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La sfida: una scuola “eretica” per l’educazione sostenibile

| Redazione

Tempo di lettura: 5 minuti

La sfida: una scuola “eretica” per l’educazione sostenibile

La Rete WEEC Italia lancia un manifesto per una scuola sostenibile e una rete nazionale di insegnanti impegnati sulla strada della sostenibilità. Si tratta di un testo aperto a proposte e contributi, ospitati online su questo sito e sulle pagine di “.eco”, storico punto di riferimento non profit dell’educazione ambientale italiana.

Il senso di una sfida. Una scuola eretica per una educazione sostenibile è il titolo del “manifesto” scaturito dal dibattito avvenuto nel corso della scuola estiva WEEC 2021 e preparato da un ampio documento che era uscito nel numero di settembre di “.eco”, mentre molti altri interventi sono apparsi e continueranno ad apparire su questo sito.

Il testo dell’appello a lavorare per una rigenerazione della scuola italiana, una scuola diversa, “eretica”, coraggiosa, che può esistere solo in una prospettiva di sostenibilità, sarà pubblicato anche sul numero di dicembre della testata voce storica dell’educazione ambientale nel nostro paese.

Un testo aperto, un dibattito apertissimo

Il testo è anche il momento di avvio per dare vita a una rete tematica “scuola”: si tratta di un testo “in progress”, da arricchire e migliorare grazie ai contributi di quanti vorranno intervenire, sia su questo sito, sia sulle pagine della rivista, che già nel numero di dicembre ospiterà vari interventi.

Vogliamo, infatti, mettere la scuola ancora più al centro della nostra attenzione e contribuire a realizzare il più possibile il sogno (che fa da sottotitolo alla testata nata nel 1989) di una “educazione sostenibile”, cioè di un sistema di istruzione coerente ed “ecologico” da ogni punto di vista (ispirazione, contenuti, metodi, vita materiale, governance, ecc.).

Intervenire nel dibattito, segnalare esperienze già in corso, unirsi alla rete di insegnanti per l’educazione sostenibile

L’invito che rivolgiamo a chi è attivo nel mondo della scuola, ma anche a chi vi è interessato sotto altre vesti (di genitore, pedagogista, formatore, amministratore pubblico, ex-insegnante che “il primo amore non si scorda mai”, …) è dunque di alimentare la riflessione per le pagine su carta e online, inviandoci contributi e raccontando esperienze già in corso.

Agli/alle insegnanti impegnati/e a portare nella scuola la prospettiva ambientale e la cultura della sostenibilità (e a tutti e tutte gli/le interessate/i a sostenere questo impegno) rivolgiamo poi l’invito a mettersi in gioco e a unirsi, insieme a noi, in una rete tematica nazionale “scuola”.

Vi aspettiamo.

Sottoscrivi e diffondi il manifesto, partecipa al dibattito, unisciti alla Rete WEEC Scuola Italia.

Contattaci a [email protected]

Il testo del manifesto

Il senso di una sfida.

Una scuola eretica per una educazione sostenibile

La storia è soggetta alla volontà ed all’azione degli uomini,

che operano bene o male, secondo che sanno, bene o male,

dirigere le proprie azioni al proprio fine

(Tucidide)

Bisogna parlare innanzitutto a sé stessi per sottolineare la propria insoddisfazione critica.

Nel tempo della crisi ecologica, della pandemia, dell’ingiustizia sociale e ambientale sentiamo l’urgenza e l’opportunità di un cambiamento profondo che parta dalla scuola.

Dovendo riconoscere i limiti della nostra azione individuale, siamo tenuti a cogliere in “ciò che facciamo” il senso di una sfida. Individuare e denunciare le nostre responsabilità di fronte al pianeta serve essenzialmente per evidenziare i pericoli e cambiare direzione.

Siamo convinti che il benessere del Pianeta e dei popoli è un frutto che matura lentamente, specie laddove si è piantato su una terra che è stata martoriata.

Oggi, nell’attesa di un tempo post-Covid e di una sua ipotetica ricostruzione, è possibile piantare nuovi semi partendo dalla scuola. Le sfide che attendono l’umanità per far fronte alla complessità del vivere e alla necessità di superare un approccio deterministico e riduzionistico richiedono un cambiamento profondo della scuola, della sua organizzazione, delle sue strategie e del suo modo di essere.

