Giovani impegnati, il futuro è già qui

Il Camp internazionale di Fridays for future a Torino è stato l’evento politico più importante della settimana del 25 luglio, benché semi-ignorato dai mass media. Il movimento mondiale nato dallo sciopero solitario di Greta Thunberg tiene negli anni, matura e si allarga dal clima ai temi della giustizia sociale e ambientale.

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Acqua e energia, la sindrome del Prode Anselmo. Senza dimenticare quella di Phileas Fogg

Ridurre i consumi, eliminare gli sprechi, cambiare stili di vita e sistemi produttivi è la prima azione da fare se manca l’energia o l’acqua scarseggia. Se il secchio è bucato, prima di mettere altra acqua bisogna chiudere i buchi. Altrimenti si fa la fine del Prode Anselmo, parente stretto di Phileas Fogg.

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Le quattro centralità dell’educazione ambientale

Grande attenzione e vasta eco per il convegno internazionale “Nature in Mind. Una nuova cultura della natura per la tutela della biodiversità. L’educazione formale, non formale e informale di fronte alla complessità del mondo naturale” (Roma, 19 e 20 maggio 2022). Una grande pluralità di voci dall’Italia e da tutti i continenti per lavorare a “una nuova cultura della natura” come fondamenta del futuro e come guida per una rigenerazione dell’apprendimento e di sistemi formativi di ogni tipo. Quattro le centralità emerse in un evento che “è stato un evento”.

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Un maestro “tocca il futuro”. La scuola di Lunana sul palco degli Oscar

Nelle sale “Lunana”, finalista agli Oscar 2022 come miglior film internazionale. Location il villaggio più remoto del Bhutan e forse del mondo e la sua scuola. Dove un giovane maestro che sogna di emigrare in Australia vive un’esperienza che lo cambierà. A Lunana andò, ovviamente a piedi, anche il ministro dell’istruzione del regno himalaiano, in occasione dell’International Literacy Day. Ma questa è un’altra storia, che vi racconta lui stesso, cliccando QUI

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2 marzo, i 50 anni dei “limiti”

Il 2 marzo 1972 veniva presentato ufficialmente il rapporto “The Limits to Growth” realizzato dal Massachusetts Institute of Technology per il Club di Roma, primo frutto dell’instancabile azione di Aurelio Peccei. Viviamo, sempre più numerosi, su un piccolo pianeta dalle risorse finite e sempre più sotto stress. Una verità apparentemente scontata, dimostrata a suon di dati inoppugnabili, ma che ancora molti faticano ad accettare. Con tutte le gravi conseguenze del caso.

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Il futuro delle api è…in gioco

L’organizzazione no profit Taller delle Terre ha lanciato un gioco da tavolo per educare i più piccoli alla cura del mondo delle api e per offrire alle piccole amiche della Natura un futuro più sicuro.

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Pechino 2022: le Olimpiadi ai tempi della crisi climatica

I Giochi Olimpici invernali di quest’anno sono i primi nella storia ad avere neve al 100% artificiale. Pechino ha dichiarato di voler rendere l’evento il più green di sempre, investendo nell’energia rinnovabile e puntando su tecnologia di punta. Tuttavia, persistono numerosi dubbi riguardo le capacità di assicurare un’edizione sostenibile e rispettosa del territorio e di chi lo abita.

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2022, un anno da dedicare a biodiversità e protezione della natura

Risvolto fondamentale della lotta al riscaldamento globale, presupposto di ogni transizione ecologica degna di questo nome, l’impegno per la cura della vita della Terra nel 2022 si nutre di ricorrenze e appuntamenti italiani e internazionali: dal bicentenario della fondazione dell’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna (Regie patenti del 15 ottobre 1822) alla conferenza mondiale delle parti sulla biodiversità (COP15), dal cinquantenario di “The Limits to Growth” e della conferenza di Stoccolma ai 60 anni da “Primavera silenziosa”, dal centenario dell’istituzione del Parco nazionale del Gran Paradiso, ai 150 anni del Parco di Yellowstone e ai 140 anni dalla morte di George Perkins Marsh. Ed entra nel vivo il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi.

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40 candeline: i nostri primi quarant’anni

Il 6 gennaio 2022 compiamo 40 anni, con la speranza di poter contribuire ancora a lungo alla costruzione di una cultura di pace e di sostenibilità. Se l’educazione, che non può che essere “ambientale”, riuscirà a far capire quanto l’umanità sia connessa al pianeta, ne dipenda, lo influenzi e sia toccata dalle modificazioni provocate. E se riuscirà a dare una svolta a paradigmi e visioni del mondo.

