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Genova nelle ombre: il ritorno noir di Bruno Morchio

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 2 minuti

Genova nelle ombre: il ritorno noir di Bruno Morchio
Nel nuovo romanzo di Bruno Morchio, Mariolino Scotti indaga sulla morte sospetta di un operaio, tra ricordi dolorosi, sfruttamento e segreti familiari. Una Genova cruda e vibrante fa da sfondo a un noir intenso, tra lingue meticce, personaggi memorabili e atmosfere sospese tra disincanto e giustizia.

Genova, novembre. Tra i vicoli umidi del centro storico, Mariolino Migliaccio – per tutti “Scotti” – è considerato il miglior segugio della città, anche se vive come un barbone. Lo chiamano “fottignin scotizzoso”, ficcanaso e sporcaccione, ma nessuno fiuta la verità come lui. Dorme in una pensione malridotta in vico degli Stoppieri, con bagno in comune. La sua “sede operativa”? Un tavolo d’angolo in un’osteria di vico San Sepolcro.

Scotti ha 33 anni, un diploma e una ferita che non si rimargina: quindici anni fa sua madre Wanda, prostituta, è stata uccisa. Da allora, vive arrangiandosi e cercando il colpevole. L’ultimo incarico – offertogli da un vecchio gangster legato al passato della madre – gli ha fruttato diecimila euro. Si veste meglio, mangia bene e decide di poter indagare anche gratis, se ne vale la pena.

Ed è proprio per aiutare la diciassettenne albanese Milca, che aveva liberato da un giro di prostituzione, che si ritrova coinvolto in un nuovo caso. La ragazza lo mette sulle tracce della cugina Alina, rimasta vedova da poco: suo marito, Anton Mitrescu, sarebbe morto di overdose, ma qualcosa non torna. Inizia così un’indagine che lo porta a scontrarsi con il lato oscuro del lavoro nei cantieri: subappalti, sfruttamento, violenza.

Per vederci chiaro, Scotti si allea – suo malgrado – con Tonino Spaggiari, ispettore romano sovrappeso e burbero, della Squadra Mobile. Tra loro non scorre simpatia, ma l’inchiesta è sporca e pericolosa, e nessuno può tirarsi indietro.

Nel frattempo, affiorano legami inaspettati: Scotti scopre che potrebbe avere una zia di cui ignorava l’esistenza. Tutto si tiene, tutto si complica. E, come accade nella vita, anche in questo noir la serendipità gioca un ruolo decisivo.

Bruno Morchio, autore originario di Genova tra i più amati del noir italiano, torna con un romanzo che è una perfetta sintesi tra letteratura di genere e denuncia sociale. Il titolo, La morte paga doppio, omaggia esplicitamente Double Indemnity, capolavoro di James M. Cain portato al cinema da Billy Wilder. Anche qui, il “doppio” ha una sua eco inquietante: quanto e come si viene pagati per uccidere?

Narrato in prima persona, il romanzo fonde la vendetta personale con un’indagine sull’ingiustizia sociale. In primo piano, lo sfruttamento delle donne e quello degli operai, in un mondo dove la violenza è sistemica e l’omertà regna.

I dialoghi sono vivaci, mescolano genovese, albanese, romanesco, spagnolo. La città di Genova, con le sue osterie, i suoi carruggi, i Giardini Luzzati, è coprotagonista silenziosa e affascinante. Tra una sambuca e un bicchiere di Nero d’Avola, Scotti ci conduce in un viaggio tra miseria e dignità, tra passato e presente, tra bellezza e ferocia.

Un romanzo che conferma Morchio come maestro del noir mediterraneo, capace di raccontare la città e le sue ombre con rara sensibilità. E il lettore non può che seguirlo, passo dopo passo, nei vicoli della verità.

genova

La morte non paga doppio

autore: Bruno Morchio

genere: noir

casa editrice: Rizzoli Milano

anno: 2025

Pag. 231 euro 17,50

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Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.