezza delle proiezioni e degli allarmi lanciati da una serie di rapporti, tra cui il celebre “Limiti della crescita”, e la validità delle soluzioni proposte. Prima che l’abisso si apra irrimediabilmente davanti a noi.

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Il Club che costruisce il futuro

Frutto dell’intuizione e dell’opera instancabile di Aurelio Peccei, una delle più grandi e sottovalutate figure – non solo italiane –

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Politiche del rattoppo. Dietro il tragico crollo del ponte Morandi un troppo ignorato e trascurato allarme

Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova è frutto della mancanza in Italia di manutenzione e prevenzione e di una politica del rattoppo che l’indomani di un disastro mette pezze, tampona falle, ma non rimuove le cause dei disastri, in attesa di contare i morti di un altro rattoppo. È stato troppo ignorato l’allarme sulla durata del materiale utilizzato per le costruzioni che dal dopoguerra hanno caratterizzato ricostruzioni e costruzioni in edilizia. La nostra solidarietà va alle vittime, ma l’indignazione deve tradursi in politiche continue e organiche

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Ricchi e poveri. L’ingiustizia sociale anche di fronte all’ambiente

Il lavoro trasforma le materie naturali in tante cose materiali che servono a soddisfare i bisogni umani: cibo, acqua, abitazione, aria pulita, di salute, informazione e istruzione, mobilità, dignità e libertà, eccetera. La politica dovrebbe assicurare tutto questo. Ma alla fine della circolazione natura-merci-natura i campi risultano meno fertili, le risorse meno abbondanti, le acque e l’aria più inquinate e il peggioramento della qualità dell’ambiente riguarda molto diversamente le diverse classi sociali e i diversi paesi. Ne nascono conflitti e contraddizioni che possono essere affrontati cercando soluzioni alternative, processi innovativi, collaborazione e solidarietà

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Limiti, incertezze, errori del PIL. La vera ricchezza richiede altri indicatori

La contabilità ambientale è il più utile strumento di politica economica per un paese moderno. Ci vuole un “PIL verde” che aumenta soltanto se diminuisce la contaminazione dell’aria, delle acque, del suolo, se aumenta la salute, cioè se un paese è più attento alla difesa della natura e dell’ambiente. O il “Prodotto Interno Materiale Lordo” che in Italia corrisponde a circa 800 milioni di tonnellate l’anno, duecento volte a testa il peso di ogni italiano

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Suolo, una perdita in gran parte irreversibile

La “filiera del cemento” continua a farla da padrona e il consumo di suolo continua a ritmo impressionante. Ma la legge per tutelare quel poco di suolo superstite è ferma da quasi duemila giorni

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Cambiamenti climatici: gli impatti sull’agricoltura e come contrastarli

Conseguenze e azioni di contrasto a due anni dalla Conferenza di Parigi, se ne parla il 23 novembre a San Giorgio di Mantova

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Non piove sul non bagnato

Inquinamento, siccità, incendi dei boschi: in contemporaneea alcuni degli effetti del cambiamento climatico prodotto da un modello di produzione e di consumo da cambiare velocemente. Necessaria un’ alleanza tra educatori ambientali, operatori dei media, cittadini attivi, per costruire un’ opinione pubblica sempre più attenta, critica ed esigente

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Fake news?

In realtà c’è poco da ridere: di fronte all’intensificarsi degli eventi estremi del clima non bisogna né assuefarsi né rassegnarsi

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La lezione dimenticata della siccità

Lotta agli sprechi individuali e lotta allo spreco di acqua nelle condotte: due ricette urgenti per un’Italia che consuma più acqua della media europea. La sola acqua sprecata basterebbe per più di 10 milioni di persone, mentre il “troppo” delle alluvioni incombe

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La casa: c’è un gran lavoro da fare per renderla sostenibile

Sedi privilegiate del consumo, dalle case (ce ne sono 40 milioni in Italia) si può partire per una città più razionale e pulita.
Ma c’è ancora molto da fare per ingegneri, architetti, chimici, ecologi, merceologi e inventori

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Ischia, un terremoto dagli effetti evitabili

Dal primo grande disastro dell’Italia unita all’ultimo di un paese disunito che in 134 anni ha fatto poco o nulla per creare e consolidare una cultura della prevenzione. E della legalità: la corruzione uccide, lo dimostra una ricerca internazionale. Occorre un’azione decisa, sia dall’alto sia dal basso, per non vivere sotto mille spade di Damocle.

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I parchi, un po’ meno parchi e più business

Passa alla Camera la contestata legge sui parchi. Contrarie tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Ora si spera in miglioramenti al Senato

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Dove va l’educazione ambientale? Ne parliamo ad Anghiari

10 e 11 aprile, due giornate di studio nello splendido borgo toscano. Gratis la partecipazione per i membri della rete

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Manuale Low Impact per le Imprese

La Commissione Europea ha pubblicato un manuale per identificare sistemi e procedure utili alla valutazione dell’impatto ambientale dei prodotti, destinata a responsabili politici e imprese.

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