Contro l’inquinamento atmosferico anche una svolta culturale e molta formazione

Il protocollo che istituisce un piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria prevede anche l’informazione ai cittadini. Ma cambiare i comportamenti, coinvolgere, produrre una svolta culturale è stato un punto sottolineato da molti interventi al Clean air dialogue di Torino. L’importanza dell’educazione ambientale e della formazione nelle risposte del ministro dell’Ambiente Sergio Costa alle nostre domande.

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Non lasciamo soli i ragazzi a lottare per il futuro

Continua ed evolve la mobilitazione mondiale dei giovani che in nome dell’emergenza climatica sottolinea il legame tra giustizia sociale e giustizia ambientale. Cominciano ad affiancarsi i “Parents for future” ma è tutto il mondo “adulto” che dovrebbe unirsi a cortei e sit-in, per esigere la conversione ecologica

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Sì, ora! Dal Club di Roma un invito alla mobilitazione per creare una nuova storia

Scienziati ed economisti convenuti dai cinque continenti nella capitale il 17 e 18 ottobre per i 50 anni del Club di Roma, per mostrare a che punto è arrivato l’Antropocene e cercare nuove strade. L’invito è a mobilitarsi (“Ora!) in tutto il mondo, perché il tempo è scarso. Le minacce infatti sono gravi, ma le soluzioni sono numerose, già messe in pratica in vari casi. Invocato un “nuovo Illuminismo”, non più quello etnocentrico del XVIII secolo, ma fondato sul senso dei limiti del Pianeta, nel solco dell’insegnamento di Aurelio Peccei e del primo celebre rapporto sui limiti della crescita, e dell’appartenenza alla Terra, nostra casa comune. E su un nuovo protagonismo femminile.

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Il futuro dell’Unione Europea: stabilità e benessere. Dimenticando il PIL

Un appello (sensato e urgente, che chiama in causa anche tutti noi) di 238 accademici pubblicato su “The Guardian”: bisogna impegnarsi per un futuro di benessere ecologico e umano basato sul superamento della crescita e non sulla crescita del PIL. Occorrono nuovi indicatori e un patto tra tutti gli Stati membri per assicurare stabilità e benessere, soddisfacendo i bisogni essenziali dei cittadini europei, riducendo il consumo di risorse, i rifiuti e le emissioni inquinanti.

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La natura non condona. Soffriamo della sindrome di Phileas Fogg

L’economia mondiale sta bruciando le residue risorse della biosfera, di biocapacità e di risorse non rinnovabili, per tenere in piedi un sistema basato sulla produzione e il consumo di massa e sullo sfruttamento incontrollato della natura e del lavoro umano. Incendi, consumo di suolo, via libera ai combustili fossili e in generale a una crescita insostenibile e incontrollata sono aspetti di una “sindrome di Phileas Fogg”: sfruttiamo tutto il possibile, come il protagonista de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Verne fece bruciare ogni cosa sul piroscafo che lo riportava in Inghilterra, pur di arrivare e vincere la sua scommessa. Ma la natura non condona e non perdona

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Cresce la Nuova Educazione Ambientale

La campagna sulla città sostenibile e i bambini, il dialogo fra istanze educative durante le Giornate nazionali di Weec Italia a Napoli. L’editoriale su .eco di giugno

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Pianificare il territorio, eticamente

Etica civile e governo del territorio: se ne parla il 12 gennaio in un seminario a Torino

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Non piove sul non bagnato

Torino e il Piemonte sono in questi giorni  un esempio del perverso intreccio di effetti  riconducibili a un modello di produzione e consumo che cambia il clima del pianeta. Ma i media sanno rompere la cappa della rimozione?

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Informazioni mobilitanti e azioni responsabilizzanti le chiavi per salvare il Pianeta

A Mantova, presso il Parco del Mincio, XI Workshop annuale dei Parchi di Lombardia. Educazione ambientale e rapporto con i mass media il tema della tre giorni di interventi, dibattiti e laboratori

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Sommersi da un mare di plastica

Cresce l’attenzione per l’inquinamento da plastica di mari e oceani. Parte da Torino una mostra (“Ocean plastic lab”) che toccherà Parigi, Washington, Bruxelles e Berlino. E da Milano un allarme: a bordo della plastica viaggiano anche le specie invasive

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Prendersi cura di una Terra inquieta

Spostare in avanti l’Overshoot Day, cambiare i criteri di misurazione del benessere, intensificare l’impegno per la giustizia ambientale e sociale. Ma se fossimo anche noi un po’ tutti (o quasi) dei criminali, assassini di biodiversità e di equità? 

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Sardinia Symposium 2017

Dopo lo straordinario successo del 2015, Sardinia Symposium è lieta di annunciare il 30° anniversario

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I parchi, un po’ meno parchi e più business

Passa alla Camera la contestata legge sui parchi. Contrarie tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Ora si spera in miglioramenti al Senato

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Il valore dell’educazione ambientale, le sue luci, le sue criticità

Cosa rispondere alla domanda “se e quanto è importante investire in educazione ambientale”?

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Le ferrovie tolgono il disturbo

Solo posti in piedi in treno e alla stazione

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Se la natura fa default

Meno 30% di biodiversità in circa 40 anni, fino a -60% nei Tropici. In un anno consumiamo nel mondo le risorse di un pianeta e mezzo; in Italia di 2,5 pianeti ogni anno. Questi i dati del Living Planet Report presentato a maggio.

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Ambiente: ora o mai più

Se nuove politiche non svilupperanno la green economy, il mondo si avvierà verso una situazione sempre più drammatica. Parola dell’OCSE.

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“Società civile sveglia!”, un grido dall’Asia

Il dibattito in vista della conferenza internazionale di Rio de Janeiro su green economy e governance ambientale si scalda. “Rio

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Aria nuova nell’ambiente scuola

Nel numero di marzo 2012, .eco ha pubblicato un’ampia intervista a Marco Rossi Doria, sottosegretario all’Istruzione nel Governo Monti. Riportiamo qui il testo integrale dell’intervista (di Patrizia Bonelli e Mario Salomone)

 

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