Il bosco in concerto

Domenica 5 giugno 2011, presso il Vivaio Ziriò Monti Peloritani (Messina), apre la IX edizione di “Il bosco in concerto”, un evento organizzato dalle associazioni La ragnatela onlus e Il Cantiere dell’InCanto, con la collaborazione del Teatro dei Naviganti, del collettivo artistico Machine Works e del Museo di Musica e Cultura Popolare dei Peloritani.
Attraverso un percorso musicale fatto di improvvisazioni creative, un gruppo di disabili e artisti normodotati guida gli spettatori nell’ascolto e nell’esplorazione del bosco, protagonista indiscusso della rassegna.
Ma perché proprio il bosco? Le motivazione sono tante.
Quale luogo meglio si presta a riscoprire il rapporto profondo tra arte e natura? A far rivivere un dialogo ormai spento tra l’uomo e il paesaggio che lo circonda, con tutte le sue luci, i suoi colori e le sue voci?
La scelta nasce anche da un altro aspetto: il bosco non usa parole e definizioni, ma si serve del linguaggio dell’arte diventandone un’importante cassa di risonanza attraverso la quale le capacità espressive di un disabile trovano spazio.
Il bosco, infine, suona in concerto senza direttori d’orchestra e partiture, offrendo, a chi vuole ascoltare, la possibilità di “sentire” che l’armonia non è la negazione delle diversità, ma l’accordo tra voci differenti, sia nella musica che in altre forme di comunicazione e di aggregazione. «Sappiamo per esperienza che la diversità genera fuga, paura o compassione, e abbiamo scelto di  creare le condizioni per cui questo incontro – tra arte e realtà – sia  possibile e intimo, complice il bosco e alcuni artisti che per formazione, ampiezza di vedute e padronanza dei loro mezzi espressivi non hanno paura di mettersi in gioco.»
E così il bosco diventa un’occasione per approfondire tematiche importanti attraverso linguaggi non convenzionali.
L’edizione di quest’anno è dedicata ai bambini: «Intorno e in mezzo a noi, da alcuni anni, nascono bambine e bambini, veri, non quelli di cui parlano le statistiche, né quelli che potrebbero aumentare o diminuire il peso del debito pubblico, neppure quelli che per fortuna controbilanciano l’allungarsi della vita e neppure quelli che forse assicureranno le pensioni ai vecchi ora giovani.  BAMBINI. Non nostri, di tutti perché creature che ci ricordano l’intimità del nascere.»

 

31 maggio 2011

C.C.

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