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Generazione Z: una panoramica sulla loro visione della società

| Alice Bona

Tempo di lettura: 4 minuti

Generazione Z: una panoramica sulla loro visione della società
Apertura mentale, attenzione ai diritti: i giovani più istruiti sono anche più inclusivi e progressisti. “La Generazione-Z all’università”: un’indagine sui valori degli studenti di oggi condotta dalla Fondazione di Ricerca – Istituto Cattaneo.

Un’indagine sui valori e sulle opinioni degli studenti universitari

Negli ultimi anni il dibattito pubblico italiano è stato attraversato da interrogativi sempre più ricorrenti riguardo ai valori, agli orientamenti politici e agli atteggiamenti delle nuove generazioni nei confronti delle differenze sociali e culturali. È in questo contesto che nasce la ricerca alla base del volume La Generazione-Z all’università. Chi sono e cosa pensano i nuovi studenti, frutto di un percorso di confronto e approfondimento avviato alla fine del 2019 dagli autori Asher Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna e Manuela Scioni insieme allo storico Carlo Fumian.

Il progetto, successivamente accolto e sostenuto dalla Fondazione di Ricerca – Istituto Cattaneo, si propone di indagare alcune delle dimensioni centrali che attraversano oggi il dibattito pubblico: l’orientamento politico, la percezione delle discriminazioni, il grado di apertura verso le minoranze e le differenze di genere, nonché il ruolo della religione nella formazione delle opinioni e delle identità.

Perché la scelta del target dell’indagine è ricaduta sugli studenti universitari?

Gli studenti rappresentano una popolazione particolarmente interessante per questo tipo di analisi: da un lato sono spesso considerati più aperti e meno inclini al pregiudizio rispetto ad altri segmenti della società; dall’altro, in quanto appartenenti alle nuove generazioni, offrono indicazioni preziose sulle tendenze valoriali e culturali destinate a incidere in modo crescente sulla società nei prossimi anni.

La popolazione di riferimento dell’indagine è costituita dagli studenti del primo e del secondo anno di tre grandi atenei del Nord Italia: l’Università degli Studi di Padova, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La scelta di concentrarsi sulle prime coorti universitarie risponde a una duplice logica: da un lato, questi studenti si trovano in una fase di transizione cruciale tra scuola superiore e università, in cui gli orientamenti valoriali e identitari sono ancora in fase di consolidamento; dall’altro, presentano generalmente livelli di frequenza alle lezioni più elevati, fattore che facilita la raccolta dei dati e garantisce una maggiore rappresentatività del campione.

Photo by Marta Klement on Pexels.com

Gli studenti universitari nell’epoca postmaterialista

Nel confronto internazionale, l’Italia ha storicamente registrato livelli di istruzione terziaria inferiori rispetto a molti altri Paesi avanzati. Negli ultimi anni, tuttavia, il sistema universitario è stato interessato da una crescente mobilità studentesca, sia all’interno del Paese sia verso l’estero. In questo quadro, le regioni meridionali si distinguono per una marcata mobilità in uscita, legata ai divari di sviluppo economico, alle opportunità occupazionali e alle differenze nell’offerta formativa e nei servizi universitari.

La composizione sociale della popolazione studentesca resta poi caratterizzata da una significativa selezione: gli studenti universitari provengono più frequentemente dagli strati sociali più privilegiati. Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni questo fenomeno si è progressivamente attenuato, soprattutto grazie alla più ampia diffusione dei titoli di studio.

Numerose ricerche di sociologia politica evidenziano inoltre una relazione stabile tra livello di istruzione e orientamenti politici: gli universitari tendono più frequentemente a collocarsi a sinistra e a condividere valori progressisti e postmaterialisti. Questo orientamento risulta particolarmente diffuso tra gli studenti dei corsi di laurea umanistici, tra i fuori sede e tra coloro che attribuiscono maggiore importanza alla realizzazione personale rispetto ai valori della tradizione e dell’autorità; in questa direzione si collocano anche le studentesse, gli studenti provenienti dal Mezzogiorno e dalle isole, i diplomati dei licei e coloro che dichiarano di non credere in Dio. Infatti, le differenze tra studenti e non studenti emergono anche sul piano religioso; tra gli universitari si registra una quota più elevata di non credenti e un calo sia della pratica sia della credenza religiosa.

Secondo l’ipotesi formulata da Ronald Inglehart, politologo e sociologo statunitense, quando la sicurezza materiale smette di essere la principale preoccupazione, i valori sociali tendono a spostarsi dal materialismo – incentrato su ordine, sicurezza e tradizione – al postmaterialismo, che privilegia l’autonomia individuale e l’espressione di sé. Questo cambiamento valoriale ha contribuito, soprattutto nelle generazioni più recenti, a una maggiore apertura verso i diritti civili, le identità non eterosessuali e l’autodeterminazione personale.

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Un gruppo omogeneo? Che cosa ci dice questa indagine

Nel complesso, l’indagine evidenzia come tra gli studenti universitari della Generazione Z stia emergendo un orientamento culturale caratterizzato da una crescente apertura verso la diversità e da una maggiore attenzione ai diritti civili. La diffusione e l’accettazione delle identità non eterosessuali si inseriscono in un più ampio processo di trasformazione dei valori, spesso interpretato alla luce del passaggio dai valori materialisti a quelli postmaterialisti. Parallelamente, il rapido passaggio dell’Italia da paese quasi monoconfessionale a società religiosamente plurale ha reso più centrali le percezioni verso minoranze religiose come ebrei e musulmani: tra gli studenti permangono conoscenze limitate e alcuni stereotipi, ma livelli più elevati di istruzione, capitale culturale e adesione a valori progressisti tendono a ridurre gli atteggiamenti ostili.

La maggioranza degli studenti esprime opinioni prettamente positive nei confronti di immigrati e minoranze, pur in presenza di alcune preoccupazioni legate all’entità dei flussi migratori e alla percezione di possibili minacce culturali. Le opinioni risultano fortemente influenzate da fattori quali orientamento politico, religiosità, genere, capitale culturale e percorsi di socializzazione.

Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che, nonostante persistano ambivalenze e tensioni, tra i giovani più istruiti si stia progressivamente consolidando un orientamento più inclusivo e sensibile al riconoscimento delle differenze.

Per approfondire il tema e conoscere più da vicino i pensieri e i valori dei giovani universitari italiani, trovate qui di seguito il link diretto allo shop della casa editrice Il Mulino: https://www.mulino.it/isbn/9788815395306#.

Scrive per noi

Alice Bona
Alice Bona
Alice Bona è laureata in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza ed è da sempre appassionata di letteratura e sostenibilità. Nel 2025 ha preso parte al Forum IFWY x Debate Korea presso la sede ONU di Ginevra per discutere, insieme ad altri giovani europei, temi legati a un futuro sostenibile, presentando un progetto sotto la categoria "Social Justice and Equality".