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Mare, mare, mare, voglio annegare

| Valerio Calzolaio

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Mare, mare, mare, voglio annegare
In “Le parole del mare”, il mare diventa metafora della complessità dell’esistenza: uno spazio insieme familiare e inquieto in cui si intrecciano destino, viaggio e vita collettiva. Attraverso una scelta di parole chiave della navigazione, Piero Dorfles esplora il legame profondo tra letteratura e mare come microcosmo dell’esperienza umana.

Mari. Da millenni.

Quando la letteratura parla di navigazioni, abbiamo la sensazione di qualcosa di insieme misterioso e famigliare, ci colpisce un sentimento di serenità e nello stesso tempo di inquietudine.

La navigazione non è una metafora della banalità del vivere, ma un’allegoria della sua complessità, della imprevedibilità e della irrimediabile drammaticità del destino di noi viventi.

Un altro valore metaforico del viaggiare per mare è quello del microcosmo rappresentato dalla vita degli equipaggi (tenendo presente che le navi sono state per secoli luoghi preclusi alle donne). Inoltre, s’imbarcano anche altri fattori biotici, merci e beni immateriali come idee sogni esperienze culture lingue.

Il grande giornalista e critico letterario Piero Dorfles (Trieste, 1946) ci offre una colta ricognizione sui rapporti tra navigazione e letteratura, scegliendo con acume una decina fra “Le parole del mare” possibili, per esempio: bonaccia, naufragio, burrasca, ammutinamento, pesce, porto.

Le parole del mare. Letteratura e navigazione 

Piero Dorfles

Critica letteraria

Sellerio Palermo

2025 

Pag. 259, euro 15

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.