Skip to main content

Riserve MAB della biosfera: migliorare il rapporto tra umani e natura

| Vittoria Blancato

Tempo di lettura: 3 minuti

Riserve MAB della biosfera: migliorare il rapporto tra umani e natura
Le Riserve della Biosfera UNESCO promuovono la sostenibilità e la biodiversità, armonizzando uomo e natura con modelli innovativi di sviluppo locale e educazione.

Con l’inaugurazione di due antenne MAB della riserva della biosfera Unesco CollinaPo, cogliamo l’occasione per parlare dell’importante progetto UNESCO per migliorare le relazioni tra l’uomo e l’ambiente. In Italia le riserve sono venti, cinque delle quali lungo l’asta del fiume Po.

Il programma Man and the Biosphere (MAB) è il progetto scientifico internazionale dell’UNESCO, e ha come obiettivo quello di migliorare le relazioni tra l’uomo e l’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la conservazione della biodiversità. Si tratta di un programma intergovernativo che combina le scienze naturali e quelle sociali per favorire il miglioramento delle iniziative per la salvaguardia degli ecosistemi naturali e gestiti, comprese le condizioni di vita degli esseri umani che li abitano. Inoltre, mira a promuovere approcci economici innovativi che siano socialmente e culturalmente appropriati, oltre che ambientalmente sostenibili.

Modelli di sviluppo sostenibile

L’aspetto principale del programma MAB è la sua “Rete mondiale delle riserve della biosfera”. Questa rete include siti d’eccellenza che promuovono l’armonia tra l’umanità e la natura. Le riserve fungono da modelli di sviluppo sostenibile, dove il dialogo partecipativo e la condivisione delle conoscenze sono fondamentali per affrontare sfide a livello globale. Queste riserve contribuiscono anche alla riduzione della povertà e al miglioramento del benessere umano, rispettando i valori culturali delle popolazioni locali e la capacità delle società di adattarsi ai cambiamenti.

Quattro i punti del programma MAB:

1) identificare e valutare i cambiamenti nella biosfera derivanti da attività umane e naturali, anche nel contesto del cambiamento climatico;

2) studiare le relazioni tra ecosistemi e processi socioeconomici, in un contesto di perdita di biodiversità biologica e culturale;

3) garantire il benessere umano di base ed un ambiente vivibile, nel contesto della rapida urbanizzazione e del consumo energetico visti come fattori di cambiamento ambientale;

4) promuovere lo scambio e il trasferimento di conoscenze sui problemi e le soluzioni ambientali, e favorire l’educazione ambientale per uno sviluppo sostenibile.

In Italia venti riserve MAB, cinque sull’asta del Po

Attualmente esistono 759 riserve della biosfera Unesco, distribuite in 136 paesi, e venti di esse si trovano in Italia, le prime risalenti agli anni ‘70. Ogni riserva è divisa in tre aree principali:

– le core areas (aree nucleo) sono zone strettamente protette, punto focale degli sforzi di conservazione e salvaguardia;

– le buffer zones (zone di protezione), sono le zone adiacenti alle core, utilizzate per attività compatibili con buone pratiche ecologiche che possono rafforzare la ricerca scientifica, il monitoraggio, la formazione e l’educazione;

– le transition areas (aree di transizione), dove le comunità promuovono attività economiche e umane sostenibili dal punto di vista socioculturale e ecologico.

In più, all’interno delle riserve, vengono scelti dei punti fisici dei comuni da usare come “antenne MAB”, non dispositivi per le telecomunicazioni, ovviamente, ma luoghi in cui attuare il punto 4 di cui sopra.

CollinaPo, la riserva con più abitanti

Delle venti riserve italiane, cinque si trovano lungo il corso del fiume Po. Tra queste, la Riserva CollinaPo – interamente piemontese e nata nel 2016 – è particolarmente rilevante, non per dimensioni ma per numero di abitanti, essendo quella più densamente popolata, con circa un milione e mezzo di persone. La riserva si estende per 171 mila ettari, comprendendo un totale di 86 comuni, quattro province (Torino, Asti, Cuneo e Vercelli) e venticinque siti della Rete Natura 2000.

Come riportato dal sito ufficiale della riserva, si tratta di “un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato e ricco di eccellenze storiche, architettoniche, artistiche e gastronomiche.”

L’obiettivo principale della riserva è per l’appunto quello della conservazione e protezione di paesaggi, habitat, ecosistemi e biodiversità, anche nelle aree fortemente antropizzate. Non vengono però dimenticate la sperimentazione di pratiche di sviluppo sostenibile, la ricerca e la formazione, e il coinvolgimento di tutta la popolazione, grazie anche alla partecipazione e al supporto dei vari enti presenti sul territorio e ad attività di divulgazione.

La prima antenna MAB della CollinaPo è quella di San Mauro Torinese, risalente al 24 febbraio scorso e ospitata nel Castelletto della città. Di più recente istituzione e di uguale importanza sono le prime due antenne ospitate da scuole, quella dell’Istituto comprensivo “Gaetano Salvemini” di Torino, la prima della città, e quella dell’Istituto comprensivo Carignano, dell’omonima città, datate rispettivamente 21 e 22 novembre, in concomitanza con la Festa dell’Albero (e di cui vi parliamo in questo articolo).

Piccola parte del setup dell'antenna MAB dell'Istituto Comprensivo "Salvemini"

Scrive per noi

Vittoria Blancato
Vittoria Blancato
Vittoria Blancato è stata civilista dell'Istituto per l'ambiente e l'educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell'uomo (ECAU) presso l'Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d'istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.