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Tra storia e guerra: viaggio nel Mar Nero

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 3 minuti

Tra storia e guerra: viaggio nel Mar Nero
Il Mar Nero, crocevia tra Asia ed Europa, è uno spazio denso di storia, conflitti e scambi. Nel racconto di Marco Ansaldo diventa un viaggio tra geografia, memoria e attualità, dove il passato si intreccia alle tensioni del presente.

Mar Nero. Da millenni e ora.

Enorme lago salato – un tempo dolce, in realtà, un’incessante evaporazione ne ha trasformato la salinità – profondo fino a 2.200 metri, esteso per 1.200 chilometri di larghezza e circa 600 di altezza, 436.400 chilometri quadrati, con poche isole. Ecosistema interno fra Asia ed Europa, ove sfociano almeno cinque fiumi importanti (Danubio, Don, Dnestr, Dnepr, Kuban), traboccante di fascino antico e moderno. Città fondate dai greci e dai romani, coste ovunque abitate pure di leggende e miti; luogo di balneazioni e turismo, di agguati e cannoneggiamenti non solo a noi contemporanei.
Passaggio essenziale e persistente per i trasporti e i commerci; un’area cruciale nell’attuale geopolitica dei mari, sia come proscenio di guerre che come possibile argine a ulteriori invasioni o a pervasivi danni collaterali.

Lo si può raccontare nella storia e nella geografia, più o meno linearmente, oppure con un andamento puramente ideale, partendo da Istanbul, girandolo a salti e tornandovi, per esempio.

L’esperto giornalista ligure Marco Ansaldo (Genova, 1959), già inviato speciale di Repubblica per la politica internazionale, vaticanista di Die Zeit, consulente di La7 per Atlantide, consigliere scientifico di Limes da Istanbul, ora dal 2025 presidente del Mu.Ma (Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova) racconta con stile colloquiale e godibile lo specifico bacino euroasiatico interconnesso con il bacino intercontinentale del Mediterraneo, attraverso un diario di tanti viaggi e incontri, alcuni recentissimi e mirati, con frequenti riferimenti bibliografici e culturali.

In esergo il grande poeta latino Ovidio, che dall’imperatore Augusto vi fu esiliato, a Tomi (Costanza) fino alla morte: exilium mihi triste dedit. Litus Euxini / infaustum nomen: portus et unda ferox.

La narrazione parte dalla magia delle tre diramazioni marine che si mescolano con l’affaccio dal mitico vivace meticcio quartiereporto di Karaköy (in turco “il villaggio nero”, distretto di Beyoğlu, parte europea di Costantinopoli, Istanbul): verso il Corno d’Oro, verso il Mediterraneo (attraverso il Mar di Marmara) e verso il Mar Nero, che proprio lì “ha fine”. Prende spunto dalle osservazioni e dagli studi scientifici sulla teoria delle correnti, in particolare del Bosforo, sviluppati dal militare italiano Luigi Ferdinando Marsili (o Marsigli), nato a Bologna nel 1658.

Come per l’intero testo appaiono quindi esplicitamente le dimensioni sentimentali del colto peregrinare in quella zona della metropoli: “Da genovese, ovviamente amo Galata. Anzi, l’adoro. Mi ci sento a casa. Saranno le strade strette che ricordano i carrugi… Sarà la Torre… imponente e tozza, che anche da lontano impressiona…Qui si può girare a piedi per ore, alternando la geografia con la storia”.

Così, i capitoli successivi assumono un andamento divulgativo, né lineare né circolare.
Il secondo spiega la decisiva importanza dell’insieme delle coste del Mar Nero per l’attuale (dodicesimo) presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan.
Il terzo ci trasferisce in Ucraina, con la guerra d’aggressione scatenata dalla Federazione Russa di Vladimir Putin, a Odessa, bersaglio e simbolo forse più ancora di Kiev.

Lo spunto riguarda spesso annunci e notizie che riempiono gli organi di informazione ancora a inizio 2026, per poi riflettere sulle fondazioni ibride delle varie città, sui mosaici linguistici, sui legami con l’Italia (Alto Adriatico e Liguria, soprattutto, come noto), su aneddoti e vicende storiche, sugli interessi non solo militari (comuni o confliggenti), talora con commenti di esperti studiosi, citazioni di saggi scritti. Il filo è “logico”: il quarto capitolo parla della Crimea e il quinto della Russia. Seguono Georgia, Abkhazia, Bulgaria e Romania, per tornare infine in Turchia, a Trebisonda.

Frequenti i riferimenti ai migranti, forzati o un poco liberi: singole personalità o collettivi o popoli. La bibliografia è ragionata, manca un indice di nomi e luoghi.

Mare Nero. Sei paesi, le leggende, la guerra

Marco Ansaldo

Geopolitica

Marsilio Venezia

2026  

Pag. 198, euro 18

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