Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani
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(Nella foto di apertura, scatole entomologiche, selezione da collezioni storiche prevalentemente raccolte tra la seconda metà del XIX secolo e la fine del XX secolo. Foto di Chiara Minischetti)

Fino al 30 marzo 2025, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, sarà possibile fare un viaggio all’interno della biodiversità italiana. Proiezioni di vari dettagli, così ingranditi da rendere difficile il riconoscerli, ci accolgono all’inizio della mostra, in un piccolo spazio in cui i colori si rendono protagonisti. Questo stupore ci accompagnerà per tutto il percorso, attraversando montagne, pianure, mari e fiumi italiani, per conoscere da vicino i loro abitanti. Ma quando siamo noi, Homo Sapiens, i loro abitanti, quanto siamo davvero rispettosi? Quanto, invece, siamo invadenti? Varie domande, alcune un po’ scomode, ci verranno poste durante la mostra, ma sempre e solo due sono le opzioni di risposta: sì o no.
Proteggere la biodiversità non permette mezzi termini. Protezione della biodiversità significa godere adesso dei molteplici benefici derivanti da una vita rispettosa degli ambienti terrestri, marini e di tutti i loro abitanti, garantendo alle future generazioni di fare altrettanto.
Il valore della biodiversità, in nome di una salute unica (One Health)
La mostra vuole far luce su alcuni temi, quali: il valore della biodiversità, la visione della salute unica (One Health), l’interdipendenza tra le diverse forme di vita esistenti nel nostro pianeta e la fragilità degli equilibri che regolano gli ecosistemi.
La mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, curata da Sapienza Università di Roma con Università di Padova e con il National Biodiversity Future Center (NBFC), istituito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Anche il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e l’Assessorato all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale hanno contribuito alla realizzazione. Il Premio Nobel Giorgio Parisi, Enrico Alleva, Carlo Blasi, Stefano Boeri, Ferdinando Boero, Maria Chiara Carrozza, Luigi Fiorentino, Enrico Giovannini, Vittorio Lingiardi, Antonella Polimeni e Ling San compongono le eccellenze del comitato scientifico di cui si avvale la mostra.
Ma non finisce qui, è possibile approfondire questo magnifico mondo naturale di cui tutti siamo parte e di cui tutti siamo custodi partecipando anche a rassegne cinematografiche, incontri, attività e laboratori proposti dal Palazzo delle Esposizioni.

L’Homo Sapiens, piccolo ma spaventosamente potente abitante della Terra

In definitiva, è una mostra affascinante, ma ad un primo impatto quasi inquietante. Rivela l’Homo Sapiens come un piccolo abitante della Terra, spesso spaesato e intimorito di fronte a quei maestosi esseri viventi che vivono nelle vette delle montagne e nelle profondità dei mari. Un piccolo abitante è vero, ma così spaventosamente potente da riuscire con la sua attività a minacciare la biodiversità, inquinare la natura e frammentare gli habitat.
Non perdiamo la speranza; riconoscere il valore della biodiversità è la chiave per comprendere che tutto è connesso e tutti siamo connessi.
Otto miliardi, opera di Manuel Felisi, tramite un gioco di specchi e riflessi ci obbliga a riconoscere che anche noi facciamo parte di quegli otto miliardi che abitano il pianeta. Abbiamo l’occasione di passare da partecipanti a protagonisti della mostra.
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- Chiara Minischetti
- Chiara Minischetti è una educatrice professionale, laureata in scienze pedagogiche nel 2022 e dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi Roma Tre sull’educazione alla sostenibilità nei servizi educativi 0-6 di Roma.
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