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Nel nuovo “.eco” di giugno, essere comunità oggi: educare, partecipare, rigenerare

| Federica Colucci

Tempo di lettura: 5 minuti

Nel nuovo “.eco” di giugno, essere comunità oggi: educare, partecipare, rigenerare
Il nuovo numero di .eco esplora come educazione e comunità possano rigenerare territori, creare legami e costruire un futuro sostenibile.

Nella cornice dell’isola di Ischia, dove il mare lambisce le coste vulcaniche e le colline profumano di agrumi e glicini, si è svolta – dal 3 al 5 aprile 2025 – la Conferenza nazionale promossa dalla Rete WEEC Italia, dal titolo “Comunità resilienti di terra e di mare: arcipelago della sostenibilità”, che ha riunito esperienze, visioni e pratiche che intrecciano educazione e comunità in una rete viva e pulsante, come un sistema nervoso diffuso che risponde al bisogno di futuro e coesione.

.eco di giugno 2025

Ed è proprio questo intreccio – tra educazione ambientale e processi comunitari – il cuore del nuovo numero di “.eco”. Il tema scelto, “Educazione e comunità: percorsi di aggregazione, partecipazione e rigenerazione”, riflette l’urgenza di dare voce e corpo a nuove forme di convivenza, dove la scuola, i territori, le istituzioni e i cittadini si ritrovano co-autori del cambiamento.

Dalla teoria alla vita: Ischia come laboratorio vivente

La Conferenza WEEC è stata più di un evento: è stata un’esperienza trasformativa. “Ci siamo accorti dell’intensità di quanto vissuto solo alla fine”, si legge nell’introduzione, e non è una frase retorica. Come in una sorta di “educazione sentimentale”, i tre giorni a Villa Arbusto hanno fatto emergere un senso di comunità autentico, costruito attorno a domande profonde: Che cos’è una comunità? Come la si costruisce? In che modo l’educazione può rafforzarla?

Domande che hanno trovato risonanza nelle metafore portate dai partecipanti – lo zaino, il gomitolo, l’onda – e nelle pratiche quotidiane condivise: cooperative di comunità, patti educativi, agricoltura sostenuta dai cittadini, comunità energetiche rinnovabili, acquisti collettivi di boschi per lasciarli intatti. Non utopie, ma esperienze concrete che restituiscono un’idea forte: la comunità non si dichiara, si costruisce.

Scopri i contributi del Tema del nuovo numero di .eco

Educazione e comunità: percorsi di aggregazione, partecipazione e rigenerazione Elegia dell’orchidea non calpestata, ovvero come i processi educativi rafforzano la comunità, di Tomaso Colombo
Legami che creano sostenibilità, di Mariachiara Santoro
Educare nel tempo della complessità, di Mariachiara Santoro
Per un ambiente rigenerato. Le sfide che ci attendono, di Ugo Leone
Realtà partecipanti ai panel all’interno del programma Ischia 2025, di La Redazione
Uniti nella protezione e nella fruizione del territorio: comunità di residenti e visitatori, di Angelo Mojetta

Educazione e comunità: una relazione tutta da ricostruire

Sono tre i termini-chiave attorno a cui ruota il tema del fascicolo: aggregazione, partecipazione, rigenerazione. La Rete WEEC Italia li ha messi al centro di un dibattito vivo e collettivo. Dal confronto tra educatori, amministratori, studenti, studiosi e attivisti è emerso con forza un concetto: non esiste comunità senza educazione condivisa, e non esiste educazione significativa senza comunità.

L’articolo curato da Mariachiara Santoro, che introduce il tema, parte proprio da qui: raccontare come l’educazione ambientale non sia solo uno strumento didattico, ma un ponte tra persone, generazioni e territori. Esperienze come le comunità energetiche solidali, i patti educativi territoriali o le cooperative di comunità mostrano quanto potente possa essere l’intreccio tra formazione e cittadinanza attiva.

L’orchidea non calpestata: una pedagogia del possibile

Un’immagine attraversa il numero con forza poetica: è quella dell’orchidea selvatica non calpestata, richiamata nel saggio di Tomaso Colombo. Un simbolo che diventa metafora dell’atto educativo autentico: quello che sa cogliere il fragile, proteggerlo, dargli visibilità. L’educatore, in questo sguardo, non è chi impartisce verità, ma chi crea le condizioni per cui la meraviglia possa emergere. È chi accompagna, chi ascolta, chi indica sentieri possibili ma lascia che ciascuno trovi il proprio passo.

