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Fare i conti con il “deficit di natura”

| Nicole Tagliaferro

Tempo di lettura: 5 minuti

Fare i conti con il “deficit di natura”

La Cooperativa Eliante di fronte all’impossibilità di portare avanti le attività programmate con le scuole e ai limiti di attività sostitutive online. «Il nostro lavoro in futuro non potrà che essere quello di continuare a colmare la distanza fra i bambini e la natura, accentuata dell’emergenza Covid-19».

Un questionario per condividere le esperienze
Continuano le interviste ad alcune tra le tante realtà legate all’educazione ambientale toccate sensibilmente dall’avvento della pandemia. La rivista “.eco” e la rete WEEC Italia (World Environmental Education Congress) hanno promosso un’inchiesta su tutto il territorio nazionale per conoscere e raccontare le difficoltà riscontrate e le strategie adottate per il futuro da parte di chi svolge o commissiona attività di educazione ambientale.
Vuoi condividere con noi la tua esperienza? Clicca qui per rispondere al questionario online!

Antonio Bossi (per chi volesse contattarlo: [email protected]) è educatore ambientale da molti anni. Ha lavorato per molto tempo nell’ufficio educazione nazionale del WWF Italia, dove si è occupato dei programmi per le scuole e della formazione degli insegnanti.

Lasciata quest’esperienza è diventato socio, nonché referente responsabile per l’area educazione e formazione, della cooperativa Eliante che opera nel campo della sostenibilità ambientale. Oltre a una vasta esperienza nei campi dell’educazione ambientale, della protezione della biodiversità e della promozione dell’efficienza energetica, i soci di Eliante hanno competenze nel campo della comunicazione ambientale e della partecipazione, del turismo responsabile e della cooperazione internazionale. Da tempo, infine, Eliante, promuove e sostiene progetti volti a facilitare la convivenza con i grandi carnivori.

Le attività con le scuole si sono totalmente azzerate

La cooperativa ha sede a Milano ed è in convenzione con alcuni parchi regionali lombardi per la gestione delle attività didattiche e di educazione ambientale. Antonio segue queste attività in particolare all’interno del Parco Regionale del Monte Barro, in provincia di Lecco, occupandosi anche della promozione culturale e turistica.

Con l’arrivo dell’emergenza sanitaria all’inizio della primavera 2020, Antonio Bossi afferma che «le attività con le scuole si sono totalmente azzerate, e questo è accaduto proprio in una stagione tradizionalmente dedicata alle uscite in natura. Le insegnanti hanno dovuto annullare le attività già programmate, e fino al termine dell’anno scolastico non è stato possibile ospitare gruppi nei Parchi.

Nel periodo della prima quarantena siamo riusciti mantenere un contatto molto frammentato con le scuole, e solo alcune insegnanti hanno chiesto l’invio di materiale di approfondimento sulle aree protette da utilizzare in classe».

Esplorazioni volanti dalla finestra di casa

La Cooperativa Eliante ha promosso le “Esplorazioni volanti”. Per questa iniziativa è stata tra i premiati da Earth Prize nel 2020.

«Visto lo stop con le scuole, abbiamo deciso di mettere a disposizione dei bambini e delle famiglie le nostre competenze in campo ambientale proponendo su Facebook le “esplorazioni volanti”, una serie di appuntamenti settimanali che suggerivano di guardarsi intorno, osservando dalla finestra o da un balcone elementi naturali (ma anche esplorando e cercando dentro casa).

Seguiva poi la proposta di una semplice attività di rielaborazione, con la possibilità di coinvolgimento di tutta la famiglia. Aiutati dai genitori i bambini potevano realizzare piccoli campioni o modelli molto semplici di elementi naturali, o indagare dentro casa alla scoperta dei consumi e degli sprechi. In caso di bisogno era sempre possibile rivolgersi agli esperti del nostro gruppo per chiedere aiuto, ad esempio di fronte alla difficoltà nel dare il nome a un albero fotografato dalla finestra o una specie animale di cui era stato possibile registrare il verso o il canto, oppure tracciarne le forme più o meno dettagliate su un foglio».

