La crisi umanitaria a Gaza: riflessioni sulla responsabilità degli intellettuali

Condanna categorica della guerra in Palestina, sottolineando la necessità di mantenere la fede nell’umanità e praticare la pace. Appello all’unione delle voci contro l’ingiustizia, la violenza strutturale e l’ignoranza delle istituzioni internazionali, con richiesta di impegno degli intellettuali per promuovere la nonviolenza e il rispetto del diritto internazionale

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Sobrietà e sostenibilità: la bomba sociale e ambientale è pronta a esplodere?

Francesco Gesualdi, fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, sostiene che la bomba sociale e ambientale può essere neutralizzata mediante il recupero del concetto di limite, la riduzione del consumo di risorse e una distribuzione più equa. Il Centro, impegnato a livello internazionale, promuove campagne di pressione contro multinazionali, sostenendo il consumo critico come strumento di cambiamento. La sfida principale è superare la resistenza alla sobrietà, affrontando le preoccupazioni sulle conseguenze sociali e pianificando una transizione economica sostenibile.

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Verso una cittadinanza planetaria: progettualità interculturale, agenda 2030 e sfide nella crisi di Gaza

La progettualità interculturale, in sintonia con l’Agenda 2030 dell’ONU, promuove la cittadinanza planetaria attraverso l’educazione e l’apertura mentale. Tuttavia, nell’attuale genocidio a Gaza, il rifiuto delle risoluzioni dell’ONU e l’assenza di dialogo interculturale evidenziano la prevalenza di valori disvalori fascisti veicolati da globalizzazione e neoliberismo, compromettendo la coesistenza pacifica e generando migrazioni respinte dalla fortezza Europa. L’educazione alla pace interculturale e il pensiero inter-trans-culturale emergono come antidoti necessari per affrontare l’uniformità, l’odio per la differenza e la violenza strutturale

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Il cammino verso un mondo senza minacce nucleari: la seconda conferenza dell’ONU a New York

La seconda conferenza dell’ONU sulla proibizione delle armi nucleari si è tenuta a New York, evidenziando l’importanza del Trattato TPNW per il disarmo. L’Italia ha scelto di non partecipare e non ha ancora ratificato il trattato, sollevando preoccupazioni sulla coerenza dell’impegno globale per la pace. Mentre l’Indonesia ha aderito al TPNW, l’assenza italiana rappresenta un’opportunità persa per contribuire al disarmo nucleare e costruire un futuro sicuro

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Sulla soglia dell’apocalisse: la lotta umana per un mondo libero dal terrore nucleare

Nel contesto attuale, l’umanità è tenuta in ostaggio dai potenti del mondo, con soli 90 secondi separandoci dal crinale nucleare secondo l’orologio dell’apocalisse atomica. Questa minaccia, simboleggiata dal conflitto tra bene e male, mette in pericolo non solo la nostra esistenza, ma anche la nostra unicità nell’universo. È nostro dovere lottare come attivisti ecopacifisti per un mondo libero dall’incubo nucleare e preservare la storia umana per le generazioni future.

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La pace siamo noi: scongiuriamo l’armageddon nucleare

La politica di deterrenza nucleare ha portato a un “equilibrio nucleare”, ma è spesso usata come arma ricattatoria dalle superpotenze, mentre nel mondo persistono conflitti armati e tensioni. Nonostante gli sforzi umanitari e pacifisti, i problemi come il conflitto tra Israele e Palestina continuano a minacciare la stabilità regionale. L’impegno costante per una cultura di pace è cruciale per affrontare queste sfide globali e costruire un futuro pacifico.

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Rovereto, laboratorio felice di pace

Il Centro di educazione alla pace di Rovereto e la sperimentazione di forme creative di coinvolgimento: laboratori e iniziative di attivismo pacifista e politico nella Rovereto degli anni Novanta, sulla scia del pensiero di Alex Langer

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Da Vienna a Vilnius, il confronto a distanza fra forze di pace e di guerra

I movimenti per la pace europei si sono ritrovati a Vienna per fare quadrato in questo delicatissimo momento storico e per analizzare la situazione e proporre una linea per contrastare la deriva bellicista. Il momento scelto non è casuale: a luglio, infatti, i vertici NATO si riuniranno a Vilnius per un incontro che potrebbe essere decisivo nell’ottica del conflitto ucraino.

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La storia di Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza italiano

Discepolo e poi collaboratore di Aldo Capitini e presidente del Movimento Nonviolento, Pietro Pinna (1927-2016) diventa obiettore di coscienza nel 1948, dopo aver visto gli orrori della Seconda guerra mondiale. Oggi Ssia in Ucraina sia in Russia non mancano gli obiettori alla guerra.

