Giovani impegnati, il futuro è già qui

Il Camp internazionale di Fridays for future a Torino è stato l’evento politico più importante della settimana del 25 luglio, benché semi-ignorato dai mass media. Il movimento mondiale nato dallo sciopero solitario di Greta Thunberg tiene negli anni, matura e si allarga dal clima ai temi della giustizia sociale e ambientale.

Il meeting internazionale torinese di FFF (25-29 luglio), che si è chiuso venerdì 29 con un animato corteo, è stato l’evento politico più importate della settimana, anche se l’attenzione dei mass media italiani (che hanno pressoché ignorato il “camp”) è andata al traffico da ora di punta di parlamentari in transumanza da una formazione all’altra.

Politico e importante perché clima e ambiente sono “la” questione globale e del secolo: patiamo le conseguenze delle scelte e delle non-scelte di decenni.

I FFF hanno dimostrato capacità e intuizione politica cercando fin dall’inizio il confronto con scienziati, intellettuali, figure rappresentative di una lunga tradizione politica e della società civile (al Camp di Torino, ad esempio, Carlo Petrini e Luciana Castellina) e legando i temi ambientali a quelli sociali. L’urgenza del cambiamento di rotta (che in altri è rituale e facilmente dimenticata) è rimasta al centro del loro impegno.

La dimensione globale del movimento (testimoniata anche a Torino dalla presenza di giovani provenienti da tutto il mondo, molti dei quali, significativamente, dal sud del mondo) è reale, consistente e più unica che rara.

Il futuro è ora

Ammirevole poi (in un mondo in cui opportunismo e conformismo spesso fanno da padroni) la loro capacità di resistere alla valanga di insulti che arrivano da molti commentatori e alla congiura del silenzio degli altri (vedasi ad esempio la ricerca commissionata da Greenpeace sui mass media italiani: i TG dedicano al clima meno dell’1% delle notizie, non vanno meglio i quotidiani, con la parziale eccezione del cattolico “Avvenire”).

Si parla molto di transizione a beneficio “delle future generazioni”, ma tra catastrofe climatica, sesta estinzione di massa, siccità e crisi alimentare, eventi estremi, guerre (per la maggior parte dimenticate, ma purtroppo molto più numerose di quanto appaia sui mass media e nell’agenda politica), pandemie attuali e venture, il futuro è già qui e tocca la vita dell’intera umanità.

Così come la “future generazioni”, che con i FFF e i movimenti più attivi sono per fortuna qui per prendere, con intelligenza e decisione, il testimone delle battaglie cresciute dagli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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