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Greenpeace lancia l’allarme. PFAS: contaminazione diffusa nell’acqua potabile in Italia

| Redazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Greenpeace lancia l’allarme. PFAS: contaminazione diffusa nell’acqua potabile in Italia
Allarme PFAS in Italia: Greenpeace rileva contaminazione nel 79% dell’acqua potabile. Indagine su 260 campioni evidenzia rischi per la salute e mancanza di controlli adeguati

Greenpeace Italia ha presentato la prima mappa della contaminazione da PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) nelle acque potabili italiane, evidenziando un quadro allarmante: il 79% dei 260 campioni analizzati è risultato positivo a questi composti chimici pericolosi, spesso cancerogeni.

L’indagine indipendente, condotta tra settembre e ottobre 2024 in 235 città italiane, ha monitorato per la prima volta anche i PFAS a catena ultracorta come il TFA (trifluoroacetato), una sostanza persistente e difficile da rimuovere con i trattamenti di potabilizzazione. I risultati sono preoccupanti: il TFA è stato rilevato nel 40% dei campioni, con concentrazioni elevate in città come Castellazzo Bormida (AL), Ferrara e Novara.

Contaminazione diffusa in tutte le regioni

Greenpeace ha rilevato almeno tre campioni positivi in ogni regione italiana (eccetto la Valle d’Aosta, dove sono stati prelevati solo due campioni). Le aree più colpite includono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Sardegna, con livelli elevati in città come Milano, Torino, Vicenza, Genova, Prato e Cagliari.

Una crisi ignorata dalle istituzioni

Nonostante l’Italia sia uno dei paesi europei con i casi di contaminazione più gravi, i controlli sui PFAS restano scarsi o assenti in molte aree. La direttiva europea 2020/2184, che entrerà in vigore nel 2026, stabilisce limiti per questi composti, ma Greenpeace sottolinea che tali parametri sono già superati dalle evidenze scientifiche più recenti.

Secondo Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, «è inaccettabile che il governo italiano continui a ignorare questa emergenza. La popolazione ha diritto ad acqua pulita, libera da veleni e contaminanti».

Leggi anche: Come spendere 110 mila euro di denaro pubblico per avvelenare bambini e ambiente

Una petizione per mettere al bando i PFAS

Greenpeace ha raccolto oltre 136 mila firme per chiedere al governo di vietare la produzione e l’uso di PFAS, sostituendoli con alternative più sicure già disponibili. Tuttavia, l’azione legislativa tarda ad arrivare, lasciando milioni di italiani esposti a un rischio sanitario inaccettabile.

Per approfondire, Greenpeace mette a disposizione:

La mappa della contaminazione e i materiali correlati sono consultabili sul sito di Greenpeace Italia.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.