Firenze, capitale italiana 2026 dell’educazione ambientale
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È la Città metropolitana di Firenze la Capitale italiana 2026 dell’educazione ambientale. Il titolo le è stato assegnato in considerazione del ruolo svolto nel corso degli anni (più di trenta) dal Laboratorio didattico ambientale del Parco mediceo di Pratolino (conosciuto anche come Villa Demidoff, sito Unesco).

Come scrive Emanuele Sbaffi nel numero di marzo di “.eco”, dal 1994, prima a opera della Provincia, poi della Città metropolitana di Firenze, il laboratorio si è costituito come centro di esperienze didattiche e, grazie al suo ruolo istituzionale, ha svolto funzioni di coordinamento e di sistema, vedendo i suoi operatori partecipi delle azioni di ricerca messe in campo dalla Regione Toscana per la realizzazione di un sistema toscano di educazione ambientale e contribuendo, a livello provinciale, alle azioni di coordinamento per il sistema a livello locale. Tra i tanti progetti raccontati nell’ampio articolo dedicato da “.eco” all’anniversario del Laboratorio didattico della Villa Medicea, «uno di particolare rilievo ha visto, e vede tuttora, la collaborazione con la Casa Circondariale a custodia attenuata M. Gozzini di Firenze, dove vengono realizzati percorsi educativi rivolti ai detenuti incentrati sul rapporto uomo-ambiente».
E continua Sbaffi: «Il laboratorio ha avuto le risorse per progettare e realizzare percorsi educativi personalizzati direttamente negli ambienti in cui ragazzi e insegnanti vivono e lavorano, in sinergia con le amministrazioni locali e le scuole del territorio».
Primo appuntamento nazionale: convegno l’11 aprile, per guardare al futuro
Il primo evento previsto è il convegno “Educare alla Sostenibilità ieri, oggi e domani”. Appuntamento l’11 aprile con un fitto programma di tavole rotonde e testimonianze (QUI il programma completo, QUI il link per iscriversi).

Obiettivo, spiegano gli organizzatori, è fare un punto su quanto il laboratorio ha fatto finora, ma soprattutto su quello che potrà fare. I contesti sociali, economici e ambientali in cui viviamo ed operiamo – osservano – sono sempre più problematici, ma proprio per questo è necessario trovare strumenti e sinergie per lavorare su un radicale cambio di paradigma.
Ma le risorse di educazione ambientale del territorio non si esauriscono con il laboratorio del parco e della villa Medicea. Verso l’Appennino opera l’associazione Foresta modello, nel capoluogo (che è sede dell’Indire e che dal 2017 ospita la fiera Didacta, il principale appuntamento fieristico nazionale dedicato alla formazione e all’innovazione didattica, curato dall’Indire) troviamo la Fattoria dei Ragazzi, centro di educazione ambientale permanente, fattoria didattica in contesto rurale-agricolo, collocato nel quartiere 4, dove si pratica pedagogia attiva al servizio dell’educazione all’ecologia, alla biodiversità, alle colture (cicli delle piante), ai processi di trasformazione dei prodotti agricoli, allevamento.
Bambini nel giardino incantato. E decine di iniziative in tutto il territorio
E dal 1999 è operativo il nido d’infanzia Il Giardino Incantato, struttura comunale del Quartiere 1. Nelle fioriere del giardino esterno bambine e ai bambini assieme agli educatori possono seminare, mettere a dimora piantine, annaffiare e curare le piantine, osservarne la crescita fino alla raccolta dei frutti, annusare gli odori e i profumi delle piante aromatiche.
La sensibilità del territorio per i temi della pace, della solidarietà, della giustizia sociale e della cooperazione è poi testimoniata a tante iniziative in campo spirituale, sociale e editoriale, come ad esempio dai ben 3.000 soci del Villaggio dei Popoli.
Tutto il territorio della Città metropolitana è comunque ricco di istituzioni culturali, realtà formative, piani di politiche ambientali, centri di esperienza, musei e biblioteche.
Tra tante risorse, spicca la grande e antica foresta di Vallombrosa, con la sua abbazia, gli arboreti gestiti dai Carabinieri forestali e la storica Scuola di agraria.
Aperte le candidature a Capitale italiana 2027
Insomma, il territorio provinciale rappresenta un eccezionale concentrato di tesori di conoscenza e di impegno appassionato, tutto da scoprire. Il titolo di “Capitale italiana 2026 dell’educazione ambientale” contribuirà a valorizzare questo immenso patrimonio, che certo darà la spinta anche negli anni a venire.
Le candidature a “Capitale italiana 2027 dell’educazione ambientale” sono aperte.
Possono presentare la candidatura Regioni e Province autonome, Città metropolitane, Comuni e Unioni di Comuni, oppure enti a loro collegati (come parchi e aree protette, ecomusei e musei, Aree MAB Unesco, fondazioni, ecc.) purché in accordo con le amministrazioni pubbliche del territorio di riferimento.
Le candidature saranno valutate dal Segretariato permanente della rete internazionale per l’educazione ambientale (WEEC Network).
Inviare le candidature a [email protected]
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