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Il mondo a partire da un albero… Intervista ad Aboca Edizioni

| Angelo Mineo

Tempo di lettura: 7 minuti

Il mondo a partire da un albero… Intervista ad Aboca Edizioni
Dopo aver seguito gli incontri del Bosco degli Scrittori al Salone del Libro di Torino 2026, abbiamo intervistato Aboca Edizioni per raccontare l’origine e l’evoluzione del progetto. Un dialogo su ecologia, letteratura e biodiversità, per comprendere come la cultura possa contribuire a ripensare il rapporto tra essere umano e natura.

La crisi climatica, ma anche il rapporto essere umano-natura e la cultura sostenibile, sono state al centro dell’edizione 2026 del Bosco degli Scrittori, non solo da un punto di vista filosofico o sistemico. 

Dopo aver seguito gli incontri del Bosco degli Scrittori durante la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, emerge un filo rosso che ha attraversato gran parte della programmazione.

Dalla crisi climatica alla biodiversità, fino alle forme di conoscenza che nascono dall’osservazione del mondo vegetale, il Bosco si è confermato uno degli spazi più originali del Salone. Per chiudere questo percorso e la nostra guida agli incontri, abbiamo intervistato Aboca Edizioni, ideatrice del progetto, per comprendere come sia nato il Bosco degli Scrittori e quali prospettive intenda aprire nel dialogo tra cultura ed ecologia.

Bosco degli Scrittori, edizione 2026

Questa edizione del Bosco degli Scrittori ha messo in relazione pratiche, oltre a teorie, che esplorano l’essere umano come animale all’interno dell’ecosistema naturale, da cui non può prescindere (Ad un passo dalla sesta estinzione di massa – Le estinzioni della biodiversità). 

il cespuglio aboca

Aboca ha analizzato l’ambiente naturale come elemento da ricercare nella nostra quotidianità, che ci ha portati a politicizzare le crisi climatiche, imponendo la natura come elemento principale delle agende politiche (Come sopravvivere alla crisi ambientale, tra salute e disuguaglianze). 

Durante il progetto promosso da Aboca Edizioni ha preso parte un vero e proprio un dialogo tra scienza, biodiversità e crisi climatica, che ci ha mostrato come batteri e organismi invisibili siano fondamentali per comprendere il presente e immaginare strategie di adattamento per il futuro del pianeta.

Non solo incontri su tematiche impegnative, i libri presentati da Aboca riescono a trasmettere la visione attraverso un’altra prospettiva; farlo attraverso gli occhi di una pianta significa portare con sé quel poco di leggerezza che basta ad essere sospinti dal vento, incantarsi davanti alle meravigliose e fantasiose maniere in cui la vita prende forma. 

Ma il rapporto tra natura, memoria e futuro non si è fermato soltanto agli incontri ospitati al Bosco degli Scrittori. Girando tra gli stand del salone, abbiamo scoperto come la tecnologia possa custodire memoria, cultura e ambiente, trasformando il digitale in uno strumento di conservazione e di accessibilità collettiva, grazie a Cultura Campania.

Natura e benessere umano: non solo un approccio ambientalista, ma anche uno spazio esperienziale al Salone del Libro.

La predisposizione innata degli esseri umani a cercare connessioni con il mondo naturale viene raccontata nello spazio espositivo del Bosco degli scrittori. Non si tratta del tema di questa edizione, né è il tema di qualche incontro: è quello che lo spazio del bosco comunica.

G. Volpi, non siamo gli unici, aboca

Un’oasi verde incastonata tra i padiglioni, quasi un mondo fiabesco, dove per un momento la lettrice/il lettore possono provare ad abbandonarsi al ‘richiamo della foresta’.

Quattrocento metri quadri di verde raccontano, anzi ci ricordano, che l’essere umano è parte della natura e da essa dipende. Un invito a cercare spazi verdi, non quelli artificiali, creati appositamente per eventi come il Salone del libro, ma gli spazi verdi che circondano le nostre case e le nostre città.

Il bosco rappresenta allora un monito per cercare spazi verdi nella nostra vita, e laddove non ne troviamo, crearli e proteggerli noi stessi. Si tratta solo di un momento, però.

Il ritorno all’antropocene avviene presto, la crisi climatica ritorna imperante come tematica centrale del nostro tempo, appena usciti dall’istallazione di Aboca. 

Aboca Edizioni: un bosco che cresce

Il Bosco è nato infatti come collana di narrativa nel 2019, un progetto editoriale che in questi anni ha consentito ad alcuni tra gli autori più importanti del nostro panorama letterario di raccontare il mondo a partire da un albero. Dal 2022, poi, il progetto si è evoluto diventando un luogo fisico  all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino”. Come redazione di “.eco” abbiamo posto alcune domande alla casa editrice:

Come nasce l’idea del Bosco degli Scrittori e in che modo il progetto si è evoluto nel tempo? Ci sono state tappe particolarmente significative in questo percorso?

‘L’idea di allestire un Bosco degli scrittori al Salone di Torino è nata alla fine del 2019. Aboca Edizioni aveva da poco presentato una collana di narrativa, chiamata appunto Il bosco degli scrittori, in cui autori e autrici erano chiamati a raccontare una storia a partire da un’ispirazione vegetale, romanzi o racconti in cui il rapporto tra l’umano e le piante fosse centrale. A partire da quell’esperienza editoriale, è nata l’idea di passare dalla metafora all’esperienza fisica, perciò abbiamo proposto di allestire un vero e proprio Bosco degli scrittori al Salone di Torino.

