L’educazione ambientale in 45 minuti. Passato, presente e futuro dell’educazione-guida per il mondo d’oggi
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Prende il via con una lezione sull’educazione ambientale (duecento gli insegnanti iscritti) l’edizione 2021-2022 del progetto nazionale Rotary per la sostenibilità. I principi sanciti a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso sono sempre validi e oggi l’educazione ambientale guida il rinnovamento dei modelli formativi di fronte alle sfide della conversione ecologica.
L’educazione ambientale inaugura il corso “Competenze di cittadinanza attiva”, una delle opportunità formative che accompagnano per l’anno scolastico 2021-2022 il progetto nazionale Rotary per la sostenibilità di cui “.eco” e la Rete WEEC sono partner.
Obiettivo del progetto è favorire la conoscenza del programma di azione per le persone, il pianeta e la prosperità, rappresentato dagli SDGs dell’Agenda 2030 dell’ONU e dei tre pilastri dell’Educazione civica (Sviluppo sostenibile, Cittadinanza digitale e Costituzione).
Quattro i moduli previsti: cittadinanza consapevole, città e comunità sostenibili, salute e benessere, tecnologia, umanesimo e cultura.
Solide fondamenta
Il corso è stato aperto il 7 ottobre scorso da Mario Salomone con una lezione sull’educazione ambientale che si può rivedere su YouTube.
In 45 minuti il segretario generale del network internazionale e direttore di “.eco” ha ripercorso alcune delle tappe principali dell’educazione ambientale, nata come campo specifico alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso e poi codificata dalla conferenza intergovernativa dell’Onu tenutasi nel 1977 a Tbilisi.
Sull’educazione ambientale, ha osservato Mario Salomone, c’è molta confusione e molti ne hanno una visione banale e riduttiva. Non è un insieme di precetti o divieti né solo “per bambini”. Ha, invece, solide fondamenta epistemologiche, pedagogiche, culturali e una forte impronta etica.
Una “ecologia dell’educazione”
Orientata alla trasformazione e alla cittadinanza attiva, è fatta di ecologia scientifica e di ecologia “politica”, perché lega strettamente gli aspetti sociali e ambientali.
Strumento di costruzione di civiltà ecologica e della comunità planetaria di destino, l’educazione ambientale a scuola – ha sottolineato Mario Salomone rivolgendosi ai duecento insegnanti iscritti al corso – promuove anche una “ecologia dell’educazione” che percepisca il sistema educativo, il suo ethos, il curriculum, la sua comunità come un tutto interrelato.
Educazione sostenibile da un lato, ruolo delle scuole nel territorio (ad esempio come “capitali del quartiere” in città “dei quindici minuti”) sono due pilastri di una strategia di cambiamento, che può trovare ora (si spera) alcuni appigli e opportunità nel piano RiGenerazione scuola e nei fondi che il Pnrr sta mettendo a disposizione.
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