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Natura, vita e cultura delle foreste

| Redazione

Tempo di lettura: 3 minuti

Natura, vita e cultura delle foreste
Nuova conferenza internazionale organizzata dal Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei Carabinieri. A Firenze il 1° ottobre e a Vallombrosa il 2 e 3 ottobre 2025 esperti italiani e da tutto il mondo si trovano per parlare di foreste vetuste e alberi antichi in chiave interdisciplinare. È anche un omaggio alla Laudato si’, nel decennale dell’enciclica di papa Francesco. Una sessione della conferenza (a cui anche la Rete WEEC ha dato collaborazione e patrocinio) è dedicata al rapporto tra fedi religiose, spiritualità e foreste.

Si apre il 1° ottobre nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio e continua il 2 e 3 ottobre a Vallombrosa nel Salone del Capitolo dell’Abbazia di San Giovanni Gualberto la conferenza internazionale Foreste vetuste e antichi alberi. Un tesoro di Natura, vita e cultura.

Luoghi e date sono ricchi di rimandi e di significati: Firenze è stata sede della prima facoltà italiana di Scienze forestali e dell’omonima Accademia, Vallombrosa è il riferimento storico, culturale e spirituale di tutti i forestali d’Italia, amata e citata da poeti e scrittori italiani e stranieri come George Perkins Marsh, fondatore dell’ecologia scientifica e primo ambasciatore degli Stati uniti in Italia, che morì proprio a Vallombrosa nel 1882.

Per la presenza della millenaria foresta, curata da oltre un secolo dai Carabinieri forestali, dei più imponenti ed antichi arboreti sperimentali italiani e della maestosa Abbazia Benedettina, Vallombrosa rappresenta il punto di congiunzione ideale tra tutti i temi trattati nella conferenza.

Le date coincidono con la conclusione del Tempo del Creato (Season of Creation), mese dedicato ecumenicamente da tutte le confessioni cristiane all’azione per la “casa comune” che si apre con una giornata mondiale, il 1° settembre, e si conclude con la festa di San Francesco d’Assisi (di cui l’anno prossimo ricorrono gli 800 anni dalla morte).

Ricorre anche l’ottocentesimo anniversario della scrittura del Cantico delle Creature, che ha ispirato il titolo della più importante enciclica dedicata da un pontefice ai temi ecologici: la Laudato si’ di papa Bergoglio, uscita dieci anni fa in vista anche della conferenza sul clima di Parigi, rivolgendosi tanto ai credenti quanto a tutte le persone di buona volontà.

La partecipazione all’evento dà diritto al riconoscimento dei crediti formativi professionali per gli iscritti all’Ordine dei Dottori agronomi e dei Dottori forestali.

La partecipazione alla giornata del 3 ottobre 2025 dà diritto al riconoscimento dei crediti formativi professionali per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti.

Il programma

Nei tre giorni della conferenza, esperti di scienze della natura, forestali, umane e sociali, nonché rappresentanti di diverse fedi religiose, artisti e letterati, provenienti da tutto il mondo si ritrovano con l’idea di avviare un dialogo e una sintesi di approcci e di linguaggi intorno al valore universale delle foreste vetuste, senza trascurare l’aspetto della divulgazione ad alto impatto emotivo e comunicativo.

L’interesse delle foreste vetuste (di “old growth” in inglese) è molteplice:

1. naturalistico, perché ospitano una flora e una fauna caratteristica legata alla mancanza di disturbo antropico;

2. ecologico climatico, perché sono preziosi depositi di carbonio, e risultano fondamentali per comprendere gli impatti del cambiamento climatico in contesti a prevalente dinamismo naturale in aree libere dall’influenza delle attività antropiche;

3. selvicolturale, perché l’assenza di influenza antropica diretta consente lo studio delle dinamiche naturali e offre validi elementi per lo sviluppo della silvicoltura per la gestione sostenibile delle risorse forestali.

4.culturale e spirituale, poiché le foreste vetuste hanno un grande valore culturale, perché ci riconnettono con una plurimillenaria storia umana di convivenza.

Proprio quest’ultimo tema chiude il 3 ottobre la conferenza, con la giornata di studio moderata da Mario Salomone (segretario generale della rete mondiale WEEC) dal titolo “Il rapporto delle foreste vetuste con la spiritualità delle culture e civiltà umane”.

Intervengono studiosi di foreste sacre e siti sacri in Italia e nel mondo e rappresentanti cattolici (padre Giuseppe Buffon, vice rettore della Pontificia Università Antonianum di Roma), ebrei (Aldo Winkler, ricercatore dell’INGV, in rappresentanza delle Comunità israelitiche italiane), musulmani (Malika Dispoto per la Comunità religiosa islamica italiana ed esperta di studi interculturali) e protestanti (il pastore Daniele Garrone, biblista – è professore di Antico Testamento alla Facoltà valdese di teologia – e presidente della Federazione delle Chiese evangeliche italiane).

Una foresta vetusta, infatti, esprime forse più di ogni altro ecosistema naturale la forza, la bellezza e il mistero della Natura. Stupore, ammirazione, rispetto, emozione, timore, meditazione sono molti i sentimenti che essa può suscitare. Quale impegno comune – questa è la domanda posta da Mario Salomone ai numerosi relatori della sessione – può nascere per il pianeta a partire da una comune riflessione spirituale sulla Natura che la cattedrale/tempio-foresta può suggerire?

Scarica il programma della conferenza

Le conferenze internazionali precedenti: pubblicati gli atti

La conferenza di Firenze e Vallombrosa è la quarta conferenza internazionale promossa dal Raggruppamento Biodiversità del Comando delle unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri.

Le prime tre sono state dedicate all’educazione ambientale (“Nature in Mind”, Roma, 19-20 maggio 2022), al ruolo cruciale delle foreste nella lotta all’emergenza climatica (“The Forest Factor”, Roma, 6-7 giugno 2023) e alla forestazione urbana e periurbana (“The Forest City”, Roma, 29-30 maggio 2024).

Delle prime due conferenze sono stati pubblicati gli atti, a cura di Mario Salomone. Il volume (in italiano o in inglese) è scaricabile gratuitamente QUI.

A tutte le conferenze la rete WEEC ha assicurato il suo patrocinio e la collaborazione tecnico-scientifica e di comunicazione.

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