Ne abbiamo discusso con l’allora direttore Nicola Lagiogia, che ha sposato il progetto. Fin da subito abbiamo concordato che il Bosco non avrebbe dovuto essere solo lo “stand” della nostra casa editrice, ma uno spazio da condividere con tutti coloro che avessero a cuore il confronto sui grandi temi dell’ecologia e della cultura ambientale. Il progetto è partito con un anno di ritardo a causa della pandemia da Covid-19, debuttando infine nel 2022. Quella del 2026 è stata la quinta edizione.’

Il Bosco degli Scrittori si propone di raccontare il rapporto tra essere umano e natura attraverso prospettive differenti. Ci sono temi, approcci narrativi o percorsi che ritenete oggi particolarmente importanti per approfondire questa relazione?

‘La collana di narrativa del Bosco degli scrittori ci ha mostrato, dopo decine di titoli pubblicati, che le modalità per riflettere sulla relazione tra umano e non umano sono infinite e spesso sorprendenti. Ogni autore ha trovato modalità proprie e personalissime per raccontare questo rapporto, non vi è un romanzo che somigli all’altro. Ma ciascuno, a prescindere dalla forma letteraria, ha evidenziato una sensibilità originalissima, arrivando a suggerire che l’uomo e la natura non sono cose distinte: l’umano è una specie tra le altre specie, parte della natura, non al di sopra, né al di fuori.’

Qual è stato il filo conduttore dell’edizione 2026 del Bosco degli Scrittori al Salone del Libro? Esistono temi o riflessioni comuni che hanno collegato gli incontri e i testi presentati quest’anno?

‘Quest’anno il Bosco degli scrittori è diventato una vera e propria selva letteraria, con il patrocinio dall’Accademia della Crusca, grazie a un allestimento in cui citazioni dalla grande letteratura italiana sono state poste in dialogo con le specie botaniche presenti nel bosco. All’interno del Bosco degli scrittori, perciò, i visitatori hanno potuto riconoscere come la nostra letteratura –  da Dante ai nostri giorni – ha sempre riservato al mondo naturale e vegetale un posto di primo rilievo. 

Il palinsesto degli incontri è stato proprio aperto dalla prof.ssa Rita Librandi, vicepresidente dell’Accademia, che ha tenuto un incontro per i ragazzi e le ragazze della scuola superiore dal titolo Dalla bellezza della rosa al mondo sugli alberi.’

Avete percepito negli ultimi anni una crescente attenzione da parte di lettrici e lettori verso le tematiche ambientali? Ci sono generi letterari, autori o linguaggi che oggi riescono maggiormente a coinvolgere il pubblico su questi temi?

‘La riflessione ambientale è tanto urgente quanto minacciata. Dopo anni in cui il tema era finalmente arrivato ad essere centrale, anche nelle politiche pubbliche, abbiamo assistito negli ultimissimi anni all’avanzamento di nuove parole d’ordine – in campo politico, militare, economico. Eppure abbiamo visto crescere il nostro pubblico: non solo persone molto consapevoli in cerca di approfondimento, ma anche giovani e giovanissimi, o lettori che per la prima volta si sono avvicinati a certe tematiche. Da un lato lo sforzo è quello di fare eco-alfabetizzazione, favorire una conoscenza di base di alcuni concetti chiave, dall’altro quello di adottare un approccio sistemico, mostrando le interconnessioni tra tutti i sistemi viventi.’

Tra i libri e gli autori presenti al Bosco degli Scrittori in questa edizione, ci sono letture che consigliereste a chi desidera avvicinarsi per la prima volta, in modo più sistemico, al rapporto tra essere umano e natura?

‘Un piccolo libro intitolato I principi sistemici della vita di Fritjof Capra (che è di fatto una sintesi radicale di Vita e natura, il grande saggio sul pensiero sistemico scritto assieme a Pier Luigi Luisi). In questo volumetto Capra delinea alcuni principi essenziali, fondamentali per comprendere la profonda interconnessione tra ogni sistema vivente.’

Qual è l’obiettivo che sperate di raggiungere o quale potrebbe essere un traguardo da raggiungere tramite il Bosco degli Scrittori?

‘Negli scorsi anni abbiamo riflettuto in particolare sul tema della biodiversità (naturale e culturale) grazie a progetti realizzati con il National Biodiversity Future Center (NBFC, il centro nazionale di biodiversità coordinato dal CNR); quest’anno abbiamo impostato questa nuova relazione con l’Accademia della Crusca;  in generale, ogni anno, fin dal 2022, abbiamo fatto in modo che il Bosco fosse un luogo di relazione. Relazione è in effetti il termine chiave: non solo tra organizzazioni, tra editori, tra autori. Ma anche relazione tra umani, tra le altre specie… come individui non esistiamo se non come frutto di relazione. La nostra vocazione editoriale è quella di studiare questi collegamenti, l’esperienza del Salone di Torino è forse un modo per renderli manifesti.’

Dopo cinque anni di attività, il Bosco degli Scrittori continua dunque a proporsi come uno spazio di incontro tra letteratura, scienza e cultura ambientale. In un contesto storico in cui la crisi climatica rischia di essere oscurata da altre emergenze politiche e sociali, l’esperienza proposta da Aboca ricorda come il rapporto tra esseri umani e natura non rappresenti un tema settoriale, ma una chiave di lettura del presente. Una prospettiva che ha attraversato l’intera esperienza del Bosco durante questa edizione del Salone del Libro.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.