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Pietro Greco, “cantastorie della scienza”

Giornalista scientifico tra i più grandi, e in qualche modo “cantastorie di scienza”, perché la scienza la raccontava bene, scoprendo anche storie sconosciute ai più o mettendo sotto luce nuova le più note. A un anno dalla sua prematura scomparsa, molte iniziative per ricordare Pietro Greco. Tra queste una biografia a cura di Ugo Leone in uscita a gennaio 2022 nella collana “La parola alle parole” dell’editore Doppiavoce.

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Pietro Greco, attento e preveggente osservatore dei legami tra scienza, ambiente e politica

A un anno dalla scomparsa di Pietro Greco, grande giornalista scientifico e firma autorevole di “.eco”, lo ricordiamo ripubblicando l’articolo del numero di marzo 2021 che ripercorre alcuni dei suoi contributi alla rivista. Pietro Greco aveva scritto per noi fino al numero di dicembre 2020 e in quello stesso numero avevamo recensito uno dei suoi ultimi libri: gli alberi fotografati da Besana e visti con l’occhio sensibile e colto dell’acuto scrittore di scienza.

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“Ristrutturazione della conoscenza e crescita di competenze critiche contro l’appropriazione di natura”. Le Cattedre UNESCO italiane per la sostenibilità

Trentasette Cattedre UNESCO lanciano una “Dichiarazione per la sostenibilità” come espressione del loro impegno nello sviluppo dell’educazione e della conoscenza in relazione alla sfida ambientale globale. L’invito, rivolto anche all’istituzione universitaria nazionale, è un approccio all’educazione come “bene comune” e alla conoscenza come “bene comune globale” che conduca a una “sostenibilità integrale”. Il futuro del pianeta come punto di convergenza di diversi campi disciplinari.

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Vaccini e cure contro il bla bla bla

Dilaga il bla bla bla e forse non è sempre un male, bisogna però guardarsi dalle varianti. Il rimedio per fortuna c’è: la visione scientifica ed etica, la riconnessione con la natura, la comprensione della complessità delle sfide, la capacità di sviluppare una risposta integrale a crisi interconnesse e di agire di conseguenza. Ovvero, tutto quello che solo una educazione formale, non formale e informale ispirata all’ambiente e alla sostenibilità può dare a un’umanità divisa, disorientata e incattivita dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie.

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Crisi climatica: mi riguarda e me ne occupo

Perché per molti la crisi climatica rimane un problema distante? Come comunicare meglio? Per premere maggiormente sui decisori politici e le imprese occorre che più persone si rendano conto che il riscaldamento globale le riguarda e se ne (pre)occupino. Per l’educazione ambientale una bella sfida.

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Guardare la natura con gli occhi di Michele

Un volume di foto e articoli di Michele Panuccio, osservatore del cielo “con i piedi per terra”, è anche l’occasione per ribadire la centralità della biodiversità e di farlo “sul campo”, unendo competenza scientifica e militanza intellettuale e sociale.

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Pandemia e clima, negazionismi gemelli

Dietro le violenze squadriste dei no-pass un vasto terreno di coltura del virus antiscientifico e complottista, sovrapponibile al negazionismo climatico.

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Rendiamo le scuole capitali del quartiere

Si vota per le amministrative in quasi tutte le grandi città. Una proposta per gli eletti (e per chi è già in sella): al centro dei quartieri (organizzati con il criterio dei “15 minuti”, che è anche un ottimo modo per fare educazione ambientale urbana) le scuole rinnovate e rese polifunzionali. E il piano del Ministero dell’Istruzione “RiGenerazione Scuola” può essere una occasione per farlo.

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Cornucopia, ovvero il pericoloso Paese di Bengodi dell’energia

È da auspicare una disponibilità illimitata di energia, economica e facile da ottenere? O in un pianeta finito ci sono (e addirittura è bene che ci siano) limiti alla crescita anche della disponibilità energetica? Da un romanzo distopico un ammonimento.

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Sardegna in fiamme, come il resto del mondo

Incendi senza precedenti devastano la Sardegna (a devastare le coste ci pensa il business), mentre lobby e potenze grandi utilizzatrici di combustibili fossili sabotano l’azione dei pompieri mondiali.

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