Vandana Shiva ci chiede di resistere e di farlo insieme.
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È tornato Cinemambiente che con la sua venticinquesima edizione regala nuovi film, cortometraggi e incontri. L’ospite di fama internazionale, Vandana Shiva, ha dialogato con Luigi Ciotti sui “sei grandi temi dell’attualità”, scoprendo nella parola e nell’idea della Resistenza, un buon modo per ripartire, insieme.
Cinemambiente, la più importante manifestazione italiana dedicata ai film a tematica ambientale, compie 25 anni e festeggia con grandi incontri e nuove proiezioni. Dal 5 giugno, giornata mondiale dell’ambiente, fino a domenica 12, al cinema Massimo di Torino si possono scoprire i migliori film e documentari ambientali a livello internazionale. E inoltre, in collaborazione con il Circolo dei lettori, sono molti gli incontri satellite della manifestazione.
Verità e cura per resistere (e quindi ripartire) secondo Vandana Shiva.
Giovedì 9 giugno, nella sala Cabiria del cinema, l’attivista politica e ambientalista Vandana Shiva ha dialogato con Luigi Ciotti nel dibattito: “La Terra contro la guerra“.
Sono due le parole chiave delle domande che Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero, ha posto al centro del dibattito: una strategia della cura da recuperare, specialmente in questo periodo in cui il termine strategia è collegato alla guerra; il tema della “vera” verità contro la sua rappresentazione pallida, che sembra dilagare ultimamente.

Secondo Vandana Shiva, la parola da cui ripartire è Resistenza: resistere alla separazione dell’odio e ritrovare, nella relazione con l’altro, la strategia della cura. A causa dei soldi e dell’avidità, si sono costruite delle sovrastrutture che mirano alla divisione: il vero obiettivo è resisterle, perché tutto è connesso. Noi stessi siamo creature, secondo la scrittrice indiana, che sono nate e riescono a sopravvivere grazie ad altre forme di vita. Grazie alla connessione con esse.
La vera valuta fluisce nella vita e negli eventi. Tutto il resto è un furto per altri scopi. Bisogna ripensare ad una nuova impostazione sociale ed economica: Culture of care and economy of care.
Il cambiamento è possibile con una cultura ed economia che si basano sulla cura. E ovviamente, per arrivare alla risposta della seconda domanda, un cambiamento è possibile se si vive nella verità. Secondo Shiva la verità è nella relazione e nell’interconnessione. L’interconnessione, che è verità, porta alla cura e ai nuovi assetti economici e culturali citati prima. E questo avrebbe sicuramente delle conseguenze positive: creerebbe un nuovo e proficuo profitto. Basta seguire la formula:
Deep spirituality + deep ecology = better economy.
Possiamo partire da subito, partendo dalle relazioni ed una lunga e ostinata resistenza, che diventa più forte se condivisa.
Verità e cura per affrontare i sei grandi problemi dell’attualità, secondo Luigi Ciotti
Il suo discorso si focalizza sui grandi temi da affrontare con la cura e per la verità.
- Caduta della democrazia: aumento della fine di sistemi politici democratici con annesso aumento di democrazie pallide anche all’interno della stessa Unione Europea.
- Guerra. Per riprendere le parole di qualche anno fa di papa Francesco, siamo di fronte ad una guerra mondiale a pezzi. Ma attenzione: “Ci sono altre 59 guerre che sono in atto nel nostro pianeta ma non ne parliamo come quella in Europa”.
- Catastrofe ecologica. Condannando un’inerzia, che definisce omicida, Luigi Ciotti urla: “Sono stanco di sentir parlare della transizione ecologica. Noi non dobbiamo fare una transizione, una transizione da cosa poi? Noi vogliamo una conversione ecologica”.
- Globalizzazione della criminalità delle mafie. Le mafie sono più forti di prima e ormai hanno un’estensione internazionale. I giochi criminali si rifanno ai giochi di molte multinazionali e nella ricostruzione, dopo questi anni di pandemia, faranno grandi affari.
- Informazione. Condanna di un’informazione sempre meno libera in Italia, in quanto in mano a nuovi colossi. Su questo punto, lascia solo un monito: “L’informazione o è libera o non è informazione”.
- Aumento della disparità sociale. Ci sono 555 nuovi miliardari, che potrebbero comprare il valore di 116 nazioni nel mondo. Intanto, e cito solo l’Italia, ci sono 6 milioni di poveri. Siamo tra gli ultimi per dispersione scolastica e povertà educativa.
“Non possiamo essere cittadini a intermittenza” e quindi il grande invito è quello di resistere, ma insieme.
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- Carola Speranza
- Dopo aver conseguito la doppia laurea triennale nel dipartimento di Lettere moderne all’Università degli studi di Torino e Université Savoie Mont-Blanc, ottiene la laurea magistrale binazionale in Filologia moderna all’Università Sapienza di Roma e Sorbonne Université di Parigi. È fondatrice e autrice del blog “Grandi Storielle”.
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