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L’eredità di Franco Ferrarotti nella sociologia contemporanea

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 3 minuti

L’eredità di Franco Ferrarotti nella sociologia contemporanea
Il grande sociologo Franco Ferrarotti (Palazzolo Vercellese, Vercelli, 7 aprile 1926) è morto a Roma pochi giorni fa, il 13 novembre 2024, aveva compiuto novantotto anni.

Il grande sociologo Franco Ferrarotti (Palazzolo Vercellese, Vercelli, 7 aprile 1926) è morto a Roma pochi giorni fa, il 13 novembre 2024, aveva compiuto novantotto anni. Amico di Cesare Pavese e partigiano, si laureò in Filosofia a Torino nel 1949 con Nicola Abbagnano (con una tesi su “La teoria della classe agiata” di Veblen, saggio che aveva tradotto dall’inglese per Einaudi, autodidatta), nel 1951 fondò i “Quaderni di sociologia” (poi nel 1967 “La critica sociologica”), ottenne la prima cattedra italiana della disciplina insegnando Sociologia alla Sapienza di Roma dal 1961 al 2002 (in seguito professore emerito), affascinato dalla nuova cultura statunitense studiò fra l’altro un anno a Palo Alto (anche sociologia della scienza), solitariamente interloquendo sempre con sedi di ricerca in vari paesi (oltre che a Trento).

Difficile non averne mai sentito parlare se è capitato di frequentare insegnamenti e letture in Italia: ha scritto innumerevoli testi, è stato eletto deputato dal 1958 al 1963 (collegato ad Adriano Olivetti), ha tenuto decine di migliaia di lezioni conferenze interventi, è stato migliaia di volte intervistato e milioni di volte citato, ha frequentato parti e aspetti delle nostre collettività in svariati momenti e contesti, ha fatto godere differenti intelletti.

La sua visione della sociologia

In più occasioni si è espresso più o meno così: “la sociologia per me è un tentativo mai concluso di comprendere la natura complessa dell’essere umano, che è nello stesso tempo anima, spirito, esperienza storicamente determinata, sia dal punto di vista dell’esperienza personale di ciascuno che dal punto di vista generalmente storico”, appunto le umane comunità sociali. Se andate in libreria trovate sicuramente qualche suo libro; altri testi stanno uscendo, alcuni da lui stesso voluti e terminati proprio come laico testamento intellettuale; come questo, brevissimo, illuminante sui valori e sui limiti della scienza sociologica.Franco Ferrarotti ha deciso di rivolgere una sintetica missiva “a un giovane studioso di sociologia” (cui augura buona fortuna), animato dalla speranza che “venga presa sul serio e letta con attenzione prima di finire nel cestino”, sia durante lo studio universitario che comunque nella specifica esistenza.

La visione critica della società

Oggetto dell’analisi scientifica dovrebbero essere non solo i fatti sociali bensì soprattutto le relazioni tra tali “fatti”, il loro condizionamento reciproco, dal basso. Il presupposto è una visione critica della società, osservarla dall’esterno. Contestando Croce ribadisce che “ogni scienza, per definizione, ha da essere inferma, per non correre il rischio di erigersi in dogma e tradire sé stessa come scienza”.

Sostiene (e andrebbe discusso bene) che la grande novità del nostro tempo sia “la transizione dallo sviluppo storico diacronico allo sviluppo storico sincronico”, la globalizzazione in altre parole (i termini sincronia-diacronia sono essenziali in una prospettiva evoluzionistica, pur andando altrove meglio approfonditi). Risulta implicito e intrinseco al concetto di scienza il concetto di limite, il non aver mai raggiunto un termine finale.

Prima dei saggi scarni riferimenti bibliografici, il volume è strutturato in nove capitoli: La scienza “inferma”; Uomini e macchine (“siamo tutti migranti”); La socialità fredda (“è cominciata l’epoca della colonizzazione interiore e della proletarizzazione dell’anima”); Appiattimento storico; La sociologia vive di crisi; Una disciplina al bando; Il caso italiano; Scienza dei manichini; Riassunto in sette punti (con corretti spunti sui fenomeni migratori).

Lettera a un giovane sociologo
Franco Ferrarotti
Sociologia e scienza
Bibliotheka Roma
2024
Pag. 53 euro 12

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Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.