L’ambientalismo italiano rende omaggio a Giorgio Nebbia

All’età di 93 anni si è spento Giorgio Nebbia, uno dei padri dell’ambientalismo italiano. Collaboratore da sempre di “.eco”, era autore di migliaia di articoli su giornali e periodici e di molti libri. Per la nostra rivista aveva scritto anche “Erano andati a sciare”, dodici suoi racconti scientifici caratterizzati, come sempre, da uno stile efficace e agile. In suo ricordo il PDF di “Erano andati a sciare” è scaricabile gratuitamente dal nostro sito.

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Alberto Cavaliere, ovvero quando la chimica strappa il sorriso

Quasi tutti gli studenti e la maggior parte delle persone credono che “la chimica” sia una cosa astrusa e complicata,

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Meraviglie della clorofilla, base della vita

Senza la clorofilla non ci sarebbe vita: ad ogni istante, infinite piccole molecole della clorofilla, di colore verde, permettono la combinazione dell’anidride carbonica dell’aria con l’acqua dell’aria e del suolo; con l’energia luminosa del Sole si formano così le molecole che diventeranno zuccheri, amido, cellulosa, proteine, grassi, eccetera. E la fotosintesi sottrare dall’atmosfera anidride carbonica e immette ossigeno. È un lavoro formidabile che la natura sa fare così bene, senza fatica e senza macchine, semplicemente esponendo le foglie verdi alla luce e all’energia irradiati dal Sole. La struttura della molecola fu studiata da Richard Willstätter (1872-1942) che per questo ottenne il premio Nobel per la chimica nel 1915, ma fu perseguitato perché ebreo.

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L’Antropocene: tutto cominciò con la polvere da sparo

Una delle scoperte che hanno contribuito a modificare l’ambiente naturale e soprattutto i rapporti umani è stata quella della polvere da sparo. Il dominio coloniale, lo sviluppo di complessi apparati militari, la crescita dei costi con conseguente importanza della finanza per pagare le spese di guerra, la ricerca e lo sviluppo tecnologico asserviti a strumenti di morte e distruzione: tutto questo, se ebbe la sua impennata decisiva con la Rivoluzione industriale del XVIII secolo, cominciò in Europa tra il 1300 e il 1400, mettendo a frutto una scoperta cinese.

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La bilancia di Al-Khazini e come scoprire le frodi

Biblioteche, scuole, università, osservatori astronomici, ospedali, farmacie: l’età d’oro del mondo islamico, tra il 700 e il 1300, vide un ricca produzione culturale e rapporti commerciali che spaziavano dall’Atlantico alla Cina e richiedevano anche un sofisticato sistema di lotta alle frodi. Tra i maggiori esperti, Al-Khazini, vissuto nella capitale dell’impero selgiuchide, che usava tra l’altro una bilancia precisa al milligrammo. La conoscenza di antiche civiltà e di lingue come l’arabo, il cinese, l’hindi ci può insegnare maggiore umiltà ed evitare errori politici.

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Fare economia circolare con la manioca e combattere la fame

La manioca, con cui si fa la farina di tapioca, contiene proteine in modesta concentrazione e che sono povere di amminoacidi essenziali, per cui le popolazioni che se ne nutrono sono esposte a malattie per la loro carenza. Ma molti cicli dell’industria agroalimentare generano sottoprodotti ricchi di proteine pregiate che spesso vengono eliminati, spesso come rifiuti inquinanti. Sono alcuni esempi di come da quelli che chiamiamo rifiuti, possono essere ottenute sostanze utili per la vita, nostra e altrui.

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Agricoltura e ambiente. La violenta guerra contro la natura

Senza l’agricoltura, ovviamente, non potremmo vivere, ma un suino inquina come tre umani un bovino come dieci. Mentre avanzano i deserti e il clima peggiora, consumi di acqua e prodotti chimici contribuiscono al degrado ambientale. Occorre impegnarsi nella transizione verso una “terza agricoltura”, mettendo le accresciute conoscenze tecnico-scientifiche al servizio di una produzione di alimenti che soddisfi il fabbisogno umano con meno sprechi e con minore impatto sull’ambiente, recuperando il valore del lavoro in armonia con la natura. Del tema si parlerà tra conferenze alla Fondazione Micheletti di Brescia, ogni lunedì fino a febbraio.

