L’occhio discreto, l’obiettivo sensibile e … la Natura protagonista

2022, anno di celebrazioni. Ma questa volta è interessante celebrare una singola esperienza di grande qualità professionale, mossa da un amore incondizionato per la natura. Si, sono i 10 anni di attività di un fotografo naturalista italiano, di residenza piemontese, che non si risparmia nel diffondere la sua speciale attività di ripresa del mondo naturale in tutte le sue sfaccettature: Fabrizio Moglia, che ho avuto la possibilità di poter conoscere grazie ad un comune amico che ha creato nel suo eremo nell’astigiano un luogo speciale per i fotografi naturalistici: il Parco del Bric, Attilio Alessio.

La fotografia naturalistica è un mondo, anzi un universo, tutto a sè dove le qualità sono principalmente saper entrare in natura in punta di piedi, avere tanta, tanta, pazienza, sapersi affidare a chi conosce la natura dei luoghi e saperlo anche riconoscere, oltre a saperci entrare dentro: tutte qualità che Fabrizio ha. Occorre anche essere artigiani, saperci fare con legno e metallo, avere un grande senso dell’equilibrio e saper risolvere situazioni sempre diverse una dall’altra. A beh poi occorre essersi innamorati di Lei, la Natura, e incavolarsi il giusto senza esagerare quando qualcuno, cacciatore o vandalo approfitta del buio per magari rovinarti un appostamento. Ma questa è un’altra storia e Fabrizio la conosce bene.

L’ultima occasione interessante che Moglia offre, apre proprio da questo fine settimana a Pragelato con la sua mostra “Predatori delle Alpi”.

PREDATORI è una mostra fotografica di Fabrizio Moglia che ritrae i principali animali predatori delle nostre Montagne ovvero il Lupo, l’Aquila, l’Astore, l’Ermellino e la Vipera ma anche animali meno noti come il Succiacapre, il Merlo Acquaiolo o il Cuculo che cacciano anche loro seppur prede di minori dimensioni. Le immagini inedite vogliono raccontare queste presenze per esibirne la fierezza e la bellezza. Al contempo per abituare le persone a vedere i Predatori per quello che sono ovvero animali che stanno al vertice della catena alimentare e non come “mostri” assetati di sangue. La mostra è rappresentata da 35 immagini di grande formato e da una parte multimediale, presentata attraverso un monitor da 65” e contenente circa 1000 immagini dell’autore, riprese in varie parti del mondo

Ma il suo mondo variegato è consultabile sul suo sito web http://www.naturecolors.it/zenphoto/, dove vi garantisco una volta entrati è complicato uscirne, per la straordinaria varietà di incontri che potete fare, spesso proprio a quattrocchi con specie di tutto il Pianeta, ed anche per la varietà dei materiali che si possono scoprire a partire dai suoi splendidi volumi. Tra questi anche uno dedicato allo Yellostone, di cui si celebrano i 150 anni proprio quest’anno!

Ma chi è questo esperto delle immagini fotografiche di speciale sensibilità: ecco il suo percorso. Fabrizio Moglia, nasce a Torino nel 1963 dove vive sino ai 26 anni per poi spostarsi sulle colline del Basso Monferrato dove vive tutt’ora. Da sempre appassionato di Natura e di animali e dall’adolescenza fotografo dilettante. Negli anni la passione per la Natura si amplia e dedica gran parte del tempo libero allo studio ed all’osservazione degli animali in natura. Intorno agli anni 90 coniuga le 2 passioni e diventa un fotografo naturalista. Viaggia nei posti più selvaggi del pianeta per fotografare Orsi Polari nella baia di Hudson in Canada, Orsi bruni in Kamchatka, Leoni ed i grandi felini in varie zone dell’Africa, Orsi, Lupi e Ghiottoni in Finlandia, Civette delle Nevi in Nord America, Orici d’Arabia nei deserti arabi, Lontre giganti e Giaguari in Amazzonia e parecchio altro.

Negli ultimi anni decide di approfondire la conoscenza ed il lavoro fotografico in Italia e comincia una ricerca incessante di specie presenti sul territorio nazionale. Successivamente l’areale operativo si restringe ulteriormente e si limita a ritrarre la fauna e la flora piemontese con rarissime sortite fuori da questo territorio.

Nel frattempo modifica anche il modo di fotografare, gradualmente abbandonando i potenti teleobiettivi per passare alla fotografia ambientata grazie ad ottiche grandangolari. L’ultimo passo è quello di limitare ancora di più e di restringere il campo alla fauna piemontese, ripresa con visione grandangolare, solo ed esclusivamente di notte, grazie all’impiego di tecnologie sofisticate, per lo più progettate e costruite in autonomia.  E grazie a questo ulteriore passo, arrivano foto di Lupi, Istrici, varie specie di pipistrelli, Gufi, Allocchi, Barbagianni e Civette, Tassi, Cervi, Caprioli, Faine, Civette Capogrosso, Arvicole, Ghiri, Moscardini, Volpi e moltissimo altro. La gran raccolta di immagini notturne e particolari porta alla redazione di un nuovo libro interamente dedicato agli animali notturni dal titolo “Tenebris”.

Negli ultimi anni ha esposto le sue immagini di Natura a Dubai, a Manila, a Londra, a Mosca ed in numerose locations italiane, in particolare collaborando con i Parchi, con una collezione di circa 40 mostre organizzate. Ha conseguito numerose onorificenze a concorsi Nazionali ed internazionali e collabora con numerose testate.”

Certo questo curriculum parla di una evoluzione davvero interessate, in particolare per questa specializzazione in notturna dove un lato nascosto degli animali da lui ritratti emerge quasi si trattasse di una scoperta di nuove anime, tutte naturali.

Ma non manca l’interessante attività anche editoriale con l’ultimo volume editato Tenebrae proprio tutto dedicato al tema della fotografia notturna.

Quindi non ci resta che andare a visitarla, entro il 21 agosto, questa ultima recente mostra nelle Alpi Cozie realizzata in collaborazione con il parco delle omonime Alpi, ma anche restare aggiornati sui suoi programmi di mostre, perchè si potrebbe essere sorpresi dalle proposte di incontri con animali, piante e viventi davvero speciali e soprattutto fotografati in un modo unico perchè denso di tecnica e d’anima uniti insieme.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

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