Skip to main content

Fossili in fuga: la società civile italiana chiede stop ai finanziamenti pubblici internazionali

| Federica Colucci

Tempo di lettura: 3 minuti

Fossili in fuga: la società civile italiana chiede stop ai finanziamenti pubblici internazionali
La società civile italiana chiede al governo di fermare i finanziamenti pubblici ai progetti fossili e investire nella transizione energetica sostenibile.

Mentre si avvicina la COP29 di Baku, in Azerbaigian, un ampio schieramento di organizzazioni della società civile italiana, tra cui ActionAid Italia, Focsiv, Movimento Laudato Si’, ReCommon e WWF Italia, lancia un appello urgente al governo italiano: fermare immediatamente i finanziamenti pubblici internazionali destinati a progetti fossili e indirizzare le risorse verso una transizione energetica giusta e sostenibile. Questo appello è sostenuto anche da partner internazionali come Both Ends, Counter Balance, Friends of the Earth Stati Uniti, Oil Change International e The Corner House.

Le associazioni richiamano l’attenzione sull’importanza di rispettare gli impegni assunti dall’Italia con l’Accordo di Parigi e le dichiarazioni successivi, in particolare la Clean Energy Transition Partnership (CETP) del 2021, che stabilisce il fondamentale obiettivo di ridurre progressivamente il sostegno ai combustibili fossili. Nonostante alcuni segnali di progresso, come la diminuzione dei finanziamenti da parte di Cassa depositi e prestiti (CDP) e SACE, l’Italia continua a essere il principale finanziatore pubblico di combustibili fossili in Europa e il quinto a livello globale, come evidenziato dal rapporto “Public Enemies” di Oil Change International e Friends of the Earth Stati Uniti.

Secondo l’International Institute for Sustainable Development (IISD), i finanziamenti pubblici internazionali ai progetti fossili da parte dei firmatari della CETP sono in calo. Nel 2023, i firmatari hanno stanziato un totale di 5,2 miliardi di dollari per i combustibili fossili, evidenziando una diminuzione significativa rispetto ai 15 miliardi di dollari medi annui del periodo 2019-2021. Tuttavia, nonostante la diminuzione dei finanziamenti ai progetti fossili, non si è registrato un corrispondente aumento degli investimenti nell’energia pulita. Nel 2023, i firmatari della CETP hanno supportato progetti di energia pulita all’estero per un totale di 21,3 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 26 miliardi del 2022.

Le organizzazioni richiedono che i finanziamenti per l’energia pulita siano orientati a rispondere alle reali esigenze delle persone e delle comunità, evitando di aggravare la già precaria situazione debitoria dei paesi del Sud globale. È essenziale che gli aiuti siano erogati per lo più sotto forma di donazioni e che ci sia una crescita dell’aiuto pubblico allo sviluppo, per contrastare l’indebitamento causato da investimenti fossili e da contratti favorevoli alle multinazionali energetiche. Questi contratti spesso privilegiano i profitti privati rispetto all’equilibrio della finanza pubblica e agli investimenti necessari per combattere povertà e disuguaglianze.

La società civile italiana per una transizione energetica giusta

Le organizzazioni della società civile italiana ritengono che l’interruzione dei finanziamenti pubblici esteri all’energia fossile non solo favorisca una transizione più giusta e trasparente, ma possa anche sostenere efficacemente strategie governative come il Fondo Italiano per il Clima e il Piano Mattei per l’Africa.

Nina Pušić, Senior Climate Finance Strategist presso Oil Change International, ha affermato: «L’Italia ha deluso le aspettative, non mantenendo la promessa fatta a Glasgow di porre fine ai finanziamenti internazionali per i combustibili fossili. Continua a destinare miliardi a nuovi progetti di petrolio e gas. Senza politiche basate sulla scienza climatica, le istituzioni finanziarie pubbliche italiane, come SACE, stanno compromettere un futuro vivibile e minando la credibilità degli obiettivi climatici dell’Europa».

Marius Toost, Senior Policy Advisor presso Both ENDS, ha aggiunto: «Nonostante abbia firmato il CETP a Glasgow nel 2021, l’Italia è uno dei pochi paesi europei che non sta rispettando gli impegni presi. È fondamentale che l’Italia agisca con urgenza, interrompendo il suo sostegno pubblico ai progetti di combustibili fossili senza ulteriori ritardi o eccezioni».

Con l’avvicinarsi della COP29, l’appello delle organizzazioni della società civile italiana diventa sempre più pressante, sottolineando l’urgenza di un cambio di rotta per garantire un futuro sostenibile e coerente con gli obiettivi climatici globali. La comunità internazionale osserva con attenzione, e la speranza è che l’Italia possa rispondere a questa chiamata, guidando un impegno rinnovato verso una transizione energetica equa e responsabile.

Scrive per noi

Federica Colucci
Federica Colucci
Giornalista e project manager con esperienza nella comunicazione ambientale e nell’organizzazione di eventi internazionali. Collabora a progetti che promuovono la sostenibilità e l’educazione ambientale attraverso il giornalismo e la gestione di reti globali.