Rendiamo le scuole capitali del quartiere

Si vota per le amministrative in quasi tutte le grandi città. Una proposta per gli eletti (e per chi è già in sella): al centro dei quartieri (organizzati con il criterio dei “15 minuti”, che è anche un ottimo modo per fare educazione ambientale urbana) le scuole rinnovate e rese polifunzionali. E il piano del Ministero dell’Istruzione “RiGenerazione Scuola” può essere una occasione per farlo.

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Cornucopia, ovvero il pericoloso Paese di Bengodi dell’energia

È da auspicare una disponibilità illimitata di energia, economica e facile da ottenere? O in un pianeta finito ci sono (e addirittura è bene che ci siano) limiti alla crescita anche della disponibilità energetica? Da un romanzo distopico un ammonimento.

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Sardegna in fiamme, come il resto del mondo

Incendi senza precedenti devastano la Sardegna (a devastare le coste ci pensa il business), mentre lobby e potenze grandi utilizzatrici di combustibili fossili sabotano l’azione dei pompieri mondiali.

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Auguri, Edgar!

Compie cento anni Edgar Morin, filosofo della complessità e della cittadinanza planetaria, uniti da un’unica comunità di destino, educatore di educatori, propugnatore di “teste ben fatte” sulla base di “sette saperi” necessari all’educazione del futuro. Nato a Parigi, ma, come racconta il suo grande amico Mauro Ceruti in una intervista su “7” del “Corriere della sera”, «di origine ebraica sefardita, un po’ italiano e un po’ spagnolo, profondamente mediterraneo, cittadino del mondo, figlio della Terra-Patria».

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Giornata del rifugiato. UNHCR: aumentano i rifugiati climatici

Il rapporto dell’UNHCR sull’andamento del 2020 avverte: nel mondo aumentano profughi e rifugiati e l’emergenza climatica è spesso una causa o concausa delle migrazioni forzate. Sofferenze umane e disastri ambientali sono l’effetto perverso di un sistema da sostituire con una nuova civiltà ecologica.

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Il clima dell’educazione ambientale

Anche l’educazione ambientale ha sofferto perdita di posti di lavoro e bilanci in rosso. Notevole però anche la creatività e la voglia di resistere, in vista di una ripartenza che dovrà avvenire alla luce degli insegnamenti della pandemia (o sindemia). Costruire comunità, tessere una rete “salvafuturo” serve a dare forza a tutto il sistema nazionale, ma anche a contribuire sempre più e meglio alla sfida fondamentale, quella di una transizione verso la civiltà ecologica di una società decarbonizzata, grazie anche (o forse soprattutto) a un cambiamento radicale di mentalità e di cultura, frutto di una educazione finalmente “sostenibile”. L’editoriale di “.eco” di giugno 2021.

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Libertà di stampa, Italia ultima in Europa. Per fortuna c’è anche una informazione “costruttiva”

Il 3 maggio è la Giornata mondiale della libertà di stampa, che in Italia si celebra dal poco invidiabile quarantunesimo posto, ultima in classifica in Europa, e con circa 20 giornalisti sotto scorta. Tra minacce mafiose, precariato, scarsità di editori puri, dilagare di scandalismo e fake news, entropia della “infosfera” il nostro paese non se la passa bene e sono oltre 130 i Paesi nel mondo in cui, secondo Reporter senza frontiere, l’esercizio del giornalismo “vaccino principale” contro la disinformazione è “totalmente o parzialmente bloccato”. Anche la scuola può giocare un ruolo importante educando alla lettura dei media. E questa giornata va dedicata anche agli educatori e alle educatrici ambientali.

Per la Giornata il Movimento Mezzopieno ha lanciato la Giornata dell’informazione costruttiva (cui anche “.eco” ha aderito), riunendo i professionisti dell’informazione che danno risalto a notizie, approfondimenti, reportage e storie costruttive.

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L’aria pura della libertà

Non a caso in tutto il mondo si canta la “Bella ciao” per il clima: partigiani ieri per la libertà, la pace e la democrazia, gli stessi ideali di oggi dei “partigiani dell’ambiente” che lottano per la giustizia sociale e ambientale. Tutto il “verde” del 25 aprile.

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Relazioni USA-Italia: cominciarono con il fondatore del moderno ambientalismo

George Perkins Marsh

Italia e Stati Uniti hanno celebrato i 160 anni di relazioni diplomatiche (11 aprile 1861). Il primo rappresentante diplomatico nel Regno d’Italia fu George Perkins Marsh, che restò nel nostro paese fino alla morte (1882). Marsh, con “Man and Nature” è stato anche l’autore del primo studio sistematico dell’impatto umano sull’ambiente.

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“Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze”, il nostro motto

Perché il mondo delle realtà educative ha a che fare con l’uguaglianza e la differenza, con la giustizia e con la libertà. L’azione educativa – specie quella che vuole promuovere “sostenibilità”, vero benessere e valori di solidarietà e di pace – è, o dovrebbe essere, un’azione emancipatrice e inclusiva, forza creatrice di una società “polifonica”. Proposte per una “educazione in transizione”.

