Riserve MAB della biosfera: migliorare il rapporto tra umani e natura
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Con l’inaugurazione di due antenne MAB della riserva della biosfera Unesco CollinaPo, cogliamo l’occasione per parlare dell’importante progetto UNESCO per migliorare le relazioni tra l’uomo e l’ambiente. In Italia le riserve sono venti, cinque delle quali lungo l’asta del fiume Po.
Il programma Man and the Biosphere (MAB) è il progetto scientifico internazionale dell’UNESCO, e ha come obiettivo quello di migliorare le relazioni tra l’uomo e l’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la conservazione della biodiversità. Si tratta di un programma intergovernativo che combina le scienze naturali e quelle sociali per favorire il miglioramento delle iniziative per la salvaguardia degli ecosistemi naturali e gestiti, comprese le condizioni di vita degli esseri umani che li abitano. Inoltre, mira a promuovere approcci economici innovativi che siano socialmente e culturalmente appropriati, oltre che ambientalmente sostenibili.
Modelli di sviluppo sostenibile
L’aspetto principale del programma MAB è la sua “Rete mondiale delle riserve della biosfera”. Questa rete include siti d’eccellenza che promuovono l’armonia tra l’umanità e la natura. Le riserve fungono da modelli di sviluppo sostenibile, dove il dialogo partecipativo e la condivisione delle conoscenze sono fondamentali per affrontare sfide a livello globale. Queste riserve contribuiscono anche alla riduzione della povertà e al miglioramento del benessere umano, rispettando i valori culturali delle popolazioni locali e la capacità delle società di adattarsi ai cambiamenti.
Quattro i punti del programma MAB:
1) identificare e valutare i cambiamenti nella biosfera derivanti da attività umane e naturali, anche nel contesto del cambiamento climatico;
2) studiare le relazioni tra ecosistemi e processi socioeconomici, in un contesto di perdita di biodiversità biologica e culturale;
3) garantire il benessere umano di base ed un ambiente vivibile, nel contesto della rapida urbanizzazione e del consumo energetico visti come fattori di cambiamento ambientale;
4) promuovere lo scambio e il trasferimento di conoscenze sui problemi e le soluzioni ambientali, e favorire l’educazione ambientale per uno sviluppo sostenibile.
In Italia venti riserve MAB, cinque sull’asta del Po
Attualmente esistono 759 riserve della biosfera Unesco, distribuite in 136 paesi, e venti di esse si trovano in Italia, le prime risalenti agli anni ‘70. Ogni riserva è divisa in tre aree principali:
– le core areas (aree nucleo) sono zone strettamente protette, punto focale degli sforzi di conservazione e salvaguardia;
– le buffer zones (zone di protezione), sono le zone adiacenti alle core, utilizzate per attività compatibili con buone pratiche ecologiche che possono rafforzare la ricerca scientifica, il monitoraggio, la formazione e l’educazione;
– le transition areas (aree di transizione), dove le comunità promuovono attività economiche e umane sostenibili dal punto di vista socioculturale e ecologico.
In più, all’interno delle riserve, vengono scelti dei punti fisici dei comuni da usare come “antenne MAB”, non dispositivi per le telecomunicazioni, ovviamente, ma luoghi in cui attuare il punto 4 di cui sopra.
CollinaPo, la riserva con più abitanti
Delle venti riserve italiane, cinque si trovano lungo il corso del fiume Po. Tra queste, la Riserva CollinaPo – interamente piemontese e nata nel 2016 – è particolarmente rilevante, non per dimensioni ma per numero di abitanti, essendo quella più densamente popolata, con circa un milione e mezzo di persone. La riserva si estende per 171 mila ettari, comprendendo un totale di 86 comuni, quattro province (Torino, Asti, Cuneo e Vercelli) e venticinque siti della Rete Natura 2000.
Come riportato dal sito ufficiale della riserva, si tratta di “un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato e ricco di eccellenze storiche, architettoniche, artistiche e gastronomiche.”
L’obiettivo principale della riserva è per l’appunto quello della conservazione e protezione di paesaggi, habitat, ecosistemi e biodiversità, anche nelle aree fortemente antropizzate. Non vengono però dimenticate la sperimentazione di pratiche di sviluppo sostenibile, la ricerca e la formazione, e il coinvolgimento di tutta la popolazione, grazie anche alla partecipazione e al supporto dei vari enti presenti sul territorio e ad attività di divulgazione.
La prima antenna MAB della CollinaPo è quella di San Mauro Torinese, risalente al 24 febbraio scorso e ospitata nel Castelletto della città. Di più recente istituzione e di uguale importanza sono le prime due antenne ospitate da scuole, quella dell’Istituto comprensivo “Gaetano Salvemini” di Torino, la prima della città, e quella dell’Istituto comprensivo Carignano, dell’omonima città, datate rispettivamente 21 e 22 novembre, in concomitanza con la Festa dell’Albero (e di cui vi parliamo in questo articolo).

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- Vittoria Blancato
- Vittoria Blancato è stata civilista dell'Istituto per l'ambiente e l'educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell'uomo (ECAU) presso l'Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d'istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.
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