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Concetto Marchesi: “Perché sono comunista”

| Valerio Calzolaio

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Concetto Marchesi: “Perché sono comunista”

Perché sono comunista

Concetto Marchesi

A cura di Luciano Canfora

Storia

Sellerio, Palermo,2021

Pag. 105, euro 12

1945 e 1956. Italia. Concetto Marchesi (Catania, 1878 – Roma, 1957) divenne comunista. Si iscrisse al PSI nel 1895 prima di iniziare Lettere all’università etnea. Si laureò a Firenze nel 1899. Insegnava al liceo e nel 1908 fu consigliere dei democratici radicali a Pisa. Si sposò, ebbe una figlia. S’innamorò di Marx, fu docente di letteratura latina all’università di Messina. Si laureò in Giurisprudenza (per essere indipendente se lo avessero allontanato da antifascista), insegnò latino a Padova, giurò l’adesione al PNF e mantenne sempre i contatti col PCI, divenne Rettore a fine 1943, espatriò, fu eletto alla Costituente e nel Parlamento repubblicano fino alla morte. Ad aprile 1945 a Roma parlò su “La persona umana nel Comunismo”, a febbraio 1956 a Milano spiegò “Perché sono comunista”, nel successivo dicembre intervenne all’VIII° Congresso del Pci con un “testamento politico”. I tre discorsi sono ora splendidamente raccolti in volume, con un’eccelsa lunga prefazione di Canfora.

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.