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“Transizioni urbane, crisi e complessità”: lo sguardo di chi trasforma le città

| Fabrizio Freddo

Tempo di lettura: 2 minuti

“Transizioni urbane, crisi e complessità”: lo sguardo di chi trasforma le città
Un testo corale che intreccia analisi empiriche, proposte di policy e riflessioni teoriche sulle specificità delle diverse aree geografiche dell’urbanizzazione italiana ed europea.

(Nell’immagine di apertura, particolare del murales di Davide Toffolo e Marqus in via Settecamini 102 a Roma, raffigurante l’obiettivo 11 dell’Agenda 20230 dell’Onu: “Città e comunità sostenibili”)

La città è il luogo in cui sono in atto cambiamenti che mettono in relazione e definiscono nuovi equilibri tra società e natura, tra potere e cittadinanza, tra centro e margini. Oltre a essere vissuti, questi devono essere anche negoziati collettivamente ed è per questo che il volume Transizioni urbane, crisi e complessità. Riflessioni sul processo di trasformazione sociale, curato da Mariaclaudia Cusumano per la nostra collana Effetto farfalla propone dieci prospettive che riflettono le specificità di diverse aree geografiche dell’urbanizzazione italiana ed europea.

Il territorio, considerato su vari ordini di scala, non è soltanto il luogo in cui si esprime la “policrisi” con cui si cerca di descrivere l’attuale fase storica, contraddistinta da una molteplicità di crisi globali interconnesse, ma esprime anche la duplice funzione tipica dell’utopia.

In primo luogo, questo permette di osservare la sperimentazione di modelli teorici che diventano vissuti collettivi, come la “Città dei 15 minuti” in un quartiere di Napoli e l’economia circolare delle Biblioteche delle Cose di Palermo. Così emerge un primo filo rosso che percorre il libro, ovvero l’opera di disvelamento dei falsi miti e dei facili ottimismi che talvolta accompagnano le politiche di sostenibilità, come nel caso paradigmatico delle smart city che non devono lasciare indietro nessuno, dimenticando le fragilità sociali, che necessitano di ritrovare centralità nella giustizia urbana.

Luoghi e pratiche di partecipazione

Un’altra capacità che emerge dall’insieme delle ricerche sta nel trasformare la visione dei margini spaziali e temporali, superandone lo stigma negativo, per emergere quali luoghi e pratiche di partecipazione, come nel caso della periferia di Pistoia, o promuovendo la dimensione dell’invecchiamento attivo e partecipativo della popolazione nell’ottica dell’Active Aging. Una lettura che si propone quindi come stimolo per nuove politiche, non solo locali, aggiornando le analisi sulle ricadute sociali relative a questioni su cui nel tempo si è consolidata una narrazione diffusa, come nel caso dell’Ilva di Taranto o del rapporto tra cibo, salute e stili di vita.

Ricostruendone la genesi, “Transizioni urbane” nasce in seguito al Primo Convegno promosso dai Giovani del gruppo STAI (Sociologi del Territorio e Ambiente Italia), risultando un testo corale che intreccia analisi empiriche, proposte di policy e riflessioni teoriche, a conferma della vocazione pubblica della Sociologia dell’ambiente e del territorio. I contributi sono quindi l’espressione di una volontà di messa in comune di esperienze, per cui i soggetti che condividono la stessa realtà locale possono rispecchiarsi e vedere come la propria situazione di crisi sia affiancata da altre situazioni di crisi interconnesse.

Transizioni urbane, crisi e complessità. Riflessioni sul processo di trasformazione sociale

A cura di Mariaclaudia Cusumano,

Effetto Farfalla, Torino 2025