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Periplo. Merci e natura attraverso gli oceani, oggi come duemila anni fa

Il racconto di un anonimo mercante greco-egiziano di duemila anni fa, che commerciava, avanti e indietro, fra Egitto, Somalia, Arabia e India, disegna una mappa di porti, di rotte, di rapporti economici e di risorse preziose valida ancor oggi (magari le merci sono cambiate, ma il meccanismo dei rapporti è sempre uguale) e ci insegna a essere curiosi (proprio come i mercanti antichi e medievali) dei popoli e paesi e delle lingue e culture di chi oggi ci vende camicette, carbone e computer – e adesso anche aglio! -, come dei tanti cittadini stranieri che sono intorno a noi, figli delle terre bagnate dagli oceani e attraversate dai deserti d’Africa e Asia, dai quali avremmo tanto da imparare.

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Baekeland: gli albori dell’età d’oro della plastica, alla ricerca di surrogati o di come usare gli scarti

“Sappi che l’avvenire è racchiuso in una sola parola, una sola: plastica”: la profezia è contenuta del film “Il laureato” del 1967. La storia del materiale che sta invadendo il mondo comincia nel 1906 con una delle tante invenzioni nate alla ricerca di surrogati di materiali diventati scarsi e costosi od osservando le proprietà di cose buttate via, rifiutate. Molti inventori, infatti, nati poveri, sono diventati persone di successo perché tenevano gli occhi aperti sul mondo circostante, che è ancora pieno di cose da scoprire, di scarti da trasformare in oggetti utili, e in occasioni di lavoro e di benessere anche personale.

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L’ecologia industriale per risolvere il conflitto tra industria e ambiente

L’industria può liberare dalla miseria, assicurare lavoro e creare benessere, ma – per ineluttabili leggi termodinamiche e chimiche – inevitabilmente altera e inquina l’ambiente. Soltanto attraverso una migliore conoscenza dei processi e delle merci, delle materie prime e dei residui si possono ottenere, insieme, cicli produttivi integrati e puliti, occupazione e benessere.

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È con il termometro in gradi Celsius che nasce l’Europa industriale moderna

Anders Celsius (1701-1744) inventò la scala per misurare la temperatura in gradi che un tempo chiamavamo centigradi e che ora per disposizione della UE prendo o il suo nome. Ne nacquero un intenso dibattito tra scienziati di tutta Europa e i laboratori che producevano e vendevano apparecchiature scientifiche, con effetti rivoluzionari sulla tecnica, sulle manifatture, sulla standardizzazione dei prodotti e dei processi produttivi. Si può dire, insomma, che Con Celsius, più che con altre invenzioni, nasce l’Europa industriale moderna.

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Il pensatore che guardava al futuro. Per non farci precipitare nell’abisso

ll 17 e il 18 ottobre 2018 si tiene all’Istituto Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25) il Summit per il 50esimo Anniversario del Club di Roma, organizzato dal Club of Rome in collaborazione con la Fondazione Aurelio Peccei, il WWF, Novamont e Asvis. Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato delle policy e dei trend ambientali ed economici su scala mondiale, sulle sfide della sostenibilità per un mondo che si avvia a ospitare 10 miliardi di persone. Tra i relatori, i maggiori esperti mondiali dello sviluppo sostenibile.
I 50 anni di vita del Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, sono stati 50 anni di crescita economica e della popolazione, con un forte aggravamento delle crisi sociali e ambientali. La celebrazione del cinquantenario è l’occasione per riconoscere la giustezza delle proiezioni e degli allarmi lanciati da una serie di rapporti, tra cui il celebre “Limiti della crescita”, e la validità delle soluzioni proposte. Prima che l’abisso si apra irrimediabilmente davanti a noi.

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Quel profumo del pane nasconde molti segreti (e qualche pericolo)

Che cosa hanno in comune il cuoco del ristorante, il pizzaiolo, la massaia distratta che lascia la pentola sul fuoco o la signora che si spalma crema abbronzante sulla pelle? La reazione di Maillard, dal nome dello scienziato francese che nel 1912 diventò celebre per i suoi studi sulle reazioni generali degli amminoacidi con gli zuccheri, che si manifestano in molti fenomeni naturali e commerciali. Le troviamo nel mais abbrustolito, nelle bistecche, nella crosta del pane, nel caffè e nell’orzo tostato, nella birra scura o nell’aceto balsamico e da loro dipende se sono di gradevole profumo e sapore, oppure sgradevoli. Alcuni composti sono però sono tossici e cancerogeni e possono provocare malattie professionali.

