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Dall’angelo all’uomo nel vento. A proposito di “Pietro. Un uomo nel vento”

| TIZIANA CARENA

Tempo di lettura: 3 minuti

Dall’angelo all’uomo nel vento. A proposito di “Pietro. Un uomo nel vento”
La rappresentazione “Pietro. L’uomo nel vento” di Roberto Benigni intreccia la figura di Pietro, fondatore della Chiesa, con la Passione secondo Matteo di Bach, creando un dialogo potente tra narrazione evangelica e musica sacra. Attraverso profezia, debolezza umana e redenzione, lo spettacolo restituisce un’idea profondamente “umanata” del messaggio di Gesù, affidato a chi lo ha vissuto e a chi lo ha raccontato.

Nella rappresentazione di Roberto Benigni, “Pietro. L’uomo nel vento” (dicembre 2025) si narra la vita di Pietro che fonda la chiesa cristiana ed è sepolto in San Pietro, (come ha dimostrato, a suo tempo, l’epigrafista Margherita Guarducci), come è noto, la più grande delle quattro basiliche papali in Roma, ed è colui che ha diffuso in Roma il cristianesimo.

Pietro. Un uomo nel vento – Roberto Benigni, dicembre 2025.
Lo spettacolo è disponibile gratuitamente su RaiPlay.

Pietro è così denominato da Gesù (“Tu sei Pietro”, Matteo 16, 18), ma il suo nome è Simone, letteralmente “colui che ascolta”.

Il “Pietro” di Benigni si conclude con la musica sacra della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach composta nel 1727 e di cui è celebre, in particolare, l’esecuzione diretta da Felix Mendelssohn nel 1829 che rese molto nota questa composizione presso il vasto pubblico. 

Matteo (nato a Cafarnao nel 4/2 a. C. e morto probabilmente in Etiopia nel 70/74 d. C.) è, com’è noto, l’estensore del primo dei Vangeli sinottici (cioè con i Vangeli di Marco e Luca leggibili in parallelo perché affini nella narrazione della vita e della predicazione di Gesù) . La stesura del testo avviene in Palestina, presumibilmente tra il 42 e il 55 d. C., in lingua aramaica ed è tradotta da Matteo stesso nella lingua greca comune (la cosiddetta koiné). La tradizione iconografica raffigura, per lo più, Matteo con accanto un angelo che guida la sua mano mentre redige il Vangelo. Nel suo Vangelo Matteo sostiene che Gesù è il Messia e che la chiesa da lui fondata è il regno di Dio; egli si richiama spesso alle profezie dell’Antico Testamento che presenta come realizzate in Gesù, il figlio di Dio annunciato dai profeti.

La musica di Bach sigilla, per una scelta felice, la rappresentazione: per Bach la crocifissione è la fonte stessa della redenzione ed è dalla crocifissione che inizia la diffusione della “buona novella” in tutto il mondo.

Perché associare alla vicenda di Pietro la Passione secondo Matteo di Bach? Pietro e Matteo sono due personalità rappresentative dell’”idea umanata” di Gesù: il primo evangelista e il fondatore della Chiesa; è un legame tra l’evangelista attraversato dalla potenza della Rivelazione e l’uomo che è guidato dalla Rivelazione stessa alla conquista spirituale di Roma. La musica di Bach accompagna lo sguardo dell’evangelista sulla vicenda di Pietro.

Dipinto “L’apostolo San Pietro” di Peter Raul Rubens

A Pietro è affidata la realizzazione del messaggio di Gesù, a Matteo è affidata la narrazione del messaggio di Gesù.

Se ricordiamo l’avvertimento di Gesù a Pietro (“Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte”, Matteo, 26, 69-75), dobbiamo vedervi il monito alla superbia che non poteva non manifestarsi di fronte all’essere incaricato di un compito così importante (“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”, Matteo, 16,18) anche in un uomo come Pietro.

Nell’immaginario collettivo Pietro sarà identificato come colui che rinnega Gesù per tre volte, ma dobbiamo vedere nel preannuncio di questo rinnegamento e andare oltre di esso: esso ha permesso di vedere che l’uomo è debole, controllato dalle emozioni, in questo caso, dalla paura.

In tutti questi fatti il leit-motiv è la profezia, l’angelo che comunica alle due Marie la Resurrezione e la paura che permette di vedere nell’evento miracoloso un potere che non è terreno, ma soprannaturale, che promuove e permette la trasformazione funzionale all’evento stesso.

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
TIZIANA CARENA
Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.