Un altro 14 ottobre per ricordare perché educare all’ambiente conta ancora
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Il 2026 è alle porte, e come ogni 14 ottobre, da ormai diversi anni, la comunità internazionale dell’educazione ambientale si è unita per celebrare la Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale.
Una ricorrenza nata per ricordare la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Educazione ambientale, tenutasi a Tbilisi, in Georgia, dal 14 al 26 ottobre 1977. L’incontro, organizzato da UNESCO e UNEP, gettò le basi per un’educazione ambientale globale, fondata su conoscenza, partecipazione, senso critico e responsabilità condivisa.
Nel 2017, in occasione del 40° anniversario della conferenza, il WEEC Network (World Environmental Education Congress) ha promosso ufficialmente il 14 ottobre come Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale, coordinando ogni anno le celebrazioni in tutto il mondo.
Da allora, in quel giorno, ma soprattutto ogni giorno, educatori ed educatrici, enti, associazioni, scuole e cittadini portano avanti questi principi in parchi, musei, centri culturali e spazi di comunità, trasformando la conoscenza in azione.
Ma perché dedicare una giornata a questo tema?
Perché ogni anno torniamo a dirlo e a ripeterlo, eppure è una storia che non invecchia mai.
Un invito a fermarsi, a riflettere, a ricordare che l’educazione ambientale non è solo una disciplina, ma una pratica quotidiana: un modo di vedere il mondo e di abitarlo con consapevolezza. E soprattutto, un modo per rinnovare ogni volta un impegno collettivo.
Prendiamo oggi per riflettere su questo, ma portiamolo con noi sempre.
Perché l’educazione ambientale continua a essere la chiave per affrontare la complessità del presente e immaginare un futuro più giusto e vivibile per tutti.
Lo sapevi che… tutto è iniziato prima di Tbilisi?
Il concetto di educazione ambientale nasce nel 1969 grazie al lavoro del professore statunitense William B. Stapp, dell’Università del Michigan, che la definì come un percorso capace di sviluppare conoscenza, valori e abilità per risolvere i problemi ambientali attraverso la cooperazione tra individui e comunità.
Stapp, primo responsabile della sezione UNESCO dedicata all’educazione ambientale, contribuì a diffondere in tutto il mondo l’idea che educare all’ambiente significhi educare alla pace, alla giustizia e alla responsabilità collettiva.
Ispirato da questa visione, dal 2017, il WEEC Network coordina la Giornata mondiale dell’educazione ambientale, rinnovando ogni anno un impegno condiviso: costruire società più consapevoli, eque e sostenibili.
E tu, come l’hai celebrata?
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- Michela Colpo
- Michela Colpo, laureata in Scienze biologiche e in Didattica e comunicazione delle scienze naturali, si occupa di comunicazione scientifica attraverso diversi media: giornalismo, social e podcast. Attualmente produce il podcast Eco Talks.
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