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Fumare fa male. Anche all’ambiente, specialmente marino

Ecologia dei circa due milioni di tonnellate di mozziconi di sigaretta gettati ogni anno. Si sa che il fumo delle sigarette fa entrare nel corpo umano sostanze tossiche e cancerogene, nonostante il filtro. Oltre al catrame, la nicotina, altri composti volatili fra cui ossido di carbonio e metalli tossici fra cui cadmio, piombo, arsenico e anche il polonio radioattivo, presenti nelle foglie del tabacco, oltre a molti additivi e ingredienti segreti aggiunti dall’industria del tabacco per rendere più gradite ai consumatori le sigarette (nel mondo circa seimila miliardi di sigarette l’anno). Le sostanze rimaste nei mozziconi avvelenano l’ambiente, danneggiando soprattutto la vita acquatica. Mentre le fibre del filtro si decompongono soltanto dopo alcuni anni.

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L’ingegnoso Cowper, precursore dell’economia circolare

Come e perché la lavorazione dell’acciaio è tremendamente inquinante. Ma già nell’Ottocento l’ingegnere londinese Edward Alfred Cowper (1819-1893), che fin da ragazzo aveva dimostrato una grande attitudine all’innovazione e alle invenzioni, si applicò nel trovare soluzioni per il risparmio energetico, dagli stabilimenti siderurgici alle locomotive. E pochi sanno che il perfezionamento da lui apportato agli ingranaggi delle biciclette le fece uscire dalla loro infanzia.

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Inquinamento di 500 anni fa: le attività minerarie e metallurgiche

“Le attività minerarie e metallurgiche danneggiano gli alberi e i campi e distruggono gli uccelli”: l’accusa, attualissima, risale a cinquecento anni fa. L’umanista tedesco Georg Bauer, detto Agricola (1494-1555), nel “De re metallica”, un grande trattato sull’arte mineraria di enorme successo, descrive le dure condizioni in cui viene svolto il lavoro dei minatori e delle malattie e intossicazioni a cui sono esposti, i danni dell’inquinamento e quali conoscenze devono possedere i funzionari addetti alla vigilanza.

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Vernadskij, lo scienziato che scoprì l’unità del mondo biologico e inanimato

È Vladimir Vernadskij (1863-1945), geochimico, prima oppositore degli Zar, poi coraggioso difensore dell’indipendenza della scienza nella Russia di Stalin. A Parigi ebbe tra i suoi allievi il gesuita Teilhard de Chardin. Già nel 1926 parlava di effetto serra e buco dell’ozono. Suo il merito di aver scoperto che la vita sul pianeta si basa sulla circolazione degli elementi, dall’atmosfera alle piante, agli animali, al suolo, e poi di nuovo all’atmosfera e alle acque; di questi cicli vitali fanno, naturalmente, parte gli esseri umani. Il suo testamento scientifico e spirituale è un saggio sulle modificazioni operate sulla biosfera dalle attività derivate dalla mente umana.

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Autarchie e ecologia. Le tre “età autarchiche” e la crisi attuale

Caratterizzate da stupidità e furbizie, si sono avvicendate almeno tre età autarchiche, sia in paesi democratici, sia totalitari. Ma alcune soluzioni “autarchiche” presentano di nuovo interesse proprio per motivi ecologici, nell’era della globalizzazione, di fronte ai problemi di scarsità di materie prime e di impoverimento ambientale. Il petrolio ha fatto dimenticare materiali e tecniche dimenticate e pochi sanno che nel sud Italia si può coltivare la pianta della gomma.

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I materiali del Ponte. Segreti e debolezze del calcestruzzo

Migliaia di lavoratori sono stati impegnati nella progettazione, nelle cave di sabbia e argilla, nei cementifici, nelle acciaierie, nei cantieri, per produrre calcestruzzo armato, con fatica, dolore, talvolta morte, che sono il costo delle strade e dei ponti indispensabili per il movimento delle merci e delle persone. Ma il calcestruzzo armato, soprattutto nelle strutture all’aperto come ponti e strade, è esposto a dilatazioni col caldo e contrazioni col freddo, alle pressioni dovute al traffico, alle infiltrazioni dell’acqua e del sale sparso come antigelo d’inverno, alla formazione del ghiaccio, eccetera, che comportano corrosione e ossidazione dell’acciaio, distacco dell’acciaio dal calcestruzzo e frantumazione del calcestruzzo. Se non c’è manutenzione succede come a Genova.

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