Non è una visione idilliaca. Lo stesso articolo ricorda che educare può anche ferire, quando diventa imposizione o ideologia. Ma è proprio da questa consapevolezza che nasce la possibilità di un’educazione generativa, attenta, relazionale. Una pedagogia della complessità e della possibilità.

La sfida della complessità

A dare ulteriore spessore teorico al numero è la lectio magistralis del filosofo Mauro Ceruti, che ha aperto i lavori di Ischia. Ceruti, da sempre voce autorevole del pensiero della complessità, invita a superare l’illusione delle risposte semplici a problemi intricati. Il mondo, ci ricorda, è un sistema interconnesso in cui ogni parte è al tempo stesso causa ed effetto. Per affrontare le crisi ambientali, sociali e culturali che ci attraversano, serve una nuova paideia: un’educazione ecologica, planetaria, fondata sull’etica della responsabilità.

Ceruti parla di un’ecologia dell’azione: ogni nostro gesto ha ripercussioni che vanno oltre l’intenzione iniziale. Per questo, educare oggi significa formare individui capaci di comprendere le interdipendenze e agire dentro di esse con consapevolezza.

Esperienze che parlano da sole

Accanto alle riflessioni teoriche, il numero si arricchisce di storie di comunità che educano e si lasciano educare. È qui che il pensiero si fa carne: dai progetti di educazione ambientale nei parchi urbani e nelle scuole, alle esperienze delle comunità energetiche scolastiche, dalle iniziative di rigenerazione urbana ai laboratori di cinema sostenibile.

Si scopre, ad esempio, che in un piccolo paese del Sud Italia un gruppo di ragazzi ha deciso di raccontare il proprio territorio attraverso un documentario partecipativo. Che in un ospedale pediatrico, grazie al WWF, è nata un’oasi naturale che aiuta la guarigione dei bambini. O che un gruppo di cittadini ha acquistato un bosco per proteggerlo dalla speculazione, trasformandolo in bene comune.

Queste realtà – come il progetto Ecovolontari, le comunità di Grott’Art o le iniziative del Regno di Nettuno – dimostrano che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di legami, cura, creatività.

Rigenerare per abitare il futuro

Il saggio di Ugo Leone affronta con la questione cruciale: possiamo davvero pensare che il nostro futuro sia resiliente e sostenibile, dopo shock globali come pandemia, guerre, crisi climatica? La risposta è insieme cauta e fiduciosa. Forse, dice Leone, non basta più parlare di resilienza o sostenibilità: dobbiamo puntare sulla rigenerazione. Non sul ritorno a un passato perduto, ma sulla costruzione consapevole di una nuova convivenza.

Rigenerare non è solo un’azione ecologica. È un atto sociale, educativo, culturale. Le città, le scuole, i territori devono essere ripensati come luoghi di incontro e trasformazione. È qui che l’educazione ambientale diventa decisiva: perché educare è anche abitare, e abitare bene significa prenderci cura – insieme – del nostro presente e del nostro futuro.

Abitare la complessità, insieme

Il nuovo numero di .eco non si limita a informare: propone una visione. Un’idea di educazione come pratica trasformativa, collettiva, plurale. Un’educazione che attraversa le discipline, i luoghi, le generazioni. Che si fa comunità e che, come una rete di orchidee non calpestate, si estende silenziosa ma vitale nei territori.

In un tempo segnato da solitudini e crisi sistemiche, “Essere comunità” non è una scelta nostalgica, ma una sfida politica e pedagogica. Significa riconoscere che siamo interdipendenti, che nessuna isola si salva da sola. Significa, ancora una volta, credere che l’educazione possa aprire strade.

Strade che – come accaduto ad aprile a Ischia – non vanno percorse da soli, ma insieme.

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Scrive per noi

Federica Colucci
Federica Colucci
Giornalista e project manager con esperienza nella comunicazione ambientale e nell’organizzazione di eventi internazionali. Collabora a progetti che promuovono la sostenibilità e l’educazione ambientale attraverso il giornalismo e la gestione di reti globali.