Una scuola diversa, eretica, coraggiosa, che esiste solo in una prospettiva di sostenibilità

C’è necessità di ripensare ad una scuola diversa, eretica, coraggiosa, capace di scegliere e spesso di dissentire (“sentire diversamente”); si sente l’esigenza di scardinare i pilastri che hanno retto l’istituzione sino ad oggi perché la scuola non ha come compito quello di “mai errare” ma semmai di imparare dai propri errori e insegnare che l’errore è parte costitutivo di un processo educativo e di crescita e quindi formativo.

Chi insegna, apprende, governa, fa scienza o sta solamente a guardare dovrebbe farsi continuamente domande piuttosto che darsi continuamente risposte per poter capire, interpretare, riconnettersi agli altri e al mondo che ci circonda e ci ospita.

Una nuova scuola esiste solo in una prospettiva di sostenibilità, innovativa nei metodi e nei linguaggi ed anticipatoria nelle soluzioni.

Essa ha l’urgenza di abbandonare le tranquille stanze di una istruzione programmata e rigida scegliendo la strada della sperimentazione.

Chi sceglie con consapevolezza e coscienza è solitamente definito eretico: l’eresia è sinonimo di scelta di chi sa pensare con la propria testa, di chi dissente dal potere delle certezze e delle abitudini, ed è costantemente nutrito dal dubbio e dall’incertezza.

I principi di una scuola “eretica”

Una scuola eretica quindi:

  1. Coopera alla costruzione sociale dei significati nella prospettiva di una società sostenibile per il Pianeta;
  2. Si interroga sui “saperi” per poter comprendere problemi complessi;
  3. Costruisce modalità di conoscenza, strumenti e criteri di valutazione dei processi educativi
  4. Crede in una cooperazione competitiva dei saperi (cum-petere = chiedere insieme) attraverso progetti culturali e ambientali di respiro strategico e con un approccio pluridisciplinare;
  5. Ribadisce la necessità di utilizzare un curricolo di abilità e di competenze e di valorizzarlo in sede di programmazione e valutazione;
  6. Insegna a porre i problemi guardando la realtà che ci circonda in un’ottica partecipativa, proiettata nel futuro (lungi-mirante) e trasformativa;
  7. Utilizza una didattica ibrida: in presenza, in contesti formali e informali, stimolando il più possibile l’outdoor education e anche a distanza supportata dall’uso vantaggioso della tecnologia, dalle classi virtuali presenti nelle piattaforme per uno scambio fattivo di materiali, domande, interazioni;
  8. Stimola una didattica sempre più digitale intesa come il processo di insegnamento/apprendimento che si realizza in un contesto in grado di modificare le tradizionali metodologie didattiche basate sulla centralità del docente e sulla trasmissione dei contenuti, promuovendo così il ruolo attivo degli studenti e l’acquisizione di competenze;
  9. Rivisita e ristruttura l’impianto organizzativo interno in termini di tempi, spazi e relazioni
  10. Ripensa e adegua seriamente la professionalità degli insegnanti coinvolgendoli come primi attori di questo cambiamento;
  11. Ribadisce la valutazione non come esaltazione dell’errore ma come momento di riflessione, di crescita, di formazione;
  12. Ripensa l’intero curricolo verticale, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado, ridefinendo la durata, l’organizzazione, le finalità formative e riscrive le discipline da affrontare;
  13. Ha una visione a lungo termine che permette al docente e allo studente di sapersi orientare e scegliere. In questo modo riconosce il mondo sempre più interconnesso e digitale in cui ci stiamo muovendo, i sistemi ad alte prestazioni, che stanno diventando globali. Questi sistemi, infatti, sviluppano un orientamento globale e futuro, modernizzano il curriculo per affrontare gli imperativi del XXI secolo e formano partenariati scolastici internazionali necessari per la preparazione di studenti proiettati a ad assumere ruoli lavorativi e civici, non solo nelle comunità locali d’appartenenza ma soprattutto in un mondo sempre più globalizzato. È conveniente, inoltre, ricorrere alla tecnica del benchmarking internazionale, proprio nella prospettiva di migliorare sempre più il sistema.
  14. Stabilisce standard ambiziosi universali e chiari per tutti gli studenti, a livello nazionale;
  15. Lavora per l’equità riducendo il gap sociale fra gli studenti;
  16. È una scuola veramente inclusiva in quanto:
  17. a) capace di accogliere le specificità di ognuno;
  18. b) di creare un ambiente in sintonia col proprio intervento;
  19. c) di modificare la propria organizzazione in modo da proporre modalità educative e didattiche funzionali ai diversi bisogni;
  20. d) di rendere ciascuno protagonista di un apprendimento veramente attivo, prescindendo dalle capacità, dalle potenzialità e dai limiti personali.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.