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Un atlante fotografico per il Po in Piemonte

| IPPOLITO OSTELLINO

Tempo di lettura: 2 minuti

Un racconto paesaggistico e percettivo del progetto per il fiume Po nelle aree del Parco fluviale del Po piemontese e dei suoi affluenti

In questo prodotto per immagini, sono raccolte le circa 500 fotografie scelte a campione e scattate nel corso degli ultimi tre anni dall’autore, nell’ambito della ricerca sullo stato di attuazione dello strumento di pianificazione territoriale delle aree protette e di tutela lungo il Po in Piemonte, per il tratto delle provincie di Torino, Vercelli ed Alessandria.

La qualità di condivisione delle immagini qui riportata è ridotta rispetto al documento originale per agevolarne la fruibilità di primo livello sul web.

L’ATLANTE FOTOGRAFICO

Il progetto ha riguardato in particolare le aree identificate a schede progettuali nel Piano d’Area del Parco, lo strumento di pianificazione territoriale dell’area protetta.

Il tema della fotografia e del suo rapporto con il territorio è vasto e di grande interesse, culturale, artistico e tecnico: si rinvia alla lettura di questo bellissimo lavoro per tutti li aspetti connessi:  “Fotografia territorio paesaggio”
Autore: Vittorio Curzel, Beppo Toffolon – Editore: Provincia Autonoma di Trento – tsm Trentino School of Management (coordinamento editoriale Vittorio Curzel – tsm|step) – Luogo di edizione: Trento. Anno edizione: 2015 . Stampa: Publistampa, Pergine Valsugana (TN)

 

In questo lavoro non sono collezionati scatti di carattere aulico, ma le testimonianze della percezione del paesaggio così come si pone all’osservatore, oltre alle presenze «anomale» rispetto alla qualità paesaggistica del fiume, che il Piano e l’attività di controllo dell’ente del Parco del Po hanno gestito e spesso anche contrastato, rispondendo alle finalità della pianificazione voluta dalla Regione Piemonte dal 1995. A questi aspetti sono poi affiancate immagini di natura documentaria che riguardano i sistemi di accesso o elementi di dettaglio che connotano tuttavia la qualità della natura percettiva dei luoghi.

Il percorso narrativo parte da valle verso monte coerentemente con la numerazione delle schede del piano d’area redatto su impianto delle prime ricerche in pianificazione ambientale avviate dalla scuola Politecnico di Trino dal Prof. Roberto Gambino, a cui dedico questo lavoro.

Seguendo il tracciato del Po sono anche documentate alcune risalite lungo gli affluenti Dora Baltea, Stura di Lanzo e Sangone, componenti pianificati del Piano d’Area. Le didascalie di accompagnamento sono per scelta molto scarne, con l’intento culturale di far parlare l’immagine e la sua comunicazione paesaggistica, la cui lettura è gioco forza solo ed esclusivamente individuale.

In qualità di autore pubblico qui la raccolta sfogliabile, mentre tali materiali sono in disponibilità dell’ente per il quale tale attività è stata svolta per i suoi usi istituzionali.

Questo è anche un lascito di testimonianza in immagini, in occasione della mia uscita da tale Ente del Po piemontese, del dicembre 2023.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino.
Dal 2022 è membro effettivo del Centro di Etica ambientale di Parma, mentre nel dicembre 2024 lascia anticipatamente il mondo dei parchi nei quali ha lavorato per oltre 30 anni, svolgendo prima attività professionale e poi accedendo alla pensione, proseguendo oggi nel suo impegno teorico e pratico a favore del pensiero ecologico.