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Media digitali e salute dei bambini: “Non demonizzare ma limitare, bilanciando con strategie efficaci”

| Redazione

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Media digitali e salute dei bambini: “Non demonizzare ma limitare, bilanciando con strategie efficaci”
Al congresso dell’Associazione culturale pediatri, la neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza Stefania Millepiedi ha introdotto i lavori spiegando rischi e opportunità di social media e Internet. Numerose le minacce alla salute mentale e allo sviluppo dei più giovani, ma anche opportunità. L’importante è bilanciarne l’uso con l’educazione, limiti ragionevoli, il dialogo e anche con sport, hobby e spazi di socializzazione.

L’uso di dispositivi elettronici, specialmente smartphone, è dilagato da tempo, sostituendo la socialità in remoto alle chiacchiere in treno (anche per la scomparsa di quei salottini viaggianti che erano gli scompartimenti) e offrendo nuove opportunità (a scuola) di acquisizione di informazioni “last minute” e di copiatura compiti. Battute a parte, la dipendenza dal digitale (accresciuta dall’intelligenza artificiale) preoccupa educatori, medici, psicologi, sociologi e genitori (quelli, almeno, che non sono anch’essi, come moltissimi adulti, smartphone-dipendenti). Le ultime evidenze scientifiche sono state discusse recentemente al 37° congresso nazionale dell’ACP, la benemerita Associazione culturale dei pediatri, tenutosi a Jesolo a settembre.

Quali sono le traiettorie evolutive e la psicopatologia legate all’uso del digitale, ormai imprescindibile nella vita quotidiana? Il suo impiego eccessivo può avere conseguenze significative, incidendo sia sulla salute mentale sia sullo sviluppo dei più giovani, ha ammonito Stefania Millepiedi, vicepresidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia) e responsabile Unità funzionale di salute mentale infanzia e adolescenza presso la ASL Toscana Nord Ovest, che ha aperto i lavori sul tema al 37° Congresso Nazionale ACP: “ACP NEXT: c’è ancora domani”.

I danni per la salute

Secondo un recente rapporto dell’Istituto superiore di sanità 2023-2025, condotto su studenti italiani tra gli 11 e i 17 anni, l’uso intensivo dei social media e di Internet è associato a un aumento di ansia sociale, depressione, disturbi del sonno e stili di vita poco salutari. I dati evidenziano inoltre una tendenza al ritiro sociale e una compromissione della qualità e quantità del riposo notturno. La sovraesposizione ai media digitali è inoltre correlata a problematiche psicologiche complesse quali ad esempio i disturbi alimentari, fino a vere e proprie forme di dipendenza. A livello neurobiologico, queste dinamiche sono legate a una iperattivazione dei sistemi dello stress (cortisolo) e della gratificazione (dopamina).

Gli effetti negativi emergono anche nei più piccoli: studi scientifici hanno riscontrato un legame tra uso eccessivo di smartphone e tablet nei primi anni di vita e ritardi nello sviluppo del linguaggio, con una riduzione delle interazioni genitori-figli e della ricchezza del vocabolario. Altri lavori evidenziano difficoltà di attenzione e cali nel rendimento scolastico, con un incremento del rischio di sviluppare sintomi di ADHD.

Ma anche potenziali benefici

Accanto ai rischi, però, è importante sottolineare anche i potenziali benefici: “Se utilizzate in modo consapevole, le tecnologie digitali possono favorire l’apprendimento, la motivazione, lo sviluppo di competenze di problem solving e persino supportare la riabilitazione cognitiva o l’inclusione scolastica. Realtà virtuale e aumentata, ad esempio, aprono scenari innovativi in termini di stimolazione e crescita personale”, ha spiegato Millepiedi.

Quindi, che fare? Il quadro resta complesso e necessita di ulteriori approfondimenti. Ciò che appare ormai chiaro è l’importanza di un’educazione all’uso consapevole dei media digitali. “Informazione, monitoraggio, limiti ragionevoli, dialogo tra genitori e figli e strumenti di sicurezza (come filtri di privacy e parental control) costituiscono le strategie più efficaci per prevenire i rischi e approfittare delle opportunità di mezzi che, come detto, sono ad ogni modo imprenscindibili per la nostra vita e quella dei bambini”, suggerisce Millepiedi.

Parallelamente, promuovere ancor di più attività alternative come sport, hobby e spazi di socializzazione rappresenta un investimento fondamentale per equilibrare l’uso del digitale e garantire il benessere delle nuove generazioni”.

Naturalmente, nei casi in cui l’uso dei social media evolva verso una dipendenza, è essenziale rivolgersi tempestivamente a specialisti esperti in grado di valutare la situazione e proporre percorsi di diagnosi e trattamento adeguati. “Un uso equilibrato, informato e consapevole delle tecnologie digitali non è solo una responsabilità individuale, ma una sfida collettiva che riguarda l’intera comunità”, ha concluso Millepiedi.

L’ACP – Associazione Culturale Pediatri – è una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 35 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica e alla promozione della salute del bambino. Svolge attività di formazione, ricerca, informazione dell’educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico-terapeutici e valutazione della qualità delle cure. Supporta programmi di cooperazione internazionale. È un’associazione rigorosamente non profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese; non vengono elargiti compensi né benefit per le attività interne.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.