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Scrivere pagine di pace

Più di cento presentazioni, incontri, mostre, spettacoli e performances all’EireneFest che si è tenuto a Roma. Un festival con molto spazio alle scuole e all’educazione e che porta la pace nel mondo con i libri per la nonviolenza.

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Alex Zanotelli: “È molto importante cominciare a tradurre la nonviolenza in termini concreti”

Alex Zanotelli chiuderà Eirenefest, il festival del libro della pace e della nonviolenza, partecipando alla celebrazione dei 100 anni dalla nascita di Don Milani, domenica 28 maggio presso i Giardini del Verano a Roma. E a trent’anni della scomparsa di don Tonino Bello.

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“Maledetti pacifisti”: la pace passa anche attraverso il racconto della guerra

“Maledetti pacifisti” è il titolo dell’ultimo libro del giornalista e reporter di guerra Nico Piro. Un titolo provocatorio che vuole sottolineare come un’informazione equa, obiettiva e libera sulla guerra sia uno strumento di pace fondamentale per contrastare una deriva bellicista che oggi si sta espandendo non solo sul piano politico, ma anche su quello culturale.

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Raffaele Crocco: “La pace non dev’essere la fine di una guerra, ma la normalità”

Il contrasto alle guerre e alla cultura bellicista che le alimenta deve districarsi su più piani, da quello politico a quello culturale, dalla presenza fisica nelle piazze e nelle strade a una nuova semantica di pace. Lo sostiene, fra gli altri, il giornalista e inviato di guerra Raffaele Crocco, direttore di Unimondo e Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo.

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Agnese Ginocchio, la cantautrice per la pace: “Abituarsi al male significa divenirne complici”

Da millenni la musica è un linguaggio universale, in grado di veicolare in maniera emozionante e diretta ogni tipo di messaggio. E uno dei messaggi che in questa epoca ha più bisogno di essere diffuso è quello della pace, dell’accoglienza e della nonviolenza. È proprio ciò che fa la casertana Agnese Ginocchio, cantautrice e attivista per la pace, che con la sua musica tocca temi centrali dell’attualità, come per esempio la tragedia di Cutro.

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“Riflettiamo sulle disparità per parlare di migrazioni in modo più umano”

Da Cutro a Riace, dal Messico alla Grecia, dai campi improvvisati ai centri di permanenza: la storia attuale delle migrazioni è costellata di contraddizioni, inefficienze e ipocrisia. Secondo Anna Polo, attivista e giornalista, il primo passo da fare è recuperare un approccio più umano, che metta al primo posto le persone e non le strategie politiche. Cominciando, ad esempio, con ottenere la bandiere dell’Onu per le navi umanitarie, come chiede una campagna cui aderiscono molte organizzazioni.

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Abbasso la guerra: una mostra itinerante da dieci anni diffonde la cultura di pace

Dal 2013 la mostra “Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall’800 ad oggi” viaggia in giro per l’Italia mostrando e diffondendo la cultura della pace e della nonviolenza. Un’iniziativa preziosa che si rivolge soprattutto ai più giovani per costruire un pensiero e un’azione alternativi al preoccupante militarismo che sta dilagando in questa epoca storica.

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Spesa bellica: la preoccupante escalation e le reazioni del mondo pacifista

Aumenta ovunque la spesa per armamenti e l’Italia non fa eccezione. Secondo il SIPRI, nel 2021 a livello mondiale sono stati raggiunti i 2113 miliardi di dollari. Le bombe atomiche contenute negli arsenali delle potenze nucleari sono 25.000. Solo per i cacciabombardieri F35 il nostro paese spende 15 miliardi di euro, che potrebbero servire per pannelli fotovoltaici, asili nido, messa in sicurezza degli edifici scolastici, sanità e servizi sociali.

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La nonviolenza ha una storia lunga

Millenni di lotta non armata nei conflitti militari, politici, economici e sociali, da Hatshepsut, regina d’Egitto, ai giorni nostri. I ritratti di oltre un centinaio di persone, troppo spesso in ombra, cancellate dalla storia ufficiale, che ricorda quasi solo sovrani, condottieri, filosofi, politici e artisti (prevalentemente maschi).

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La sanità pubblica abbandona gli anziani e i più deboli

Lo smantellamento della sanità pubblica, una autentica vergogna per il nostro Paese, mentre aumenta la spesa per le armi, in un post di Laura Tussi dedicato alla madre malata di Alzheimer.

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