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Il mondo dell’educazione alla prova di nuove sfide

 

“.eco” e la Rete WEEC sono impegnate per il rinnovamento del sistema educativo. Per partecipare scrivere a redazione@rivistaeco.it

Scuola, università, educazione non formale e informale nel mondo in tempesta dell’Antropocene, un mondo vecchio e malato che non muore, un mondo nuovo che non riesce a nascere. Volere, sapere e potere essere perno del cambiamento, questa la sfida da raccogliere. Ma per farlo occorrono più lavoro comune e più punti di contatto e contaminazione reciproca: è un appello che lanciamo e un impegno a rafforzare il nostro contributo in tal senso.

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Letterina al 2021. Ma non è un cambio di data che cambia il mondo

Dato l’addio senza rimpianti al 2020 (ma per molti con dolorosi ricordi), si cerca di guardare con speranza e ottimismo al 2021 appena iniziato e che avrà, come tutti gli anni, vita breve (appena 12 mesi). L’anno nuovo sarà migliore solo se si guarderà veramente al bene comune e alle cose che contano davvero. Perché non è un cambio di data che cambia il mondo.

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Rispondere alla domanda più drammatica del nostro presente. Per la scuola e l’università occorre un progetto educativo di ampio respiro

Occorrono strategie unitarie per dare un futuro all’umanità e al Pianeta. Per la scuola e l’università l’educazione ambientale può essere il faro che guida un progetto educativo adeguato alle sfide che l’umanità sta affrontando. La conferma di Sergio Costa all’Ambiente e la promozione di Lorenzo Fioramonti al MIUR possono consentire un rafforzamento delle politiche di cultura ambientale di cui i protocolli già firmati costituiscono la premessa.

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L’educazione sostenibile per ripensare il sistema di istruzione

“.eco” e la Rete WEEC sono impegnate per il rinnovamento del sistema educativo. Per partecipare scrivere a redazione@rivistaeco.it

Il grido di dolore di studenti, docenti, famiglie, presi tra l’incudine di una didattica a distanza forzata, improvvisata e faticosa e il martello della chiusura delle aule. Un report delle prime discussioni del tavolo di lavoro che abbiamo creato per rilanciare il dibattito sul rinnovamento del sistema educativo. È il momento di ripensare davvero metodi, finalità, strutture, ordinamenti. All’insegna di una “educazione sostenibile”: didattica a distanza e didattica in presenza si cambiano insieme. Al tavolo c’è posto: benvenute e benvenuti.

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Clima. Sei giovani portoghesi portano 33 paesi (tra cui l’Italia) davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Gli Stati dovranno dare spiegazioni circa il mancato adempimento agli obblighi previsti dalla lotta al riscaldamento globale. Una iniziativa di sei portoghesi tra gli 8 e i 21 anni, sostenuti da una campagna internazionale. Una forma di eco-attivismo senz’altro da sviluppare in programmi di “educazione civica” e di formazione alla cittadinanza attiva. Più di mille le azioni giudiziarie in tutto il mondo negli ultimi dieci anni.

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Politiche fiscali, una chiave anche della transizione ecologica

Mentre le misure di sostegno all’economia incrementano un debito a lungo termine, riprende il dibattito sul fisco. La tendenza all’appiattimento delle aliquote in corso da decenni va invertita, l’elusione e l’evasione fiscale vanno eliminate per davvero. La tutela dei beni collettivi (istruzione, sanità, servizi pubblici) e la transizione ecologica passano attraverso politiche di equità e redistribuzione della ricchezza. E come si insegna economia nelle scuole e all’università? Come se ne parla sui mass media? Domande interessanti, cui bisognerebbe cominciare a rispondere.

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Pessimismo o ottimismo? Notizie buone e cattive, i dilemmi della comunicazione ambientale (e degli educatori)

I migranti sbarcati su una spiaggia di Massa Lubrense

Ovvero premier britannici e salumiere campane. Catastrofismo o fiducia nelle magnifiche sorti e progressive dell’umanità? Homo homini lupus o esseri umani fondamentalmente buoni? E gli ambientalisti devono lanciare allarmi più forti o evidenziare le trasformazioni positive in atto? Dilemmi che toccano le strategie comunicative ma anche il ruolo che hanno, rispettivamente, azioni dal basso, comportamenti personali, innovazione sociale e scelte politiche generali.

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Futuro, sostenibilità, ambiente. Le parole chiave del 5×1000

Una serie di strumenti (il primo ha più di trent’anni), attività articolate a livello nazionale e internazionale, una esperienza unica in Italia di supporto a tutta la comunità dell’educazione ambientale, valori fondamentali per la costruzione di un futuro sostenibile e di una società equa, inclusiva, coesa: queste alcune delle ragioni per destinare il 5×1000 (codice fiscale 02793420015) a chi lavora per diffondere cultura e sensibilità ambientale, premessa indispensabile a una “eco-ricostruzione” dalle macerie che la pandemia sta seminando. Mandaci anche tu le tue ragioni.

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Scuola: “Usare la quarantena per un apprendimento libero, genuino e completo”

Vedi anche il dossier e il dibattito su questo sito

“Ci vuole un apprendimento libero da un’indebita dipendenza da costosi gadgets”. Una riflessione dal Bhutan, tessera della comunità planetaria di destino. Anche il piccolo regno himalayano è in quarantena e le case diventano aula. Takur S Powdyel, già ministro dell’istruzione e autore di “La Mia Scuola Verde”, propone: lasciamo gli studenti liberi di esplorare e di trovare modi innovativi e originali per dimostrare quanto hanno imparato. Ma in primo luogo occorre ricordarsi che la Vita è il principio base dell’apprendimento ed è la priorità “Numero 1”.

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