Sondati i bisogni degli insegnanti

Alla riapertura delle scuole a settembre – continua Antonio Bossi -, «oltre a decidere di continuare l’esperienza delle esplorazioni volanti provando ad estenderla alle scuole, abbiamo voluto confermare il programma tradizionale di uscite nei Parchi promuovendo, nel rispetto delle norme anti Covid, l’importanza dello stare in natura, soprattutto per restituire ai bambini la possibilità di muoversi e socializzare negli spazi verdi dopo mesi di “distacco” forzato. Le difficoltà incontrate dalle scuole e le tante interruzioni delle attività in presenza hanno però reso impossibile l’arrivo delle classi nei Parchi anche nei mesi autunnali e invernali».

A questo punto «la nostra scelta – racconta Antonio – non è stata quella di proporre attività sostitutive a distanza per le scuole che avevano rinunciato alle uscite nei Parchi. Per prima cosa non eravamo pronti da un punto di vista tecnologico a sviluppare questi prodotti, e non sapevamo se, una volta lanciati in rete, le attività avrebbero avuto successo. Per questo motivo abbiamo preferito prima interrogare i docenti via e-mail su quali fossero gli elementi sui quali potevamo offrire il nostro supporto».

Aperto uno sportello di supporto su metodologie e strumenti

«All’inizio del mese di ottobre 2020 è stato attivato un servizio d’informazione sulle attività di educazione ambientale svolte nei Parchi in cui operiamo, ma anche di consulenza e supporto su metodologie e strumenti per la realizzazione di attività e percorsi educativi, dedicato a scuole, insegnanti, studenti. Uno sportello a cui ci si può rivolgere anche per avere informazioni e supporto didattico sulle caratteristiche ambientali, naturalistiche, storiche e culturali delle aree protette.

Una prima attività dello sportello è stata quella di inviare ai docenti alcune domande sugli eventuali bisogni conseguenti al periodo di difficoltà attraversato dalle scuole. L’obiettivo è stato quello di indagare la possibilità di offrire alle classi un supporto più vicino alle esigenze effettive».

Gestire le emozioni, ridare spazio alla socializzazione

«Le risposte arrivate, solo in parte legate all’invio di materiale di approfondimento sulla natura e la storia dei Parchi ad uso delle insegnanti, sottolineavano, fra le difficoltà legate al lavoro svolto esclusivamente a distanza, la perdita di relazioni dirette e la perdita di contatto con la realtà esterna da parte dei bambini dei ragazzi. Fra i bisogni espressi dai docenti emergevano il bisogni legati alla gestione delle emozioni, il bisogno di ridare spazio alla socializzazione e alla collaborazione attiva, la necessità di “fare sentire voci diverse” e quella di riappropriarsi degli spazi esterni.

Questi risultati confermano che, augurandoci la fine dell’emergenza sanitaria oppure inventando nuove modalità organizzative, il nostro lavoro in futuro non potrà che essere quello di continuare a colmare la distanza fra i bambini e la natura, accentuata dell’emergenza Covid-19 e già ricordata da chi parla di un vero e proprio “deficit di natura” in atto da tempo.

Ritornare a sentire i suoni e i profumi della natura

Oltre al benessere fisico legato all’attività motoria, vivendo in spazi aperti i bambini apprendono in modo spontaneo e naturale, sono invitati ad esplorare attraverso un approccio multisensoriale, possono toccare, odorare, sentire, osservare la natura, gli animali e le loro tracce, le piante. Anche e soprattutto attraverso il gioco, l’attività principale attraverso cui conoscono il mondo, costruiscono relazioni con altri, si mettono alla prova divertendosi e rapportandosi con rispetto verso la natura e gli altri. In natura i bambini apprendono il loro essere parte di un sistema globale nel quale tutti gli esseri viventi e non viventi s’influenzano reciprocamente. Infine, un bosco, un prato, una siepe, un giardino, uno stagno, un fiume, ecc. non hanno la struttura di una stanza o di un computer, sono ambienti naturali complessi soggetti a continui cambiamenti, che solo stando all’aperto si possono percepire e vivere con i tempi propri del mondo naturale.

C’è una differenza abissale fra il mostrare una foglia attraverso i pixel di un monitor e mettere in mano una foglia a un bambino in un bosco. Ed è molto diverso ascoltare i tanti canti degli uccelli nel bosco rispetto al freddo ascolto di un suono isolato uscito dagli auricolari di un computer. Per non parlare del profumo dei fiori o dell’erba, del fruscio dei rami scossi dal vento, dei colori delle stagioni, delle ombre e delle luci, dello scorrere dell’acqua nei fiumi e nei ruscelli».

Scrive per noi

Nicole Tagliaferro